venerdì 30 novembre 2007

L'MPA: "Siamo pronti ad accordo con il centro sinistra per la sfiducia".

Piazza Armerina. "Se il centro sinistra non ha le otto firme necessarie per presentare la sfiducia siamo disponibili ad un accordo escusivamente tecnico per mandare a casa il sindaco Maurizio Prestifilippo". Il segretario provinciale dell'Mpa Giorgio Bruno fa tornare l'incubo della mozione di sfiducia sull'amministrazione retta da Maurizio Prestifilippo. "Adesso basta - dice Bruno - abbiamo scherzato troppo. Il documento letto in consiglio comunale dal nostro capogruppo Giovanni Scollo - nella foto in basso - è la linea del nostro movimento. Il sindaco e Forza Italia hanno cavalcato la strada dell'antipolitica, una strada lontano dal nostro modo di servire la cosa pubblica". In effetti il documento firmato dai sei consiglieri dell'Mpa, Vittorio Lo Verme, Basilio Fioriglio, Elisa Volturo, Salvatore Manuella, Michelangelo Trebastoni e dal capogruppo Giovanni Scollo, è stato piuttosto perentorio e critica la conduzione politica del partito di Berlusconi " Forza Italia - dice il documento - ha dimostrato dissennatezza e ha condotto le trattative come una farsa. Il sindaco ha un ruolo di primo piano ed il suo partito nell'assecondarlo non si rende conto delle inseparabili rotture che si proieetteranno in tutti i comuni della provincia dove saremo costretti a rivedere le nostre alleanze, sfiduciando ed isolando Forza Italia, che è la vera responsabile della disgregazione della trasfersalità del centro destra. Denunciamo l'antipolitica che si sta consumando in Forza Italia che rinuncia ai partiti e sponsorizza gli ingiustificati personalismi e incomprensibili particolarismi". Per il sindaco Maurizio Prestifilippo il documento dell'Mpa "è incomprensibile" mentre il coordinatore cittadino del partito di Berlusconi, il vice sindaco Fabrizio Tudisco - nella foto in alto - accusa il partito di Lombardo di andare in cerca di poltrone. "Respingiamo ogni accusa rimandandole al mittente. Il mio partito - dice Tudisco - ha sempre dato la totale disponibilità a rivedere le proprie posizioni. Le poltrone sono cercate solo da chi ha problemi di visibilità e ricerca di potere più che di programmi per lo sviluppo della città. Spero - conclude il coordinatore piazzese di Forza Italia - che la saggezza e l'esperienza dell'assessore Paolo Colianni prevalgano sugli avventurieri di lungo corso per proporre percorsi politico-amminìstrativi sinergici per vincere le prossime elezioni provinciali". Insomma si consuma l'ennesina puntata della telenovela sulla sfiducia, la cui fine però sembra ancora lontana.
Agostino Sella

giovedì 29 novembre 2007

Questa è la vera rivoluzione. di Paolo di Tarso

Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Per la grazia che mi è stata concessa, io dico a ciascuno di voi: non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi, ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato.
Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, 5così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri.
Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; chi l'esortazione, all'esortazione. Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.
La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, 13solleciti per le necessità dei fratelli, premurosi nell'ospitalità.
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. 16Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.
Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male.

Il vescovo in conferenza alle quinte classi del pedagogico

Piazza Armerina. “La Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo contemporaneo”. Su questo tema il Vescovo, Monsignor Michele Pennisi, ha ieri incontrato nel salone della chiesa di San Pietro, le quinte classi dell’istituto pedagogico e di scienze sociali. L’incontro è stato promosso dal docente di religione cattolica Liborio Patelmo e da dirigente scolastico Salvatore Giuliana. Il Vescovo ha introdotto la sua lezione dicendo che “il cristianesimo si è sempre confrontato con le problematiche sociali ma che con l’avvento della società industriale l’insegnamento sociale della Chiesa diventa sistematico a partire dalla enciclica Rerum Novarum di Leone XIII del 1981”. Poi il Vescovo ha continuato la sua lezione ripercorrendo i documenti più significativi del secolo scorso dall’enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII alla “Populorum Progressio” di Paolo VI alle encicliche di Giovanni Paolo II la Laborem exercens fino alla Centesimus annus. Il Vescovo ha messo in luce come la Dottrina Sociale delle Chiesa in ogni tempo si è incarnata nella storia vivendo nella pienezza le nuove condizioni sociali ed economiche alla luce dei principi della dignità della persona umana, della dignità del lavoro e la giustizia sociale. Pennisi ha anche parlato del ruolo di Sturzo accanto ai contadini nella storia della Sicilia in risposta alle sollecitazioni dell’insegnamento sociale della Chiesa ed ha ripercorso il periodo storico tra le due guerre mondiali e la nascita della Repubblica Italiana. Verso la fine della sua relazione il Vescovo ha sviluppato il periodo storico moderno dalla Caduta del Muro di Berlino e le grande rivoluzione sociale sviluppatosi sotto il suo papato di Giovanni Paolo II. Lungo la trattazione Pennisi ha fatto cenno di volta in volta ai principi del “bene comune” come “il bene di tutti e di ciascuno” e quello di “sussidiarietà” per mettere in luce che il che “la società, è per la persona e non la persona per la società. “Tale principi – ha detto il Vescovo - sono alla base della convivenza sociale e civile. Centrale nel discorso del vescovo è stato il riferimento ale nuove sfide che la Chiesa si trova ad affrontare in riferimento all’equilibrio internazionale tra paesi ricchi e poveri e quindi ai temi della democrazia, economia e antropologia.
Agostino Sella

Pastorale giovanile diocesana. Incontro a Montagna Gebbia

Piazza Armerina. “La proposta cristiana oggi. Dal centro giovanile alla strada”. E’ stato questo tema filo conduttore della giornata di formazione diocesana per formatori che domenica scorsa ha visto la presenza nel seminario estivo di Montagna Gebbia di oltre 150 giovani provenienti dai paesi della diocesi. La giornata, organizzata dall’equipe di pastorale giovanile diocesana, diretta da Enzo Madonia e da Don Giuseppe Fausciana, ha avuto lo scopo da un lato di monitorare l’attività pastorale della gioventù diocesana e dall’altro quella di definire le linee guide per le attività annuali dei gruppi e dei movimenti diocesani. “La mattinata è stata caratterizzata dalla presentazione del tema della giornata – dice Enzo Madonia coordinatore laico della pastorale giovanile diocesana – oggi è importante andare oltre i nostri centri. Dobbiamo evitare di rinchiuderci nelle sagrestie ed andare nei luoghi dove sono i giovani. Siamo noi che dobbiamo andare da loro – dice ancora Enzo Madonia – che dobbiamo uscire dalle nostre mura per andare ad incontrare i giovani meno fortunati”. Madonia ha anche parlato dell’esperienza di Loreto e del messaggio del Santo Padre “è la nostra guida – dice ancora Madonia – dobbiamo seguire la strada da lui tracciata”. Durante la mattinata è anche intervenuto Enrico Di Venti, ennese e componente dell’equipe che affianca l’ufficio diocesano. Di Venti ha fatto un’analisi dello stato di fatto della pastorale diocesana e si è soffermato sul ruolo delle consulte cittadine “Le consulte hanno una straordinaria importante per implementare le attività giovanile diocesane, ma devono evitare di diventare dei veri e propri gruppi. Le consulte – ha continuato Di Venti – sono formate dai responsabili dei gruppi ed hanno lo scopo coordinare l’attività di tutte le realtà”. Durante la mattinata l’assemblea è stata divisa in gruppi di studio che hanno affrontato i problemi dei gruppi giovanili delle singole realtà. Tra tutti i gruppi la presenza più folta era quella dei gruppi di Gela, Enna Pietraperzia, Butera e Barrafranca e dove la consulta cittadina, dopo un periodo di stop, sta riprendendo a pieno ritmo la sua attività. Nel pomeriggio, Cinzia Vella, anch’essa dell’equipe diocesana, ha invece coinvolto l’assemblea attraverso un griglia di domande, nell’organizzazione del prossimo meeting diocesano, che si svolgerà il prossimo 6 aprile a Piazza Armerina. La giornata è stata conclusa da don Giuseppe Fausciana che ha sottolineato l’importanza della formazione nella pastorale giovanile ed ha illustrato il sussidio realizzato dall’ufficio di pastorale giovanile dal titolo “costruiamo insieme centri nelle periferie”. Don Giuseppe Fausciana si è poi soffermato sul meeting, ormai un punto di forza della pastorale giovanile diocesana “Il meeting si rivolge a tutti i gruppi giovanili ecclesiali, i giovani universitari, le famiglie, gli studenti delle scuole superiori – ha detto don Fausciana - è luogo aperto di festa e dibattito per tutti coloro interessati ai temi trattati”
Agostino Sella

lunedì 26 novembre 2007

Enzo Madonia e la pastorale giovanile diocesana

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Pinocchio a "chiazzisa"


Due sane risate con il doppiaggio
di Roberto Restivo

Pinocchio a "chiazzisa"


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La distrazione dell'opposizione e la sincerità del sindaco.

di Carmelo Nigrelli, da www.piazza-grande.it
«Il Centro sinistra così com'è non è alternativo a Prestifilippo; d'altro canto l'MPA che ha dato cinque o sei ultimatum al sindaco ha fatto solo salire il prezzo: anche l'MPA non è alternativo a questa amministrazione».Così si esprime, in una intervista pubblicata sul blog di Agostino Sella, Giuseppe Mattia, consigliere provinciale di Forza Italia da tempo in rotta di collisione con l'amministrazione comunale della quale stigmatizza la deludente politica.Mattia parla anche di un «sistema con centro sinistra e centro destra che sono d'accordo sulla pelle dei cittadini, con accordi che si fanno nei salotti, con alchimie politiche» extraistituzionali.Con questa sua intervista il volitivo consigliere provinciale si prepara a diventare in città il leader del "grillismo", di quel movimento di rigetto verso la "casta" politica che non è fatta solo da ministri, deputati e senatori, ma anche da molti professionisti della politica locale che scimmiottano comportamenti, atteggiamenti, toni dei politici nazionali, forti di quel pacchetto di voti di parenti, amici e clientes che presuppongono, potrà riconfermarli sempre nel consiglio comunale.D'altra parte è difficile non dare ragione a Mattia, assistendo allo spettacolo, indegno per una comunità come quella piazzese, del tenore di quello che i dirigenti del centro sinistra stanno offrendo sulla mozione di sfiducia. Non c'è dubbio che, in questa temperie, non ha alcun senso cercare le responsabilità in tal consigliere o in tal segretario di partito-zombie: essa va ripartita tra tutti i dirigenti del centro sinistra in maniera proporzionale al ruolo politico.Ma l'"inciucio", come lo chiama Mattia, a ben pensare non si è consolidato negli ultimi mesi, ma va avanti probabilmente da un paio d'anni, almeno da parte di una fetta non piccola del Pd. In effetti se i cittadini di Piazza hanno vissuto in questi anni in una sorta di irrealtà raccontata dai giornali, ciò è dovuto al silenzio del centro sinistra che, ad accezione della questione del PRG, ha sorvolato sulle infinite mancanze dell'amministrazione. Una irrealtà fatta di articoli e dichiarazioni che attribuiscono a questa amministrazione opere nelle quali, nella migliore delle ipotesi, non ha avuto alcun ruolo.Ma per fortuna a raccontare le cose c'è proprio il capo dell'amministrazione che, in una intervista al Quotidiano di Sicilia del 15 novembre, confessa che la sua giunta non ha combinato un bel nulla. Alla domanda: «Quali progetti sta portando avanti l'attuale amministrazione?», infatti risponde: «Tre progetti di riqualificazione del centro storico cittadino dell'importo di cinque milioni di euro. I progetti riguardano, in particolare, il recupero di edifici monumentali nello specifico quello di S. Anna e Palazzo Trinità» (sic!)Tutti sanno, ma è bene ricordarlo, che si tratta di progetti redatti, finanziati e avviati con la sindacatura di Ivan Velardita e che, se dobbiamo dirla tutta, dall'attuale amministrazione hanno avuto solo bastoni tra le ruote e ritardi ingiustificabili.Il prode continua nella risposta: «Inoltre vi è un finanziamento specifico che riguarda Palazzo Trigona. Finanziamento stanziato dalla regione siciliana dell'importo di ulteriori cinque milioni di euro.» In questo finanziamento, dunque, come tutti sanno, il Comune non c'entra nulla e la gestione del Palazzo sarà direttamente della regione. Subito dopo aggiunge:«Si prevede, inoltre, il rifacimento dei tetti della Basilica Cattedrale» che, com'è noto, è bene di proprietà ecclesiastica e, ancora una volta, l'eventuale finanziamento non vedrebbe alcun ruolo da parte dell'ente locale e della ineffabile amministrazione.Ma le saette di verità non sono finite: «Tra gli altri interventi che si prevedono anche l'avvio del depuratore della rete fognante» opera che, ancora una volta, è stata progettata, finanziata e i cui lavori sono stati avviati durante la sindacatura Velardita e che, in ogni caso, è adesso di competenza dell'ATO idrico.Alla fine, ma proprio alla fine, riferisce dei lavori di rifacimento della pubblica illuminazione nel centro storico che potrebbero essere merito di questa amministrazione.Meno male che c'è il sindaco a dire la verità, perché i rappresentanti dell'opposizione si stanno occupando d'altro. Grazie sindaco!

sabato 24 novembre 2007

Grimaldi. "A disposizione solo un assessorato". Trebastoni: "Firmeremo la sfiducia"

Piazza Armerina. “Un assessorato e qualche sottogoverno. Per il resto vedremo in seguito”. E’ questa in sintesi la proposta di Grimaldi fatta agli alleati del centro destra nel vertice provinciale che si è tenuto l’altro ieri sera. Forza Italia, ha messo a disposizione degli alleati l’unico posto libero nella giunta di Maurizio Prestifilippo, rimandando a dopo eventuali altre proposte. “In questa fase, nell’immediato c’è la possibilità di mettere a disposizione un assessorato – dice Grimaldi – nel tempo ci può essere certamente altro. L’Mpa ha chiesto visibilità, qualità e non quantità”. Grimaldi poi è ottimista “Non manderemo certo le provinciali all’aria per Piazza. Tutti abbiamo senso di responsabilità”. Ma dagli alleati sembrano non arrivano buone notizie e cala un silenzio profondo. Giorgio Bruno segretario provinciale dell’Mpa non lascia trasparire nulla. “lunedì riuniremo l’ufficio politico e i consiglieri comunali. Li decideremo tutti insieme”. Profondamente delusa AN per voce di Dante Ferrari “Non siamo soddisfatti della proposta che è limitativa. FI ha detto che allargherà in futuro, ma non ha spiegato come. Avevamo chiesto una giunta politica ma non c’è niente di tutto questo. A questo punto non so che cosa succederà”. Le prime reazioni del Mpa piazzese sono di fuoco. “Le proposte di Forza Italia sono una cosa vergognosa ed indecente – dice il consigliere dell’Mpa Trebastoni - questo sindaco è arrogante e presuntuoso. Non sa fare politica e vuole gestire la cosa pubblica chiedendo al centro destra l’avvallo della sua azione tenendolo però, lontano dalla gestione. La sua proposta è inaccettabile. Domani, probabilmente, firmeremo un documento sulla sfiducia da me preparato che il centro sinistra ha già firmato. Chi non si allineerà alle direttive del partito sarà fuori. Spero – conclude Trebastoni – che qualche mio collega consigliere di partito si renda conto che Prestifippo ci vuole solo prendere in giro”. Adesso domani nella riunione dell’Mpa si prevedono scintille. Da un lato Trebastoni, Manuella e Fiorgilio che sono per mandare a casa Prestifilippo e dall’altra Scollo, Lo Verme e Volturo più vicini al sindaco. Tra le due correnti sarà difficile trovare una soluzione unitaria.
Agostino Sella

Fioriglio. Mal di pancia nell'Mpa

Piazza Armerina. Abbastanza ricca l’attività dell’ex presidente del consiglio Basilio Firogilio. In questi giorni il consigliere dell’Mpa ha chiesto la trattazione in consiglio comunale di una serie di problematiche oggetto di interrogazione da lui stesso presentate a cui l’amministrazione comunale non ha risposto. Si tratta di temi importanti come l’illuminazione del tratto di strada tra contrada Indirizzo e la villa romana del casale, della manutenzione straordinaria delle strade cittadine, del contributo all’associazione degli invalidi e della ventilata chiusura del reparto di cardiologia. Basilio Fioriglio ha poi inoltrato una lettera al presidente del consiglio in cui chiede di partecipare alle riunioni dei capigruppo. Tale richiesta fa trasparire il malessere nel partito di Lombardo, a cui Fioriglio ha aderito. Alla conferenza dei capigruppo partecipano solo i capigruppo consiliari e nel caso dell’ Mpa si tratta di Scollo.
Agostino Sella

PGS. Cominciano i campionati salesiani. Due le squadre piazzesi.

Piazza Armerina. Comincia martedì il campionato delle Polisportive salesiane. Le società piazzesi che parteciperanno ai campionati sono due. La società Soleluna presieduta da Filippo Marino e la Stelle Azzurre coordinata da Giuseppe Sorrentino. Le Stelle Azzurre parteciperanno ai campionati di mini, under 19 e libera di calcio a 5, under 15 di basket e ping pong. La società Sole Luna invece parteciperà ai campionati con le squadre di under 15 ed under 17 di calcio a 5, e volley maschile e femminile. “lo spirito dei nostri campionati non è mirato all’esclusivo raggiungimento della vittoria sportiva ma anche e soprattutto a raggiungimento della realizzazione della persona umana – dice Giuseppe Sorrentino delle Stelle Azzurre - Quest’anno la nostra società con 5 squadre cercherà di valorizzare al massimo tutti gli atleti per far passare loro un anno pieno di soddisfazioni”. Le Stelle Azzurre svolgono la loro attività all’interno del dell’oratorio salesiano di via Garibaldi 75. La parrocchia del Crocifisso è invece il luogo dove svolge l’attività la società Soleluna “Rispetto allo scorso anno – dice il presidente della società Filippo Marino – abbiamo presentato un numero maggiore di squadre. Abbiamo infatti registrato un aumento del numero degli iscritti, segno che le attività degli anni scorsi realizzate con l’ausilio fondamentale di tutti i volontari sono stata fatte nel migliore dei modi. Lo sport come lo intendiamo noi – conclude Marino – è uno mezzo fondamentale per aiutare i ragazzi a crescere secondo sani principi togliendoli dai pericoli della strada, educandoli con il cuore nello stile del sistema preventivo di Don Bosco”.
Agostino Sella

venerdì 23 novembre 2007

Cigl e Cisl contro i Cobas

Piazza Armerina. I sindacati confederali CISL e CGIL ai ferri corti con i Cobas. Le due più grandi organizzazioni sindacali della penisola rispondono per le rime a Luigi Bascetta, leader dei Cobas, che ieri in un volantino relativo alla protesta della lavoratori “Promo coop” che da oltre due mesi non ricevono lo stipendio, accusava i sindacati confederali di “aver abbandonato la classe lavoratrice al proprio destino e di essersi venduti al padrone pur di mantenere qualche posticino all’ombra del capitale”. Il primo ad intervenire è il segretario provinciale della CGIL Emanuele Velardita. “Le affermazioni di Bascetta mi sorprendono in quanto gratuite e prive di fondamento e pertanto mi offendono. Sono amareggiato del tono e della sostanza di quanto scritto nel volantino dei Cobas – dice ancora Emanuele Velardita – i sindacati confederali hanno fatto la storia di questo paese e da sempre fanno solo gli interessi dei lavoratori. Peraltro – continua il leader della CGIL – incitare gli alunni alla protesta, invitandoli a non andare in classe per scioperare, su temi che non hanno nulla a che vedere con la scuola mi pare pretestuoso. E’ un messaggio fuorviante e pericoloso per le nuove generazioni di cui i Cobas devono assumersi tutta la responsabilità, rispondendone, se è il caso, nelle sedi opportune. Sul modo di agire di questa organizzazione che si dice sindacale ci sarebbe molto da dire – continua Emanuele Velardita – I Cobas utilizzano metodi fuori da ogni logica di difesa reale dei lavoratori che invece si tutelano nelle sedi opportune. Al contrario – conclude Emanuele Velardita – le azioni dei Cobas sono solamente populistiche e demagogiche e mirano a fare propaganda e falsi proselitismi. Questo modo di agire provoca, purtroppo, un grave danno di immagine a tutte le organizzazioni sindacali che invece giorno dopo giorno e nelle sedi opportune caratterizzano il loro silenzioso e certosino lavoro”. All’unisono con le dichiarazioni di Emanuele Velardita ci sono anche quelle di Rita Mobilia Giadone, segretario provinciale della Fisascat CISL di Enna che dichiara “esprimo tutta la mia indignazione per le notizie false e tendenziose diffuse dai Cobas. Voglio ricordare con forza – continua la Rita Mobilia Giandone – che gli addetti alle pulizie della scuola del Tecnico Commerciale piazzese non sono stati abbandonati al loro destino come ha detto Bascetta, ma al contrario sono stati tutelati dalla CISL, che è il sindacato al quale hanno conferito il mandato di rappresentarli”.
Agostino Sella

Cinema per studenti: convenzione con Etanapolis

Piazza Armerina. Per gli studenti piazzesi c’è la possibilità di avere lo sconto del 60% al cinema. Lo dichiara Nino Cammarata, rappresentante degli studenti promotore di una convenzione on il Waner Vilage di Etnapolis. "Il Comitato per le attività sportive e ricreative dell'università di Catania - dichiara Nino Cammarata- ha promosso il cinema di qualità, attraverso la stipula di una convenzione con il Warner Village di Etnapolis, che consente agli studenti universitari appartenenti all'ateneo catanese una riduzione sul costo del biglietto di circa il 60%. Questo sarà possibile – continua Cammatata - attraverso l'esibizione presso i botteghini delle sale cinematografiche di Etnapolis della student card. Che verrà rilasciata su esplicita richiesta dello studente da noi rappresentanti. Per il rilascio del tesserino o eventuali informazioni è possibile contattarmi al 3200714439. Il rilascio comporterà la visione gratuita della prima proiezione alla quale si assisterà, mentre la riduzione sarà valida fino al prossimo 30 settembre. Il comitato – conclude Cammarata - intende promuovere nei confronti degli universitari altre attività che verranno realizzate nelle sedi decentrate dell'ateneo catanese, come Piazza Armerina, nella quale verrà sperimentato il cineforum, che di sicuro coinvolgerà centinaia di studenti universitari per la prima volta in un'attività ricreativa e culturale e nei confronti dei quali mai un'attenzione del genere era stata rivolta prima".
Agostino Sella

giovedì 22 novembre 2007

Mattia: ora basta farò un nuovo movimento.

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Piazza Armerina. “Ora basta. Farò un nuovo movimento che rappresenti i veri bisogni della gente”. Giuseppe Mattia, consigliere provinciale di Forza Italia, spiega così il suo nuovo progetto politico, dopo le vicende che hanno caratterizzato le ultime settimane della vita politica piazzese. “La querelle sulla sfiducia a Prestifilippo dimostra che non si ci può fidare di nessuno: né del centro destra e neanche del centro sinistra. Il centro sinistra – dice Mattia - con le firme che compaiono e scompaiono come nei giochi di prestigio, sta dimostrando di non essere alternativo a Prestifilippo, così come – continua Mattia – il centro destra di Grimaldi non è alternativa a quello di Crisafulli. C’è uno stato di confusione creato ad arte è la vicenda di Piazza né è l’esempio lampante. Ancora oggi dopo mille promesse e propositi e gli impegni di tutti i deputati mancano le firme di Grillo e Venezia, che pure avevano firmato il primo documento. Qualcuno del centro sinistra sta dimostrando di non saper rispettare gli impegni, ed in politica non c’è di peggio. E’ – continua Mattia – un centro sinistra litigioso e privo di un progetto in grado di dare una svolta alla città”. Poi il consigliere forzista tira in ballo anche l’Mpa. “In questa occasione – dice Mattia – il movimento per l’autonomia ha dimostrato tutta la sua fragilità. Ha dato cinque ultimatum a Prestifilippo senza mai mettere in atto quanto dichiarato, segno di scarsa serietà. Ha solo cercato di alzare il prezzo ma alla fine si accontenterà del classico “piatto di lenticchie”, nascondendosi dietro la farsa del progetto per la città che invece rimane fallimentare in mano a Prestifilippo”. Con Mattia nel nuovo soggetto si dovrebbe schierare un numeroso gruppo compreso il consigliere comunale di Forza Italia Giuseppe Falcone, anche se non si è capito se i due faranno la nuova esperienza dentro il nuovo Partito delle Libertà. Alla fine Mattia lancia la sua proposta. “Penso di fare un nuovo movimento che interpreti realmente i bisogni dei cittadini che ormai sono stufi della politica che si fa solo nella stanza dei bottoni. Purtroppo – continua Mattia - sia nel centro destra che nel centro sinistra molti pensano solo a garantirsi poltrone e sottogoverni, facendo “inciuci” a più non posso alle spalle dei cittadini come dimostrano le ultime vicende sull’Ato rifiuti. Ci vuole una forza nuova movimentista che prenda il meglio di quello che c’è uscendo fuori dai soliti schemi della politica”.
Agostino Sella

Protestano i lavoratori della Promo Coop. Da due mesi senza stipendio

Piazza Armerina. Ogni mattina da un paio di settimane sono in “sit in” davanti della scuola in cui lavorano per protestare. E’ quanto fanno i lavoratori della “Promo Coop”, una realtà che si occupa della pulizia nelle scuole della provincia. I lavoratori, da oltre due mesi sono senza stipendio e manifestano con bandiere e striscioni davanti l’Istituto Commerciale piazzese. “E’ assurdo --- dice il sindacalista dei Cobas Luigi Bascetta – questi lavoratori anche quest’anno rischiano di passare il Natale senza stipendio. Non si capisce per quale motivo non riescono ad avere lo stipendio che è un loro diritto – continua Bascetta – nonostante pare che tutti i passaggi burocratici siano stati effettuati. Abbiamo allertato anche il prefetto ed il questore – continua il sindacalista – questa gente non può essere lasciata sola”. I Cobas hanno anche coinvolto nella loro protesta gli studenti delle scuole. “Cari studenti – dice un volantino dei Cobas – che i lavoratori garantiscono l’igiene nelle vostre scuole e non possono essere lasciati soli. Chiediamo agli studenti – continuano i Cobas – che sono stati sempre i primi ad essere sensibili alle problematiche dei lavoratori di dare un segno tangibile del loro sostegno morale e della loro partecipazione, mobilitandosi per un’azione dura e decisa nei confronti delle istituzioni che non sono mai intervenute per risolvere le annose questioni sociali del mondo del lavoro”. Poi il leader dei Cobas fa un invito ad uno sciopero generale di tutta la provincia. “Organizziamo – dicono ancora i Cobas di Bascetta – nelle forme previste dalla legge uno sciopero ad oltranza degli studenti di tutta la provincia che possono e devono dare un segno della loro vicinanza ai lavoratori che oggi sono costretti a scendere in piazza per rivendicare il loro sacrosanto stipendio. Le istituzioni pubbliche – continuano i Cobas – non fanno niente per aiutare i lavoratori in lotta e si rendono così complici del sistema clientelare. Purtroppo la classe lavoratrice è stata abbandonata al proprio destino dai sindacati confederali che si sono venduti al padrone pur di mantenere qualche posticino all’ombra del capitale e della politica contrattuale che ormai non incide più sui parametri sociogestionali. Gli studenti – conclude il volantino dei Cobas – devono essere l’esempio della volontà di cambiamento di questo sistema di mafia e clientelismo, come hanno fatto già a Scapia a Locri e a Palermo con movimento Addiopizzo”
Agostino Sella

mercoledì 21 novembre 2007

La sfiducia? Ormai una minestra riscaldata.

Piazza Armerina. “Ormai la mozione di sfiducia è una minestra riscaldata”. E’ questo quello che si dice in alcuni ambienti della sinistra piazzese, dove all’improvviso è calato un profondo silenzio sulla mozione di sfiducia a Prestifilippo. Nella colazione prodiana dove pare siano forti i dissidi interni, dopo il fuoco degli scorsi mesi, tutti hanno le bocche cucite e non rilasciano dichiarazioni sulla mozione di sfiducia. Un mese addietro una riunione con la presenza di tutto il “gota” del centro sinistra ennese, aveva deciso di raccogliere nuovamente le firme per ripresentare la sfiducia. In quella riunione c’erano tutti: i consiglieri comunali del centro sinistra, i deputati regionali e nazionali del coalizione prodiana, Tumino, Crisafulli, Galvagno e Termine. Avevano deciso di ripresentare una seconda mozione dopo il fallimento della prima. Addirittura avevano prevista una manifestazione pubblica domenicale per coinvolgere i cittadini nelle azioni politiche contro la giunta Prestifilippo. Ma, nonostante gli indirizzi dei leader, ad oggi non tutti i consiglieri hanno firmato. Sul documento della nuova sfiducia mancano le firme di due consiglieri del PD, Grillo e Venezia. Il nuovo documento, pare sia nelle mani di Filippo Miroddi, che da giorni aspetta una telefonata di Elio Galvagno, che dovrebbe annunciargli la disponibilità delle firme mancanti. Ma in pochi ci credono. “Si è perso l’attimo propizio – dicono dalla base del centro sinistra – se la mozione era presentata al momento opportuno aveva buone probabilità di vittoria. Invece hanno dato il tempo a Prestifilippo di recuperare il rapporto con l’Mpa. Se devono presentarla si muovano, qualche spiraglio c’è ancora”. Il più insofferente è il consigliere provinciale di Forza Italia, Giuseppe Mattia, che ha in atto un procedimento di espulsione da Forza Italia per essersi schierato per la mozione, ed adesso si sente tradito dal centro sinistra. A risolvere i problemi a Prestifilippo stanno tentando le segreterie provinciali. Proprio sugli equilibri della giunta piazzese, che dovrebbe vedere l’ingresso dell’Mpa, si dovrebbero incontrare a giorni i partiti del centro destra per ricevere una proposta da parte di Ugo Grimaldi, che però, non ha ancora convocato il tavolo degli alleati a causa del virus influenzale che lo ha colpito. Nei giorni scorsi, anche AN, aveva alzato la voce chiedendo visibilità in giunta.
Agostino Sella

PRG bloccato nel pantano...

Piazza Armerina. Il Piano regolatore generale si blocca in dirittura d’arrivo. Dopo l’avvenuta adozione avvenuta circa un anno fa tutto si è impantanato nei meandri della burocrazia comunale. Per concludere l’iter di adozione il consiglio comunale, presieduto dal socialista Filippo Miroddi (nella foto), dovrebbe solamente approvare le controdeduzioni alle osservazioni dei cittadini, che già da qualche mese sono state consegnate alla segreteria del comune dal professore Dato. La situazione, peraltro, è piuttosto confusa. Da un lato i sei consiglieri del PD, Cimino, Grillo, Venezia, Ribilotta, Capizzi ed Incardona, hanno chiesto con una lettera la nomina di un commissario ad acta alla regione, sostenendo che l’opposizione fa ostruzionismo. La lettera dei sei è stata redatta dopo che alcuni consiglieri del centro destra capitanati da Lo Verme, dopo essersi dichiarati incompatibili, hanno invece dichiarato la propria compatibilità partecipando alle votazioni e stravolgendo gli equilibri. Dall’altro il presidente del consiglio Miroddi che si dice “perplesso della lettera dei sei consiglieri. Abbiamo fatto 99 – dice Filippo Miroddi – non vedo perché non dovremmo fare 100. L’unico problema è che Dato non si è più presentato in consiglio comunale a spiegare le ragioni delle sue controdeduzioni. Adesso – dice Miroddi – abbiamo fatto un ordine del giorno “bipartisan” e chiesto la presenza di Dato in aula. Sono convinto che appena ci sarà il progettista non potremmo concludere l’iter. Il problema dell’impantanamento non è politico – continua Miroddi – ma burocratico. Una cosa è certa, io andrò avanti senza sosta. Peraltro - conclude il presidente del consiglio – è stato il “cavallo di battaglia” della sinistra in consiglio comunale. La richiesta del commissario ad acta del PD è proprio difficile da capire”. La richiesta dei consiglieri veltroniani pare abbia sorpreso anche l’assessorato regionale al territorio e ambiente. L’architetto della regione che segue il PRG piazzese si è detto “sorpreso” della richiesta del commissario ad acta a questo punto dell’iter, e sta preparando una relazione di risposta alla lettera che presto sarà nelle mani del presidente del consiglio Miroddi. Dispiaciuta si dice anche l’assessore ai lavori pubblici Paola Di Vita “Mi dispiace – dice la Di Vita – che il consiglio si spogli delle sue funzioni”.
Agostino Sella

martedì 20 novembre 2007

L'ggemc i carti. La vittoria del prestigiatore.

Alla fine la mozione di sfiducia a Prestifilippo avrà un solo vincitore: Maurizio Prestifilippo. Sarà un prestigiatore, ma ha fregato chi lo voleva mandare a casa.

Ecco come andrà a finire. Il sindaco darà un solo assessorato, l’unico libero al Mpa con la vicesindacatura, che accetterà. O questo... o il tram. Agli altri prometterà sottogoverni, ma alla lunga non darà nenache quelli. AN ed UDC (soprattutto An) faranno un poco di casino ma si adegueranno, in nome della pax provinciale.

Il centro sinistra, alla fine presenterà la mozione, arriverà in consiglio ed avrà 8 voti. Forse 10. Visto che il topolino ha partorito dalla montagna è probabile che anche i più tenaci "mozionisti" come Trebastoni e Manuella, facciano un passo indietro. Sul piatto c’è la candidatura di Colianni a presidente della provincia e l’unione della CDL.

Prestifilippo, con un colpo di prestigio di quelli che non piacciono a Di Giorgio, ha mandato tutto ad Enna per posta celere. Là, quelli del centro destra, Grimaldi, , Ferrari e Colianni e gli altri dovrebbero essere proprio dei “babbei della politica” per mandare all’aria l’unità delle provinciali per Piazza.

Anche se c’è da dire che qualcuno, dentro il centro destra, potrebbe fare il gioco del centro sinistra perché amico del “grande capo” Mirello Crisafulli. Però farlo in questo modo sarebbe troppo evidente. Grimaldi e compagnia eventuali inciuci li sanno fare bene.

Ad Enna tutto andrà alle lunghe. Grimaldi ha la febbre (almeno così dicono) quindi niente riunioni provinciali per ora. Peraltro il virus influenzale che si contagia in questo periodo dura qualche giorno.
Bisticciarsi per Piazza proprio non ne vale la pena e Colianni, che dice di avere tutto sotto controllo, ci tiene a fare il candidato presidente e zittirà i dissidenti autonomisti anche perchè qualcuno di loro vuole candidarsi alle provinciali.

Gli sconfitti della mozione saranno due: il centro sinistra, o meglio, il PD e Giuseppe Mattia.

Il Partito democratico ne esce bastonato da se stesso. Un esempio di "buona pratica" della serie "facciamoci del male". Infatti, se la mozione era presentata al momento giusto, aveva qualche possibilità di passare. Tutti insieme dovrebbero chiudersi in una stanza e darsele di santa ragione. Prendersi a mozziconi e poi, tornare a fare pace. Così almeno, si sfogano.

Mattia e Falcone prima o poi usciranno da Forza Italia. Li stanno facendo morire (politicamente s'intende) "n'suppilu n'suppilu" stretti come sono tra Tudisco e Prestifilippo. Quandro andranno via da Forza Italia o dal Partito delle Libertà sarà sempre troppo tardi.

lunedì 19 novembre 2007

Teatrino a Piazza, politica ad Enna. di Carmelo Nigrelli

Situazione speculare quella del centro destra e del centro sinistra a Piazza. Il quadro complessivo che ne emerge è di desolante impotenza.
Ma procediamo con ordine. Nel centro destra il sindaco dice di essere disponibile a risolvere la contrapposizione con Mpa, ma non a cambiare gli assessori. Se mai, potrebbe attribuire il settimo assessorato, mai assegnato, agli uomini di Lombardo. Nel Movimento per l'Autonomia tre su sei dei consiglieri sono disponibili a un tale accordo al ribasso, mentre gli altri tre tuonano pretendendo tre assessorati e la vice sindacatura. Il sindaco non sembra cedere, non solo per testardaggine, ma perché è obiettivamente difficile decidere chi sacrificare, come ben spiega Agostino Sella sul suo blog.La questione, con tutta evidenza non è che marginalmente politica e, in ogni caso, non riguarda Piazza.Nessuna discussione, nessun confronto sugli esiti di tre anni e mezzo di amministrazione da salotto, buona per guadagnare ai suoi rappresentanti qualche tavolo d'onore nelle serate dei club service e a consentire qualche viaggio a spese di Pantalone, con la scusa di fiere e mercati, possibilmente del turismo. I consiglieri del Mpa vogliono l'assessorato per questioni di potere e prestigio, senza alcun progetto per la città. Come sempre. Il Sindaco non vuole cedere perché in questi anni ha cercato di assumere il piglio del decisionista e dell'uomo-che-non-si-piega, ma, così come si è evidentemente ritenuto soddisfatto del nulla prodotto in questi anni, non ritiene di dovere cambiare strategia e qualità dell'azione amministrativa.Di fronte all'incapacità di trovare una soluzione politica, ché, infatti non di questione politica si tratta, ma solo di spartizione del supposto tesoro, la questione viene avocata ai leader provinciali che dovrebbero decidere le soluzioni buone per l'amministrazione di Piazza, non sulla base di quanto serve alla città, ma degli equilibri che servono loro in vista delle provinciali di aprile 2008. E su questa base, si spartiscono le spoglie della seconda città della provincia.Prosit!Dall'altra parte dello schieramento, il centro sinistra di burloni e giocherelloni viene - giustamente - richiamato dagli zii ennesi. I segretari e i consiglieri che avrebbero dovuto fare opposizione all'amministrazione, in questi tre anni hanno solo saltuariamente svolto il loro compito, impegnati soprattutto in estenuanti contrapposizioni tra loro. Le infinite mancanze dell'amministrazione comunale sono state taciute e politica di Ds e Margherita (quando esistevano) è scomparsa mentre, per fare finta di essere fieri avversari del sindaco, avviavano discussioni infinite sulla Presidenza del Consiglio, prima, e sulla mozione di sfiducia, dopo. L'atteggiamento su quest'ultima vicenda ricorda tanto quei finti bulli che ogni tanto capita di incontrare, che cercano la rissa e poi, mostrando in modo molto appariscente la loro rabbia e la voglia di menar le mani, gridano agli intervenuti: "tinìtimi, tinìtimi, sennò l'ammazzo!" puntando sulla solidarietà degli astanti che, infatti trattengono il violento, per "evitare che si rovini". Ma, se nessuno lo trattiene, il bullo si guarda intorno tra l'incredulo e l'angosciato pensando: "e ora? Vuoi vedere che mi tocca azzuffarmi veramente?".Così i valorosi dirigenti del centro sinistra hanno urlato per mesi e mesi "tinìtimi, tinìtimi, sennò l'ammazzo!" e, quando nessuno li ha più tenuti, sono caduti con il culo a terra e ora si guardano tra loro attoniti: "e ora? Vuoi vedere che dobbiamo presentare davvero la mozione?".Anche qui, in mancanza di un'autorità politica di un qualche valore riconosciuta in città, è stato necessario l'intervento dei dirigenti di Enna che, ieri, dovrebbero avere convinto i consiglieri e gli ex segretari di Piazza che la mozione era ed è atto politico (sebbene depotenziato dal teatrino degli ultimi mesi) e come tale va portato fino in fondo contro un'amministrazione comunale quanto meno fallimentare.Prosit! agli esponenti del centro sinistra di Piazza.Le due situazioni speculari hanno però prospettive diverse. Nel centro destra, sin da quando è stato introdotto il sistema bipolare nel 1993, non è mai emerso un politico capace di tratteggiare una strategia di sviluppo per la città e, ancora oggi, i vari protagonisti battagliano solo sulle poltrone.Nel centro sinistra, invece, c'è da recuperare una capacità politica più volte mostrata nel passato anche se non sempre premiata dall'elettorato e c'è, soprattutto, lo strumento, sempre che si voglia e si sappia usare.Il Partito Democratico a livello locale dovrebbe servire a questo: superare le contrapposizioni personalistiche sterili e costruire una strategia di sviluppo della città nel quadro del più ampio sviluppo della provincia di Enna, in cui ciascuno potrebbe poi avere il giusto ruolo.Sarebbe indispensabile, per questo, aprire confronti non tra i soliti dieci autoproclamati dirigenti del Pd, ma con tutta la cittadinanza o, almeno, con il migliaio di cittadini che hanno votato alla primarie. Invece i sostenitori di Veltroni e quelli di Letta sembrano solo preoccupati di farsi dispetti reciproci e di cercare posizioni di vantaggio nella redistribuzione degli incarichi di partito: entro il 23 dicembre si dovrebbe eleggere il segretario comunale, ma senza assemblee sulla situazione politica locale, tutto si concretizzerà, certamente attorno al 15-16 dicembre, con una elezione in cui si confronteranno solo i clientes dei due schieramenti, senza confronto tra linee politiche.Triste spettacolo finora, ancor più triste se questa previsione dovesse avverarsi.Rivolgo dunque un appello a chi può decidere: organizzare due, tre assemblee del Pd sulle prospettive politiche locali e, nel frattempo, portare la sfiducia in Consiglio. Ma fate in fretta, il tempo è quasi scaduto.

domenica 18 novembre 2007

Dante Ferrari di AN: vogliamo anche noi un assessorato

Piazza Armerina. “Da Piazza deve partire il percorso di unità del cd. Per questo vogliamo essere anche noi nella nuova giunta di Prestifilippo. Non siamo figli di un Dio minore.” Dante Ferrari (nella foto) responsabile Enti Locali di Alleanza Nazionale, interviene sulla querelle che riguarda il riassetto della giunta Prestifilippo. Alleanza Nazionale, come gli altri partiti della CDL, è in attesa domani di una proposta risolutiva che dovrebbe essere presentata al tavolo del centro destra da Ugo Grimaldi. Secondo il leader del partito di Fini la questione Piazza Armerina può diventare uno snodo importante per la formazione di una grande aggregazione del centro destra. “Siamo in una fase della politica ennese molto delicata – dice Ferrari – è chiaro che l’unità della Cdl in provincia di Enna passa anche per Piazza Armerina. La nuova giunta di Maurizio Prestifilippo deve avere forti connotati politici e per questo – continua Ferrari – An deve essere in giunta con un posto di tutto rispetto”. Ad oggi Alleanza Nazionale non è rappresentata in consiglio comunale avendo perduto, quando è avvenuta la scissione con Alleanza Siciliana, l’unico consigliere che aveva eletto nelle sue liste, Antonino Cammarata. La soluzione della questione piazzese non è, però, semplice. Grimaldi per accontentare tutti dovrebbe mettere sul tavolo una proposta che dia almeno due assessorati al Mpa, uno ad An ed uno all’Udc, a meno cambiamenti dell’ultimo minuto. Quattro posti che, Prestifilippo, dovrebbe mettere a disposizione rinunciando a metà dei suoi assessori, cosa che pare alquanto difficile. “Dopo aver trovato la soluzione a Piazza Armerina – continua Ferrari – ci siederemo attorno un tavolo per cominciare un progetto unitario sulle provinciali. Sul suggerimento del presidente Cuffaro, che ha proposto Paolo Colianni candidato a Presidente della provincia possiamo solo dire – continua Ferrari – che si tratta di una candidatura di grandissimo rispetto e di grande caratura politica. Devo però dire che la cosa più importante in questo momento non sono i nomi, ma è l’unità del centro destra. Se questa ci sarà la Cdl avrà le carte in regola per vincere le prossime elezioni. Partiamo dalla città dei Mosaici – conclude Ferrari – per mettere in atto un percorso di unità della coalizione. Però, se l’unità a Piazza Armerina salta potrebbe diventare difficile poi ritrovarsi tutti insieme”.
Agostino Sella

Nasce Assoturismo a Piazza Armerina

Piazza Armerina. Ha 29 anni e rappresenterà Assoturismo nella città dei Mosaici. Si tratta di Simona Puglisi (nella foto), giovane piazzese, che ieri è stata eletta a capo dell’associazione sindacale legata alla Confesercenti. “Il turismo – dice la Puglisi – rappresenta per Piazza Armerina il più importante settore economico. Per questo con l’associazione che da oggi rappresento faremo iniziative legate allo sviluppo del comparto. Prima di tutto – continua la Puglisi – sarà importante che tutte le attività legare al turismo lavorino in sinergia e garantiscano gli alti criteri di qualità di cui questa città ha bisogno”. Ha espresso parole di elogio per il nuovo presidente di Assoturismo anche il presidente provinciale di Confesercenti Totò Bonanno “L’elezione di Simona Puglisi dimostra come questa organizzazione sindacale vuole scommettere il suo futuro insieme ai giovani. Sono convinto che sia la Puglisi che il resto degli organi direttivi faranno bene il loro lavoro dando un’accelerata a tutto il comparto”. Sull’elezione degli organi direttivi di Assoturismo interviene anche il vice presidente vicario di Confesercenti Salvatore Manuella “nella città dei Mosaici mancava un’organizzazione sindacale che si occupasse del comparto turistico, pur rappresentando il turismo una grande possibilità di sviluppo per il paese. L’associazione – dice Manuella – deve servire per dare a tutti gli imprenditori che operano nel turismo una serie di servizi che serviranno a migliorare la loro qualità ed il loro standard. Peraltro cercheremo di lavorare in sinergia anche con altri settori. La qualità dell’offerta turistica – conclude Manuella – non dipende soltanto da ristoranti ed alberghi ma anche dai servizi di accoglienza che tutta la città è in grado di dare ai turisti”. Nella staff di Assoturismo sono stati anche eletti il giovane imprenditore Ettore Messina, proprietario di una nuova struttura ricettiva nel centro storico, con la funzione di segretario, Filippo Diana e Francesco Romano in rappresentanza della categoria dei ristoratori.
Agostino Sella

FI di Tudisco in piazza contro Prodi.

Piazza Armerina. “Tutti uniti per protestare contro il governo Prodi”. E’ lo slogan di Forza Italia che oggi in Piazza Cascino ha organizzato una postazione con gazebo per raccogliere firme contro il governo Prodi e la finanziaria recentemente approvata. “Saremo in piazza con tutto il coordinamento – dice Fabrizio Tudisco – confidiamo in un intervento massiccio dei cittadini per dire no ad un governo che ormai sta implodendo da solo. Speriamo – continua il coordinatore di Forza Italia – che la pioggia ci consentirà di essere in piazza altrimenti cercheremo altre forme di coinvolgimento della popolazione conto il governo. La raccolta della firme – conclude Tudisco – avverrà in sinergia con tutti gli altri comuni italiani”
Agostino Sella

venerdì 16 novembre 2007

Le segreterie provinciali si incontrano per fare la giunta a Prestifilippo

Piazza Armerina. Tutti i leader provinciali del centro destra per decidere il futuro della giunta Prestifilippo. Ieri, infatti, si sono incontrati ad Enna, una folta delegazione di Forza Italia composta da Ugo Grimaldi (nella foto), Totò Marchì, Fabrizio Tudisco e dal sindaco di Piazza Armerina, il segretario provinciale dell’Udeur Giovanni Palermo, il segretario provinciale dell’Mpa, Giorgio Bruno, Dante Ferrari e Giuseppe Monaco per An ed Enzo Cammarata per Alleanza Siciliana. Questo il risultato del summit: lunedì prossimo il tavolo riceverà da Ugo Grimaldi una proposta che dovrebbe definire i nuovi equilibri della giunta piazzese. “Faremo di tutto per chiudere il cerchio nel modo migliore – dice Grimaldi – dando la giusta visibilità ai partiti del tavolo. Stiamo lavorando – ha continuato il leader di Forza Italia – per raggiungere i giusti equilibri anche in vista delle imminenti elezioni provinciali”. L’Mpa nel corso della serata ha ribadito le sue richieste. “Abbiamo preso atto delle dimissioni di Prestifilippo dall’Ato ma adesso dobbiamo chiudere subito la partita – dice Giorgio Bruno dell’Mpa – Noi abbiamo reiterato le nostre richieste che sono quelle di una giunta politica, che veda la presenza nella compagine amministrative di tutte le forze del centro destra, comprese – dice ancora Bruno – quelle che non hanno nessun consigliere comunale. Inoltre chiediamo a Prestifilippo una giunta innovativa con una folta presenza dell’Mpa ed programma di fine legislatura”. La richiesta dell’Mpa, più volte sottolineata nei giorni scorsi, è quella di avere tre assessorati con la delega del vice sindaco. Secondo alcune indiscrezioni già ieri Forza Italia ha messo a disposizione due assessorati: uno sarebbe il settimo assessore della giunta non ancora nominato da Prestifilippo, l’altro assessorato invece, verrebbe dalla rinuncia di un assessorato da parte di Forza Italia. Dovrebbero lasciare la poltrona Farina o Tudisco. Per il resto sembra però difficile sembra che Prestifilippo possa rinunciare ad altri assessori della sua squadra di governo. Peraltro il sindaco piazzese ha fatto sapere che non parteciperà alla riunione di lunedì prossimo. “ritengo inopportuna la mia presenza – dice Prestifilippo - avendo delegato la segreteria provinciale di Forza Italia a trattare. Alla fine io valuterò le risultanze degli accordi provinciale e prenderò le mie decisioni”. Insomma, non tutto è ancora chiaro e se Prestifilippo non rinuncerà a qualche altro assessore sarà difficile far quadrare il cerchio. Attualmente oltre ai due di Forza Italia, Tudisco e Farina, sono presenti in giunta Cammarata per AS, Di Seri della lista civica Liberi, Gagliano nominato dopo la sua esclusione dalla elezione a presidente del Consiglio e Paola Di Vita, assessore tecnico. Il summit del centro destra è stato anche un’occasione per parlare delle prossime provinciali. Proprio ieri è stata resa nota la sponsorizzazione di Cuffaro per Colianni candidato alla presidenza della Provincia per il centro destra. “Abbiamo saputo tutto dalla stampa – dice Grimaldi – è indubbio che Colianni è un nome di prestigio, ma ne discuteremo meglio la prossima settimana”.
Agostino Sella

La Confesercenti a Piazza Armerina

Piazza Armerina. “Lavorare in sinergia per creare sviluppo sostenibile in tutto il territorio della città dei Mosaici”. E’ lo slogan della nascitura sezione della Confesercenti piazzese, che ieri, insieme all’A.N.V.A, l’associazione nazionale dei venditori ambulanti, ha proceduto ad eleggere gli organismi direttivi. “Abbiamo con forza voluto essere presenti a Piazza Armerina – dicono il presidente Provinciale Totò Bonanno ed il vice presidente Salvatore Manuella – per gestire da vicino le problematiche locali ed offrire consulenza e formazione a tutte le imprese del territorio. L’associazione – continuano i due - intende fungere da punto di riferimento per le categorie commerciali rappresentate e vuole essere un interlocutore autorevole e privilegiato come è accaduto nelle ultime settimane con la vicenda della paventata chiusura della Villa del Casale. Obiettivo dell’associazione è uno sviluppo armonico dei settori commerciale, artigianale e turistico, che peraltro – concludono Totò Bonanno e Salvatore Manuella – sono tutte attività strettamente interdipendenti e capaci di generare benessere nella popolazione locale” Alla presenza del direttivo provinciale di Confesercenti, presieduto da Santo Adamo, del segretario Gianprimo Luglio sono stati eletti per acclamazione Guglielmo Puglisi, presidente locale di Confesercenti, il dottor Paolo Centonze vice presidente e Simona Puglisi segretaria. Gli altri consiglieri della Confesercenti sono: David Altabella, Antonino Calà, Giuseppe Cascino e Francesco Romano. A presiedere A.N.V.A., l’associazione degli ambulanti sarà invece Totò Cimino, coadiuvato dal segretario Maurizio Velardita e dai consiglieri Armando Avanzato, Massimo Folciglia e Valentino Lo Presti.
Agostino Sella

giovedì 15 novembre 2007

"Chiello e malasanità". Caro Sebastiano...

Caro Sebastiano, e non Sebastiano Arena, perché da almeno 15 anni quando ci scriviamo cominciamo con “caro Agostino” e “caro Sebastiano”,
ero indeciso se riprendere l’argomento o lasciarlo perdere, considerato il tono, ingiustificato, ingiusto, e peraltro “irricevibile”, usato da te che sei pure amico mio.
Vado subito per le vie brevi.
  1. Il caso di cui parlo nell’articolo esiste, non è inventato, è stato da me approfondito quanto meritava. La suora è rimasta al pronto soccorso per oltre 24 ore, i medici si sono “acchiappati” davanti a tutti, ecc, ecc. Sulle disquisizioni dell’ospedale di Caltanissetta non è il caso di entrarci nel merito, perché non è quello il problema, ma il teatrino creato dai medici…Peraltro, caro Sebastiano, tu stesso lo confermi tra le righe. Forse per il ruolo che ricopri ti sei spinto ad una difesa d’ufficio della tua classe, tra l’altro non essendo presente durante l’accaduto, come hai confermato tu stesso;
  2. che l’ospedale Chiello sia in dismissione, prima di me lo hai detto tu insieme ai tuoi colleghi. Ti ricordo, che durante il mese di luglio, voi medici, ne avete dette di cotte e di crude sull’ospedale in cui lavorate, inviando una durissima lettera al direttore generale. Una lettera, ripresa da me, per un articolo su La Sicilia che allego che inizia così “Al Chiello persiste uno stato di malessere costante. L’ospedale è in balia di chiunque notte e giorno. Non esistono ne portieri e ne vigilantes”. Lo gridano con forza, non gli utenti, ma i medici dell’ospedale piazzese che hanno proclamato lo stato di agitazione per le carenze ormai croniche del nosocomio”…In quella lettera scritta, ripeto, da voi medici, vi spingevate ad altre affermazioni del tipo “lo smantellamento dei servizi” ecc, e cose ancora più pesanti. Peraltro, non capisco perché qualche mese fa eravate in protesta ad oltranza ed adesso non lo siete più considerato che niente nei piani di Iudica è cambiato. Non capisco perché è calato il silenzio totale da parte di tutti sulla questione dell’ospedale.
  3. E ancora non capisco perché:

- a luglio, che scrivevo male dell’ospedale, riprendendo giudizi pessimi espressi da voi medici nella struttura in cui lavorate, la mia penna non era dittatoriale mentre adesso lo è;
- se voi, medici piazzesi, scrivete male dell’ospedale piazzese va tutto bene, se invece scrivo male io che sono un cronista piazzese (non sono giornalista) sono il peggior nemico dei piazzesi;
- se voi, medici piazzesi, scrivete male dell’ospedale piazzese in cui lavorate non infangate il nome del Chiello e danneggiate la sua immagine, se ci scrivo io, invece, il danno diventa enorme.

Non vorrei caro Sebastiano, che per prendere la difesa d’ufficio dei tuoi colleghi, di cui peraltro ho stima, hai preso qualche abbaglio?!?

Mi dispiace, però, il tono che hai usato e le parole, non certo leggere, nei miei confronti che credo, francamente, di non meritare.
Quando al fatto di “essere sollecitato da Santa Madre Chiesa” che peraltro hai scritto erroneamente in minuscolo, te lo potevi risparmiare.
Anche perché mi conosci e sai che non sono facilmente “sollecitabile” come tu hai inteso da nessuno.

Se vengo a conoscenza di una notizia, da qualunque fonte questa venga, e la ritengo degna di nota, da chiunque arrivi, dopo averla verificata, cerco di pubblicarla, o provenga da “Santa Madre Chiesa” o dal sindaco o dagli oppositori del sindaco, o dai medici o dai pazienti.

Allora, secondo la tua tesi, per ogni cosa che scrivo sono sollecitato da qualche “santo”!?

Quando ho scritto dell’ospedale sono allora stato sollecitato dalla “Santa madre categoria dei medici” oppure quando scrivo di politica sono sollecitato da “qualche santo politico di turno….

Ma che vuol dire…

Peraltro, non capisco che ruolo, secondo te, dovrebbe avere uno che scrive notizie.

Cos’è notizia un medico che fa il proprio lavoro e per il quale è pagato!?
Allora perché non dovrei scrivere di un barista che fa bene il caffè che il cliente paga o di un barbiere che tagli bene la barba, o di un ingegnere che fa bene i suoi progetti e per cui è pagato.

Chi scrive, come credo pensi anche tu, o almeno hai pensato finora, deve servire da pungolo, deve mettere in risalto anche le cose che non funzionano, per cercare di migliorarle.
Allora a cosa serve la stampa…

E poi, quando eravamo uniti dalla militanza nella Rete e facevamo opposizione mettendo anche in risalto le cose che non funzionavano eravamo dei distruttori della città di Piazza Armerina…

Comunque, non so se so usare la penna, come dici, ma certamente non la uso in maniera dittatoriale e credo neanche in modo offensivo, come forse la hai usata tu con me.

Con la consueta cordialità e il tradizionale affetto.

Agostino
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Articolo pubblicato da La Sicilia nella prima decade di luglio 2007

Piazza Armerina. “Al Chiello persiste uno stato di malessere costante. L’ospedale è in balia di chiunque notte e giorno. Non esistono ne portieri e ne vigilantes”. Lo gridano con forza, non gli utenti, ma i medici dell’ospedale piazzese che hanno proclamato lo stato di agitazione per le carenze ormai croniche del nosocomio. I dottori hanno costituito l’Osservatorio Sanitario Permanente con lo scopo di monitorare le disfunzioni e le carenze che sono sorte negli ultimi tempi nel nosocomio della città dei mosaici. I medici mettono in risalto una serie di problemi e criticano la Direzione generale e la Direzione sanitaria sia aziendale che ospedaliera che definiscono un vero e proprio “muro di gomma”. Tra i problemi evidenziati dall’osservatorio c’è quello della scarsa organizzazione ospedaliera, con l’emissione di ordini di servizio che “non si preoccupano dei regolamenti vigenti”. Forte protesta anche per la carenza di personale medico ed infermieristico in quasi tutti i reparti. Un problema questo “che non permette di sostituire le unità mediche che vanno in malattia” con gravi difficoltà per i reparti e gli ambulatori. La protesta più eclatante è quella relativa alla sicurezza dei luoghi ospedalieri. I medici accusano lo smantellamento del servizio di guardiania e del sistema di video-sorveglianza. Poi riferendosi alle aree parcheggio dicono che in esse “regna il caos più assoluto” con un accesso non controllato nei reparti che sono invasi in tutte le ore dai visitatori. Insomma una protesta a 360° che presto dovrebbe sfociare in una forte ed eclatante azione di protesta. Dietro lo smantellamento dei servizi, secondo alcuni componenti dell’osservatorio, si potrebbe nascondere la volontà di far chiudere definitivamente l’ospedale che rappresenta un punto di riferimento importante per l’utenza sanitaria del centro Sicilia. Alle proteste dei medici si aggiungono quelle del comitato per la salute che ha visto nei giorni scorsi organizzare un sit in per scongiurare la chiusura dell’ex Inam. Nei prossimi giorni dovrebbe celebrarsi un consiglio comunale convocato esclusivamente per affrontare il problema. Queste iniziative, mettono in risalto un netto scontro tra la classe medica locale e le direzioni sanitarie, che potrebbero portare ad imminenti operazioni di protesta compreso lo sciopero nei prossimi giorni di alcune categorie.
Agostino Sella

l'articolo incriminato Malasanità piazzese. Ospedale Chiello allo sbaraglio di Agostino Sella

Giorni decisivi per Prestifilippo ed il PD.

Piazza Armerina. Giorni decisivi nella politica piazzese. A tenere banco il futuro assetto del Partito Democratico e l’azione del sindaco Prestifilippo che a breve dovrebbe riequilibrare, secondo alcuni, o azzerare secondo altri, la sua giunta. Per le sorti di Prestifilippo potrebbe essere decisivo un incontro che oggi dovrebbe tenersi ad Enna tra tutti i segretari provinciali dei partiti del centro destra. In ballo ci sono le dimissioni da vice presidente dell’Ato del primo cittadino piazzese e le modalità per i nuovi assetti della giunta Prestifilippo. Secondo Michelangelo Trebastoni, consigliere dell’Mpa “il sindaco dovrà dimettersi perentoriamente dall’Ato ed azzerare la sua squadra dando poi 3 assessorati all’Mpa con la vice sindacatura e poi riservare la presenza in giunta ad An e Udc”. Una tesi difficilmente ricevibile dal primo cittadino che per accontentare il partito di Lombardo dovrebbe fare fuori quasi tutti i suoi uomini di fiducia, a cui invece, pare molto legato. “Se non ci sono queste condizioni – dice Trebastoni - ho già pronto un documento sulla sfiducia che presenteremo come partito”. La situazione dentro l’Mpa non è però chiara e si cerca di trovare una posizione condivisa da tutti. Acque agitate anche dentro il PD dopo il fallimento della prima mozione di sfiducia a Prestifilippo. Peraltro la secondo non va a gonfie vele considerando che ad oggi non tutti i consiglieri veltroniani hanno firmato la nuova mozione in mano del presidente del consiglio Miroddi. “Qualcuno perde tempo. Si porta tutto alle lunghe”, dice un aderente del PD. Nel partito di Veltroni a breve dovranno essere eletti il segretario cittadino ed il capogruppo consiliare, dopo le dimissioni dalla carica di Lina Grillo. Per la carica di segretario dovrebbero essere effettuate le primarie a cui avrebbero diritto di voto tutti i 919 votanti del 14 ottobre e gli iscritti ai partiti di Ds e Margherita. Nell’elezione del nuovo segretario si definiranno i nuovi equilibri del PD. A meno di sorprese il segretario potrebbe uscire fuori da un accordo tra l’area diessina guidata da Giuseppe Strazzanti e quella coordinata dall’ex sindaco Ivan Velardita, che può contare tra le fila i consiglieri Cimino e Incardona. Le due componenti avrebbero maggiori voti dell’area legata a Carmelo Tumino, nonostante il buon risultato alle primarie di Enrico Letta. Il nuovo capogruppo, secondo indiscrezioni, invece potrebbe essere il giovane consigliere comunale Giuseppe Capizzi (nella foto) subentrato al dimissionario Ranieri Ferrara.
Agostino Sella

Trebastoni: la villa non chiuderà più

Piazza Armerina. “La villa non si chiuderà più. Dal 10 gennaio ci sarà un corridoio laterale per l’ingresso ed entro Pasqua tutto sarà nelle migliori condizioni”. Michelangelo Trebastoni (nella foto) consigliere comunale del Mpa, è entusiasta per il risultato raggiunto nella sua missione a Palermo nelle stanze dell’assessore regionale ai Beni Culturali Lino Leanza. “Grazie ai miei rapporti personali con Leanza sono stato ricevuto assieme ad una delegazione composta dal collega Salvatore Manuella, dal consigliere provinciale Carmelo Randazzo, dagli imprenditori Raffaella Motta ed Ettore Messina e dal sindacalista Salvatore Bonanno – dice Trebastoni – Abbiamo rappresentato all’assessore gli enormi danni che avrebbe causato una chiusura del sito archeologico anche per gli impegni già presi con i tour operator. Insieme a Leanza abbiamo concordato – continua Trebastoni – che la villa non si chiude più. Dal 10 gennaio l’ingresso avverrà da un corridoio laterale che permetterà di visitare solo quanto in quella fase di cantiere sarà possibile. Nel successivo mese e mezzo – continua Michelangelo Trebastoni – ci sarà un accelerazione dei lavori per permettere entro la Pasqua, che quest’anno cade intorno al 20 marzo, di avere la villa nello stato migliore possibile. Abbiamo anche incontrato – continua Trebastoni – il direttore dei lavori, l’architetto Guido Meli, che si è detto d’accordo con la nostra tesi”. Le dichiarazioni di Trebastoni rappresentano una boccata d’ossigeno per tutto il movimento turistico piazzese. La chiusura della Villa avrebbe provocato un danno di immagine non indifferente e spostato flussi turistici numerosi in altri siti della Sicilia. Soddisfatto anche Totò Manuella, anch’esso consigliere dell’Mpa, che da qualche mese fa coppia fissa con Trebastoni “Siamo veramente soddisfatti – dice Manuella – è la dimostrazione che quando la politica si muove bene riesce ad ottenere le cose. Peraltro con questa soluzione è anche possibile ammirare i nuovi scavi in corso per la scoperta della città medievale limitrofo al sito romano”
Agostino Sella

Il 25 novembre incontro di pastorale giovanile.

Piazza Armerina. “Educatori, capi scout, i responsabili di tutti i gruppi i movimenti e le associazioni della diocesi chiamati a raccolta per il 25 novembre”. E’ l’appello dell’ufficio diocesano di pastorale giovanile ha organizzato un incontro con l’obiettivo di rispondere alla crisi di valori e alla stagnazione culturale con un rinnovato protagonismo giovanile. Dopo il meeting nazionale dei giovani italiani con il Papa e l’esplicito invito a creare “Centri nelle periferie”, nella Diocesi c’è grande fermento per l’avvio di numerose iniziative culturali e sociali che coinvolgeranno i giovani della città di tutti i comuni e per l’avvio di importanti esperienze di rete sia nella città di Enna con Eurodesk che a Gela con il Centro di Servizi per il Volontariato Cesvop e la Rete Educativa Cittadina. I delegati del Vescovo per la Pastorale Giovanile, il sacerdote don Giuseppe Fausciana e il giovane laico Enzo Madonia affermano che “urge ridare voce sia nella Chiesa che nella società civile, alla creatività dei giovani, al loro pensiero e spirito critico, per costruire un ponte di sincero dialogo tra generazioni. Occorre inoltre – continuano i due - vivacizzare la presenza dei gruppi, sostenendoli nella formazione ad una autentica vocazione al servizio. Solo in questo modo, avremo nelle città, uomini liberi di spendersi in ogni campo della vita, anche in quella pubblica, con spirito di autentica carità e servizio. Oggi, la città urge di uomini capaci e competenti nel servire”. Appuntamento pertanto il 25 Novembre a Piazza Armerina alle ore 9:00, presso il seminario estivo di Montagna Gebbia. Ad animare la giornata oltre ai delegati per la pastorale giovanile, Enzo madonia e don Giuseppe Fausciana, saranno Enrico Di venti, capo scout, responsabile della Consulta Giovanile di Enna, con importanti esperienze nel campo della missione e del commercio Equo e Solidale e Cinzia Vella, cooperatrice salesiana impegnata nella promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso la gestione dell’oratorio salesiano piazzese e nell’animazione dell’associazione Meter di don Fortunato Di Noto. L’incontro sarà una festa di comunione dei carismi dei vari gruppi movimenti e associazioni presenti in Diocesi e una occasione di verifica del progetto triennale di Pastorale Giovanile e degli strumenti fino ad ora utilizzati: il meeting, i forum cittadini, le consulte, il lavoro in rete. Ulteriori informazioni sulle modalità di partecipazione si trovano sul sito internet www.pastoralegiovanile.org.
Agostino Sella

Mpa. Bruno rettifica Scollo. "Ci vuole una giunta politica con AN e UDC"

Piazza Armerina. Si arricchisce di un'altra puntata la telenovela sulla mozione di sfiducia. Adesso i problemi pare siano in casa dell’Unione. Infatti, nonostante un summit con tutti i deputati del centro sinistra dell’ennese, Carmelo Tumino, Salvatore Termine e Mirello Crisafulli, ha deciso di ripresentare una nuova mozione, pare che il nuovo documento non abbia ancora le firme di tutti e sette i consiglieri comunali dello schieramento prodiano. Probabilmente non tutti i consiglieri del centro sinistra, a questo punto, sono d’accordo ad andare avanti con la sfiducia a Prestifilippo, e tirano il freno a mano. Pare, però che nei prossimi giorni, una nuova riunione dovrebbe riunire tutti i consiglieri per firmare. Certo è, che se la mozione si arena sarebbe una grave sconfitta per il centro sinistra ed in particolar modo per il partito democratico, spaccato in due al suo interno. Intanto nell’Mpa dell’assessore Colianni continuano le schermaglie tra i consiglieri comunali. Alcune dichiarazioni del capogruppo Giovanni Scollo avevano fatto venire il maldipancia ad alcuni esponenti lombardiani costringendo il segretario provinciale Giorgio Bruno ad intervenire per sedare la polemica. “Devo per forza intervenire – dice Bruno – per dire una volta per tutte come stanno le cose. Prestifilippo si dimetta subito dall’Ato, nel giro di un paio di giorni. Aver consegnato il mandato a Grimaldi non basta. Dopo le sue dimissioni definitive riapriremo il tavolo provinciale. L’Mpa vuole che la squadra di Prestifilippo rappresenti una giunta politica in cui siano presenti tutte le forse del centro destra a partire dall’Udc e da An”. Prestifilippo, dal canto suo, dice di essere disponibile al dialogo “Io sono disponibile al confronto – dice il primo cittadino piazzese – anche se le questioni sollevate da Bruno vanno sviluppate ed affrontate dal sistema dei partiti a livello provinciale. E’ in quella sede che i partiti del centro destra devono appoggiare il progetto politico”.
Agostino Sella

martedì 13 novembre 2007

Protesta alla casa di riposo San Giuseppe. I lavoratori incatenati. Barbera e Oste minacciano di buttarsi dal tetto della chiesa.

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Piazza Armerina. “Se non ci danno i soldi ci buttiamo giù e ci ammazziamo”. Sono le sette della sera e Salvatore Balbera e Gino Oste sono ancora sul tetto della chiesa del casa di riposo. Sono in protesta dalla mattinata insieme ad una trentina di altri dipendenti incatenati all’ingresso. Anche il Vescovo cerca di convincerli a desistere. “Ho fatto tutto quello che potevo - dice Pennisi che ha già donato ai lavoratori un assegno di 5000 euro – queste persone hanno le loro ragioni, 11 mensilità non sono poche. Mi dicono addirittura che a qualcuno stanno pignorando delle cose”. In mattinata si respirava un clima pesante. Alle 10 circa era arrivato il commissario della casa di riposo Pappalardo accompagnato da un autista. “Ci avete preso in giro – gli ha grida la signora Lavuri una tra le più esasperate – ci avete detto che entro il 31 dicembre pagavate gli stipendi ed invece non è vero. Ieri – continua la Lavuri – Colianni al telefono mi ha trattato in maniera indegna. Mi ha pure preso a parolacce. Una cosa vergognosa”. Tra gli incatenati anche Franco Zummia, una delle figure storiche della casa di riposo “Colianni la scorsa settimana – ha detto Zummia - ci ha promesso che sarebbe venuto entro sette giorni ma oggi non lo vediamo. A Palermo ci hanno trattato a pesci in faccia. Adesso basta. O i soldi o lotta ad oltranza”. In un volantino distribuito dai lavoratori in protesta si legge “Chi lotta può perdere chi non lotta ha già perso”. Pappalardo cerca di difendersi “Oggi Colianni aveva una giunta ed assemblea. Verrà il prossimo lunedì”. “E noi di qua non ci muoviamo – rispondevano i lavoratori – vogliamo risposte certe e che Colianni venga subito”. L’assessore regionale al telefono cerca di spiegare “abbiamo finalmente portato il bilancio dell’ente a pareggio – dice Colianni - La colpa di quello che sta accadendo è della precedente amministrazione della casa di riposo che ha causato un buco di oltre 600 mila euro”. Per ripianarlo si sta pensando ad un mutuo ipotecario. “A breve i lavoratori potranno intanto pendere un paio di mensilità. Purtroppo – continua Colianni – sono fomentati e strumentalizzata”. Il sindaco Prestifilippo sta con Colianni “Le rivendicazioni esasperate finiscono per nuocere. Tutto quello che si doveva fare si sta facendo. Per il resto il mutuo la regione lo farà. Colianni – conclude il Sindaco - mi ha detto che ha avuto tutti i permessi dal Banco di Sicilia. Adesso ci vogliono i tempi tecnici”. Intanto Maurizio Campagna, incatenato davanti la casa, non ci crede “Ormai se non vedo i soldi non credo più a niente. La verità è solo una - dice in dialetto uno sconsolato Campagna - “U sazio non crid a chiddu mortu di fam” che tradotto significa “il sazio non crede a quello morto di fame”.
Agostino Sella

Il sindaco è un prestigiatore. di Filippo Di Giorgio

Caro Agostino ti invio, affinchè tu possa inserirle nel tuo blog, le mie riflessioni sull'operato complessivo del Sindaco nel corso di questi lunghi e difficili anni di amministrazione.
Spero possa servire a stimolare civilmente il dibattito politico, e mi auguro di non essere frainteso.
Qualche tempo fa un amico (l’unico vicino anche a Prestifilippo) fra il serio e il faceto mi chiese di esprimere un giudizio sul Sindaco, per motivare le ragioni del mio dissenso e fornirgli degli elementi per valutare se la mia “perplessità” (così si espresse) era riconducibile a obiettive valutazioni sull’operato della Giunta in carica.
Quella richiesta fu da me rifiutata fermamente, ritenendo che il giudizio complessivo su una Amministrazione deve essere espresso solo al termine del mandato, quando tutte le iniziative gestionali sono state espletate ed è possibile, dati alla mano, controllare la corrispondenza fra la piattaforma programmatica elettorale e gli effetti dell’attività di governo.
Devo oggi intervenire per correggere me stesso, ed affermare piuttosto che i risultati maturati, e le attività avviate, consentono già oggi non solo di formulare un giudizio decisamente negativo sull’operato della Giunta in carica, ma anche di preconizzare che dopo questa lunga traversata nel deserto il nostro Paese sarà (non solo metaforicamente parlando) un cumulo di macerie.
Una premessa è però doverosa: chi scrive non si presterà mai a lanciare vacui anatemi ovvero qualsiasi tipo di offesa contro la persona del Sindaco, che continuerà a rispettare, né opererà delegittimando la fondamentale istituzione che Prestifilippo rappresenta.
Dico ciò per ottemperare a una mia profonda convinzione, quella cioè che il dibattito politico deve essere scevro da risentimenti di carattere personale ed essere piuttosto ancorato alla valutazione dei fatti.
In altri termini, l’oggetto delle critiche sono sempre le attività compiute, mai le persone e meno che mai le Istituzioni.
All’amico che me lo ha chiesto, vorrei dire anzitutto che esprimere un giudizio sull’attuale Sindaco è operazione più complessa di quanto sembri, anche perché, a meno di non essere disonesti, non possono che essergli riconosciute delle rilevanti qualità (e ciò lascerà probabilmente confusi gli integralisti della denigrazione).
Non c’è ombra di dubbio, infatti, che se Maurizio Prestifilippo è rimasto in sella fino ad oggi, malgrado non avesse una vera maggioranza, e nonostante i propositi bellicosi (veri o presunti che siano) di alcuni consiglieri comunali, delle doti sono sicuramente da tributargli.
Chi scrive pensa che siano essenzialmente rinvenibili nell’adozione di un linguaggio politico innovativo e nella profonda conoscenza e valutazione degli interlocutori istituzionali.
Non si può negare, invero, che il linguaggio propagandistico del Sindaco abbia un’efficacia dirompente, come dimostrò la campagna elettorale del 2004, complessivamente più efficace di quella del suo avversario, non solo per la stentorea e ammaliante arte oratoria dell’attuale primo cittadino, ma anche e soprattutto per le profonde novità apportate sul piano pubblicitario (basti ricordare il manifesto con le ragazze in Bikini, dal fortissimo impatto visivo, che prevalse nettamente sulla propaganda avversaria, anche se a me, debbo essere franco, parve piuttosto una debole parodia del pavimento musivo).
Il Sindaco ha certamente una grande presenza scenica, è molto telegenico ed è dotato di una grande capacità di improvvisazione, tutte doti che lo renderebbero in grado di sostituire (e lo penso sinceramente) in qualunque momento persino un attore bravo, intelligente e versatile come Luca Barbareschi.
Di fronte a questo modo così diretto di affrontare i problemi, molti suoi avversari inevitabilmente soccombono, spesso sapientemente dirottati sul terreno di scontro preferito dal Sindaco, che è sempre quello della cattiva gestione compiuta dalle pregresse amministrazioni.
Nessuno dei suoi diretti oppositori, a parte l’ottimo Ranieri Ferrara, l’amico Massimiliano La Malfa ed il Consigliere Trebastoni, è mai riuscito ad impedirgli di sgusciare in questo modo, facendogli ammettere gli evidenti insuccessi gestionali e le amnesie amministrative macroscopiche.
In questo modo, buttando inchiostro negli occhi degli avversari, egli riesce a sottrarsi ad ogni legittima censura sul suo operato, riuscendo ad affermare tutto ed il contrario di tutto e a dare sempre la sensazione di avere detto la verità.
Ma oltre a questa innegabile dote, al Sindaco deve essere tributata un’altra non indifferente qualità: quella di riuscire rapidamente ad analizzare la pericolosità politica dei suoi interlocutori, e di vagliare altrettanto celermente delle contromisure atte a neutralizzarli.
Il Sindaco, in altri termini, è abilissimo nelle mosse strategiche di breve periodo ed inoltre, alla stessa stregua di un prestigiatore, riesce sempre a tirare dal suo cilindro una sorpresa capace di sbigottire i suoi antagonisti, i cui tempi di reazione, a dire il vero, il più delle volte non sono tanto lontani da quelli dei bradipi.
Fin qui i pregi della sua azione politica (che però servono essenzialmente a garantirgli la sopravvivenza in attesa di poter realizzare gli altri sogni, quali la Presidenza della Provincia e poi una carica parlamentare, perché, è risaputo, egli è molto ambizioso).
Discorso più complesso deve invece essere compiuto a proposito delle molteplici difficoltà della sua attività politica, e delle ragioni che lo hanno portato, spesso e volentieri, a confliggere con la stessa maggioranza che lo ha sostenuto, alla quale ha sempre rinfacciato di essere la causa dei pochi (a suo dire) insuccessi della sua gestione amministrativa..
Il problema principale del Sindaco risiede probabilmente nella insoddisfazione nei confronti dell’attuale diritto amministrativo, e più precisamente nel fatto che egli ritiene il principale organo di controllo della sua attività gestionale, il Consiglio comunale, quale ente pletorico, privo di ogni vitalità e forse persino di un senso.
Probabilmente, “de jure condendo” egli sarebbe molto più a suo agio ove l’assetto degli enti locali facesse a meno di un organo di ben più vasta scala rappresentativa, quale il Consiglio comunale, capace di approvare atti di indirizzo, e con competenza estesa anche al controllo e all’approvazione del bilancio.
Ciò gli darebbe le mani più libere e gli consentirebbe di operare a suo piacimento, secondo l’esperienza imprenditoriale maturata nell’attività di famiglia, che egli, con un processo di osmosi non poco forzosa, gradirebbe importare nella struttura comunale.
Il problema è però che il Comune non è una azienda (o meglio: avrebbe l’obbligo di seguire il più possibile dei criteri aziendali, ma esigenze solidaristiche e garantistiche non sempre – e a ragione – lo permettono), e che talora gli interessi coinvolti nella gestione amministrativa richiedono un esame contestuale di posizioni individuali e collettive, necessarie a contemperare le ragioni dei destinatari dei provvedimenti finali.
Questa lezione, suo malgrado, Prestifilippo l’ha dovuta subire in molte occasioni, la più emblematica delle quali si è rivelata lo spostamento della fiera settimanale, nella quale è reiteratamente intervenuto per correggere il tiro, senza di fatto mai riuscire a trovare una soluzione adeguata ai problemi e senza mai, peraltro, avviare una valida concertazione con le numerose categorie interessate.
Anzi, proprio la concertazione è un’altro dei suoi punti deboli, ma non perché egli non ne capisca le ragioni di fondo, ma perché la sua politica, fin dall’inizio, non prevedeva momenti di sintesi e di raccolta. Prevedeva piuttosto soltanto momenti di dispersione.
Ciò è dimostrato dal fatto che egli non si è posto mai il problema di coagulare il centrodestra, con un disegno organico e capace di superare i particolarismi che scaturiscono da una coalizione con componenti dalla estrazione politica così diversa.
Nelle tante occasioni in cui è intervenuto, egli si è piuttosto premurato di frantumare ogni logica unitaria, cercando progressivamente (e finora in maniera inane) di eliminare tutti gli esponenti politici che questo disegno coltivano (vedasi, in questo senso, l’ostinazione con la quale ha dichiarato guerra a Giuseppe Mattia ed ora anche a Trebastoni e Fioriglio).
Un simile modo di operare, se, come detto prima, nel breve periodo si rivela appagante, in quanto riesce a disorientare i suoi avversari, e ad allontanare la crisi politica, nel lungo periodo non può che essere destinato a penalizzare gravemente la città.
Come non notare, del resto, che le numerose opportunità che la passata finanziaria aveva assegnato ai Comuni (basti pensare all’imposta di scopo) non saranno mai attuate in virtù del continuo scontro che il Sindaco ha oramai intrapreso con il Civico consesso?
Ma andando ancora oltre i profili problematici sopra evidenziati, credo di poter dire che a nuocere all’azione politica del Sindaco non sia solo il conflitto (esterno) con gli altri organi istituzionali, ma soprattutto quello (interno) con la sua stessa coscienza politica, in gran parte ancora dominata dalle dottrine collettiviste e dirigiste di cui si sono liberate persino le sinistre più radicali.
Sotto questo profilo, come non ricordare quella proposta di cessione gratuita dei beni immobili nel centro storico (tanto azzardata che a me parve inizialmente una simpatica provocazione), che non solo contrasta con i programmi nazionali di Forza Italia, cui egli dice di aderire, ma che sarebbe indigesta persino a Sindaci collocati politicamente ben più a sinistra?
Ma ancora, come non rammentare le esilaranti assemblee dell’ATO, nelle quali l’inquilino di Sala delle Luci ha di fatto patrocinato la gestione inefficiente del sistema dei rifiuti (vedasi verbale di assemblea ATO del 09/12/2004, che conservo come una reliquia), votando unitamente (e senza il minimo distinguo) insieme ai Sindaci della Sinistra?
La verità è che il primo cittadino nella coalizione di centrodestra è a suo agio come un elefante in un negozio di cristalli, e forse rimpiange ancora i tempi in cui la mano pesante di Mirello Crisafulli si posava sulla sua fronte determinata e combattiva, e a lui sembrava di essere il predestinato della politica armerina.
Ma come sempre accade, il futuro non è mai come uno se lo immagina, e quando la sinistra gli voltò le spalle, preferendogli l’icona più semplice ed anche un po’ più triste dell’Onorevole Tumino, il nostro Sindaco, con una maestria acrobatica al limite dell’incredibile, seppe inventare una coalizione elettorale dal nulla (o del nulla?), e infliggere alla sinistra locale uno degli schiaffi più sonori nella storia degli ultimi cinquanta anni.
Purtroppo, però, proprio perché Prestifilippo è maestro solo nelle scelte di breve periodo, dopo la vittoria gli toccò governare, e scoprire che la mancanza di una vera coalizione gli avrebbe comportato una notevole serie di problemi, e cagionato alla città una perdita di competitività che sconteremo per altri venti anni.
Né peraltro la mancanza di una maggioranza politica stabile in Consiglio comunale, che a Prestifilippo è direttamente ed unicamente imputabile, è stata in qualche modo resa meno pesante dai componenti della Giunta che lui stesso si è scelto.
Mauro Farina c’entra con la delega che ricopre come i cavoli a merenda; Fabrizio Tudisco continua stancamente e ostinatamente a spendere cifre faraoniche per manifestazioni dagli esiti fallimentari (basti pensare a “Cortili e balconi fioriti (o appassiti?)”, o al Palio dei Normanni, di cui la diretta televisiva ha ingigantito oltre ogni limite i difetti e le discrasie); Massimo Di Seri, amabile persona, avrebbe bisogno probabilmente di rivedersi la L. R. 28/99 e ss. modifiche ed integrazioni; di Paola Di Vita si sono perse le tracce, ed infine, dell’Assessore Gagliano e dell’assessore Cammarata (e prima ancora della di lui coniuge), l’unica cosa che si possa dire è che sono in uno stato (politico) vegetativo perenne.
Manca insomma nella sua Giunta un supertecnico alla Nigrelli, capace di impedirgli di calpestare i principi, anche più elementari, suggeriti dalle scienze giuridiche, economiche e sociali.
Tante altre sarebbero le censure da muovere all’operato di questa Giunta, e credo che a volerne discutere anche in maniera sintetica potrebbe redigersi un manuale di tecnica amministrativa, cosa che è lontana dalle mie intenzioni e che stancherebbe oltre ogni limite i lettori di questo gradevole e libero Forum.
Per questa ragione, voglio concludere con l’auspicio sincero che il Sindaco tiri fuori dal suo cilindro non più abili mosse di propaganda o l’inchiostro per disorientare gli avversari, ma la vera riscossa politica, economica, culturale, sociale e anche morale della città, in uno stato di agonia quasi irreversibile.
Purtroppo, ben più realisticamente, penso invece che il prossimo gioco di prestigio che Prestifilippo compirà sarà la definitiva battuta d’arresto della mozione di sfiducia, rinviando per un altro anno e mezzo un diritto fondamentale della collettività armerina: quello di avere una Giunta che intraprenda un percorso di efficacia, di efficienza e di economicità dell’azione amministrativa. In altre parole, il diritto di vincere.
Piazza Armerina, 10/11/2007.
Filippo Andrea Di Giorgio

sabato 10 novembre 2007

Scollo: la sfiducia per l'Mpa è l'ultima ratio

Piazza Armerina. “La sfiducia a Prestifilippo è l’ultima ratio per il nostro partito. Potremmo presentarla solo se il sindaco sarà sordo a tutte le nostre istanze”. Giovanni Scollo, capogruppo del Mpa, riassume così il summit di ieri del movimento di Lombardo che in una affollata assise, alla presenza del leader Colianni, ha definito la propria strategia politica che di fatto rende più lontana la sfiducia al sindaco piazzese. “Prestifilippo – dice Scollo – ci ha dato un segnale con le annunciate dimissioni dall’Ato. Adesso si dimetta realmente. Poi che azzeri o no è solo una questione semantica – continua il capogruppo del Mpa – Potrebbe anche riequilibrare o rimodulare la giunta. Per noi è importante che dia la giusta dignità e visibilità politica al nostro movimento e poi non faremo pesare il numero degli assessori”. Nella serata è stato analizzato il difficile momento della corazzata lombardiana che deve fare i conti con le diverse posizioni dei suoi 6 consiglieri. Da un lato Manuella e Trebastoni sono convintamene a favore di una accelerazione decisa per la mozione, altri come Scollo, Lo Verme, e Volturo, sembrano più propensi a cercare il dialogo con il primo cittadino. Più riflessivo, in questi giorni, sembra Fioriglio che cerca di trovare un via compatibile con l’attuale fase politica. “Tutti possiamo pensarla in maniera diversa ma ci dobbiamo adeguare alle posizioni del partito – conclude ancora Scollo – Colianni ha fatto una moderata, equilibrata e diligente analisi della situazione politica. Una cosa è certa – conclude Scollo - non firmeremo nessuna mozione insieme al centro sinistra”.
Agostino Sella

Tumino e Prestilippo: botta e risposta per la casa di riposo

Piazza Armerina. Continua la querelle sulla casa di riposo San Giuseppe a furia di botte e risposte tra Carmelo Tumino e Maurizio Prestifilippo. “Il sindaco – dice Tumino – ha totalmente fallito nella sua azione amministrativa. Il declino della città è sotto gli occhi di tutti. In questa situazione, si colloca la situazione della casa di riposo che Prestifilippo non ha mai affrontato. La crisi della casa di riposo – continua Tumino - deve essere risolata a partire da Piazza Armerina con una forte azione di riorganizzazione, di efficienza e di lungimiranza. Di questo impegno non c’è traccia nell’azione del sindaco e neanche in quella dell’assessore regionale Colianni”. Tumino, poi, accusa Prestifilippo e Colianni di strumentalizzare i lavoratori. “Prestifilippo e Colianni – conclude il deputato piazzese - che oggi tentano di recuperare il dialogo, stanno solo usando in modo strumentale una importante struttura sanitaria e i suoi lavoratori. Purtroppo – conclude Tumino - non volendo ammettere la triste realtà del suo totale fallimento, il sindaco attacca a testa bassa con affermazioni del tutto gratuite che non meritano neanche risposta”. Prestifilippo respinge le accuse. “L’ultimo consiglio di amministrazione che si è dimesso dalla casa di riposo è quello nominato dal sindaco Ivan Velardita. Da allora – continua il primo cittadino – la casa di riposo è gestita dal commissario Pappalardo. Io quindi – dice ancora Prestifilippo - non ho alcuna responsabilità la cattiva amministrazione della casa di riposo è ascrivibile solo al centro sinistra ed alle persone politicamente vicine all’onorevole Tumino”.
Agostino Sella

venerdì 9 novembre 2007

Prestifilippo attacca Tumino e "amoreggia" con Colianni

Piazza Armerina. «A Carmelo Tumino adesso brucia l’aver sottovalutato il problema dei lavoratori della Casa di riposo San Giuseppe». Maurizio Prestifilippo, replica per le rime al deputato del PD, che nei giorni scorsi lo aveva accusato di “strumentalizzazione” della vicenda a seguito del viaggio a Palermo del primo cittadino per incontrare l’assessore agli enti locali Paolo Colianni. Prestifilippo, coglie l’occasione e ne approfitta anche per lanciare messaggi di pace a Colianni, leader del Mpa ennese, con l’obiettivo di distendere i rapporti in vista di un riequilibrio della giunta. Peraltro le parole di Prestifilippo nei confronti di Tumino sono durissime: «Se non fossi andato a Palermo – dice Prestifilippo – Tumino mi avrebbe accusato di indifferenza. Sono andato e mi accusa di strumentalizzazione. Tumino non è un campione di sensibilità, non è mai stato presente nella vertenza della Casa di riposo e non capisce la politica. Le manifestazioni in atto – continua Prestifilippo - sono coordinate ed organizzate dai sindacati CGIL e UIL. Come spesso accade Tumino ha perduto un’occasione per tacere. Nessuno si era accorto della sua inesistenza nella questione della Casa di riposo; adesso tutti sanno che lui, deputato regionale, è lontano mille miglia dai problemi di questa città e dei suoi lavoratori». Poi Prestifilippo si collega alla vicenda del sua rapporto con il Mpa “Non so da cosa Tumino abbia dedotto che io sia in lotta con Paolo Colianni – dice ancora il sindaco - Le vicende del Movimento di Lombardo a Piazza Armerina e del suo rapporto con l’Amministrazione comunale dipendono solo dal recente inserimento nell’Mpa di alcuni personaggi politici, spregiudicati e sempre alla ricerca di poltrone, che hanno tentato di porre in atto un pesante ricatto al Sindaco. Paolo Colianni non ha mai incoraggiato queste posizioni oltranziste – dice Prestifilippo - e si è tenuto fuori dalle polemiche che sono seguite ai recenti ultimatum dettati dal consigliere Trebastoni ed ha sempre difeso l’amministrazione di centrodestra ed ha auspicato un sereno rientro a pieno titolo dell’Mpa nella compagine amministrativa». In effetti il sindaco, negli ultimi mesi ha avuto problemi con alcuni uomini del Mpa, in particolare Trebastoni, Fioriglio e Manuella, che si sono dichiarati favorevoli ad una alternativa a Prestifilippo. A tarda notte si è concluso un incontro di tutti gli uomini del Mpa con la speranza di sancire una la linea comune.
Agostino Sella

L'acqua dei Canali è potabile? Boooh!

Piazza Armerina. I “4 canali” è uno dei posti più conosciuti della città. Ogni giorno centinaia di cittadini e di persone provenienti vicini si recano nella sorgeente a 4 bocche per riempire i loro bidoni di acqua. In alcuni giorni d’estate, addirittura, è necessario fare la fila per potersi approvvigionare. Ma quell’acqua è potabile, si può bere senza nessun pericolo per la salute? Nonostante alcune recenti analisi dell’Asl non è possibile saperlo. Infatti, nelle scorse settimane il laboratorio di Sanità Pubblica dell'Ausl 4 di Enna ha effettuato una serie di controlli su 7 campioni di acqua destinata al consumo umano prelevati nel comune di Piazza Armerina. Ci sono tante fontane analizzate, ma quella più importante, da dove i cittadini prelevano l’acqua per bere, cioè quella dei Canali, non c’è. Questi i punti analizzati: fontana di via Carmine, area di servizio Diana, fontana del cimitero Bellia, bar Duomo, fontana in contrada da S. Andrea, fontana in via Carcere, mercato ortofrutticolo. L'analisi effettuata sui campioni sottolinea come i parametri chimici e microbiologici esaminati rientrino nei limiti previsti dal D.lgs. n. 31/01. La fontana dei Canali, a Piazza Armerina, è uno delle testimonianze antropologiche più importanti della città. “Scorre da secoli – dicono quelli che abitano nelle vicinanze – e mai nessuno è morto. La beviamo da quando siamo nati. Guai a chi c’è la tocca”. Se quell’acqua sia potabile, però, ancora non si sa. Non essendo all’interno della condotta pubblica l’asl non l’ha mai analizzata. L’acqua, infatti, per essere dichiarata potabile, deve passare dalle vasche comunali, dove viene appunto potabilizzata con il cloro. “E’ vero che noi l’acqua la beviamo comunque – dice un abitante di Gela che ogni settimana viene a riempire l’acqua – però sarebbe opportuno che quell’acqua venisse analizzata per il bene di tutti”. Ha una portata di circa 2,5 litri di acqua al secondo e scorre da secoli senza nessuna sosta. Sulla provenienza della sorgente ci sono tante leggende. Il comune, puntualmente cura la sua manutenzione e la pulitura della zona.
Agostino Sella

Giovanni Velardita è il nuovo comandante dei vigili urbani.

Piazza Armerina. E’ Giovanni Velardita il nuovo Comandante della Polizia Municipale di Piazza Armerina. Ieri, il Sindaco Maurizio Prestifilippo ha provveduto a firmare la determina sindacale con la quale vengono assegnate le mansioni superiori all'Assistente Capo Giovanni Velardita e la sua conseguente nomina a Comandante della Polizia Municipale fino al 31 dicembre 2007. Il neo Comandante avrà i gradi di Tenente e sostituisce Enzo Simola che per quasi un anno ha guidato la i vigili urbani piazzesi. “Abbiamo preferito una soluzione interna – dice il sindaco – che garantisca i servizi dopo che il tenente Alessi è andata in ferie. Questa soluzione ci porterà fino all’espletamento del concorso già previsto dal piano delle assunzioni. Velardita – conclude il sindaco – ha la consapevolezza sufficiente a dirigere il Comando nella fase transitoria”.
Agostino Sella

"Chiello e malasanità". Soltanto fango sull'ospedale. di Sebi Arena

Agostino Sella, ho letto con rammarico il tuo articolo "Chiello e malasanità" che hai fatto uscire sul settimanale della Diocesi "Settegiorni", articolo che secondo la mia modesta opinione reca soltanto fango sull'ospedale, quell'ospedale di cui i piazzesi un giorno si riempiono la bocca per salvarlo e un altro giorno se la riempiono per affossarlo e anzi per smerdarlo. Questo articolo è il tipico esempio di chi ha la ventura di poter impunemente tenere la penna (pardon, la tastiera) in mano e di usarla per incerta delega non considerando il danno gratuito d'immagine a una struttura senza chiedersi se sia il caso di appurarne la plausibilità e senza approfondirne le ragioni che hanno creato il caso. Io ho un concetto serio del giornalismo e simili comportamenti mi indignano e mi portano a pensare che il potere della carta stampata non sempre viene usato correttamente, anzi spesso, solo perché facile, diventa dittatoriale. Nel caso specifico tu, Agostino, hai mescolato capre e cavoli non avendo la più pallida idea di ciò che la gente capirà del suo contenuto. Ed entriamoci nel contenuto: una paziente (il fatto che è una suora del "Boccone del povero", per un medico, è irrilevante e non potrebbe essere che così) cade al suolo e si produce un trauma cranico con emorragia intracerebrale documentata da una TAC effettuata subito dopo che giunge al Pronto Soccorso. La sua destinazione è ovviamente un reparto di neurologia o di neurochirurgia. Su questo fatto non credo che si possa discutere. Il medico, secondo le mie informazioni, consiglia proprio questa soluzione non senza aver trattato la paziente per uno scompenso glicemico serio (al cui ridimensionamento ha dedicato diverse ore) presumibilmente instauratosi dopo il trauma.
Ovviamente non ricovera la paziente in Medicina, ma la fa trattenere in osservazione in Astanteria del Pronto Soccorso in attesa del suo ricovero presso la sede più logica.
Circa il "teatrino" dei medici al pronto soccorso, convengo che, se c'è stato, si poteva e doveva evitare. Detto questo, che ragione c'è, da parte tua, di sparare nel mucchio quando si sa che tutti i medici dell'ospedale si adoperano per trattare ben oltre 8.000 ricoverati all'anno e altrettanti trattati in primo soccorso? E che dire dei tantissimi casi che vengono salvati proprio in emergenza e per la solerzia, l'abnegazione, lo spirito di servizio e la professionalità degli operatori? Invece no, meglio fare un bell'articolo (magari sollecitato da santa madre chiesa) e così tutti possono godere e magari vendicarsi di qualche atto di maleducazione di qualcuno. Mi hanno detto più volte che i peggiori nemici dei piazzesi sono proprio i piazzesi. Sembra una sciocchezza, ma risulta una verità disarmante. Invece di far quadrato attorno all'ospedale e rifiutare la logica della "punizione e della vendetta", l'articolista si presta a creare nuove logiche. E' evidente che che, secondo te, poiché la suora è stata ricoverata alla Medicina di Caltanissetta, l'ospedale di Piazza ha sbagliato. Non ti è venuto neanche per l'anticamera del cervello che a Caltanissetta, oltre alla Medicina esistono la Rianimazione, la Neurologia e la Neurochirurgia, cioè reparti che, in caso di necessità (visto in trauma cranico emorragico) interverrebbero con l'immediatezza che il caso potrebbe comportare. Inoltre è veramente risibile il discorso sulla paziente suora accompagnata da un prete contrapposta a un eventuale poveretto senza santi in paradiso.
In questo senso ti devo informare che in questo ospedale non si ricovera nessuno che abbia un livello di cultura o di reddito medio-alti, ma si ricoverano proprio i popolani e quelli, come tu dici, che non hanno santi in paradiso; gli altri, col naso all'insù o con la tasca capiente, vanno tutti fuori (dovunque purché fuori) a cercare centri di eccellenza o altro.
Come ciliegia sulla torta del tuo capolavoro, cavalchi la tesi dell'ospedale in via di smantellamento ben sapendo che nulla è stato smantellato e, se per caso ti riferisci al bar, sai bene, o dovresti saperlo, che il bar non ha aperto soltanto per motivi di gara d'appalto e di ricorsi vari, piuttosto che per il fatto che "non si vede anima viva e non si può rimanere aperti per quattro caffé". Questi sono argomenti di una superficialità disarmante. Poi continui, rileggendo pezzi di articoli dei mesi precedenti inerenti la problematica sanitaria ben nota a tutti ed accosti questo serio argomento ad un caso seppure poco edificante avvenuto al Pronto Soccorso. Anche nei mesi scorsi si sono fatte delle esagerazioni, ma in quel caso, servivano a raccogliere l'opinione pubblica attorno all'ospedale. Inoltre chi sono questi cittadini citati da te che dicono "si sono appattati, tanto a pagare siamo sempre noi"? Ti ricordo che ti sto parlando come Coordinatore dell'Osservatorio sanitari Permanente, oltre che come amico, e non permetto a nessuno, dopo mesi di lotta e di esposizione, che si possa minimamente pensare che qualcuno si è "appattato". La lotta continua e continuerà fino a quando sarà possibile e lecito. Non si faranno certo le barricate con le bombe, ma si continuerà la battaglia democratica e civile per salvare un ospedale, e anzi una Usl, da logiche devianti. Sappi che la nostra Azienda sanitaria è in pareggio economico e sarà iniquo farla contribuire a sanare gli abissi di deficit che negli anni sono stati creati soprattutto nelle aree metropolitane.
Agostino Sella, quando scriverai dei pezzi per gratificare gli operatori sanitari e l'ospedale che hanno salvato un paziente pochi giorni addietro per averlo inoltrato in appena tre quarti d'ora alla neurochirurgia, o un altro caso di quindici giorni fa di una donna gravissima operata a Palermo con una diagnosi difficilissima ma corretta? Ecc. ecc. Ti potrei elencare e dimostrare che, pur in condizioni difficili, questo ospedale assolve a compiti e carichi indispensabili e se remiamo contro, a tutti i livelli, avremo fatto un cattivo uso del nostro dovere piccolo o grande che sia.
Invece, visto che hai a cuore il dovere di crocaca, non ti è venuto in mente neppure una volta di andare ad intervistare gli interessati delle varie parti per sentire più campane, hai scelto la strada più comoda del soliloquio fatto con la sferza in mano in un settimanale diocesano (e devo dire anche quella del tuo blog) affinché giustizia o vendetta sia fatta.
Sta' tranquillo, ho notizia che il tuo pezzo ha fatto strada ed è all'attenzione da tempo, insieme a qualche telefonata dall'alto, presso il Direttore generale dell'Azienda. Sarà fatta un'inchiesta e qualche operatore sarà punito. Fin qui niente di strano. Strano, gratuito e difficile da digerire è il danno d'immagine che si è prodotto sull'ospedale tutto, un bene da proteggere e non da demolire. Questo è il mio pensiero. Ovviamente sei libero di pensarla come credi.
Con la consueta cordialità e il tradizionale affetto.
Sebi Arena

giovedì 8 novembre 2007

Dante Ferrari di An: "Prestifilippo deve azzerare e dare spazio a tutto il centro destra".

Enna. “Se la mozione dovesse passare con i voti del Mpa, Prestifilippo sarebbe il primo responsabile della crisi del centro destra in tutta la provincia di Enna e questo il sindaco di Piazza non può permetterselo”. E’ il monito dell’ex segretario provinciale di AN, Dante Ferrari, oggi responsabile delle autonomie locali del partito di Fini. Ferrari che evidenza come la questione sfiducia di Piazza Armerina, a secondo di come gestita può diventare il punto di forza, o di debolezza, della politica del centro destra ennese. “Il sindaco piazzese – continua il leader di AN – deve dare un segnale chiaro a tutta la coalizione. Deve azzerare la sua giunta e dare visibilità a tutte le forze di centro destra. La posizione del Mpa mi sembra legittima. Non può una forza che conta 6 consiglieri comunali stare fuori dalla giunta”. Poi Dante Ferrari, punta l’attenzione sulle annunciate dimissioni di Prestifilippo da vice presidente dell’Ato. “Che abbia rimesso il mandato nelle mani di Grimaldi non significa nulla, si dimetta subito dall’Ato senza cercare vie indirette e dia un segnale cristallino a tutta la coalizione”. Infine il responsabile di AN parla delle prossime provinciali. “Tra meno di un anno – dice Ferrari – ci saranno le provinciali e noi non possiamo permetterci di andare in ordine sparso. Se ci fosse la sfiducia a Piazza Armerina ci sarebbero ripercussioni su tutte le altre realtà provinciali in cui governa il centro destra a partire da Barrafranca. Siccome reputo Maurizio Prestifilippo una persona intelligente – conclude Dante Ferrari - sono convinto che in brevissimo tempo azzererà la sua compagine amministrativa e darà spazio a tutte le forze di centro destra. In questo modo contribuirà alla costruzione di una grande coalizione che il prossimo anno – sono certo – conquisterà la provincia di Enna togliendola alla sinistra”.
Agostino Sella

Daniele La Delia. Le primarie nel PD in tutte le realtà

Piazza Armerina. “Spero che il nuovo Pd faccia le primarie anche per le province ed i comuni e non usi il manuale Cancelli”. Daniele La Delia, eletto alla costituente del PD nell’area bindiana, ci va giù duro ed interviene sulla nascita del nuovo partito del centro sinistra, augurandosi che la nuova formazione politica segua vie innovative per la sia costituzione. Il pensiero di La Delia va soprattutto ai nuovi delegati, di cui lui fa parte, che secondo le ultime indicazioni, si troveranno ad eleggere i segretari provinciali. “I delegati alla Costituente del Pd non siamo “Unti dal Signore” per decidere per conto degli altri. Sognare la Sicilia più libera, più giusta, più ricca di valori – continua La Delia – è possibile e realizzabile. Il partito autoreferenziale composto da maggioranze e minoranze, portano con il tempo alla diaspora e pertanto abbiamo l’obbligo di sentirci tutti costituenti e tutti siamo indispensabili nelle pari dignità. Vado a Palermo giorno 10 novembre con lo spirito del pellegrino che porta con se poche cose del passato, perché cerca la meta futura insieme ad altri, e con gli altri, superare le difficoltà che si possono incontrare durante il viaggio. Vado – conclude l’emergente bindiano - con gli occhi disincantati e limpidi di chi vede nel Pd un partito “leggero,partecipato e plurale” dove il manuale Cencelli è obsoleto e le scelte non siano preconfezionate e quindi difficili da "digerire". Infine La Delia invoca le primarie per le realtà locali, cosa che pare non rientrino più nei programmi del PD. “La Sicilia deve far tesoro di questa grande manifestazione di democrazia politica, di passione ideale e di partecipazione, il Pd siciliano e il suo futuro segretario – conclude La Delia - hanno l’obbligo di riproporre le primarie a tutti il livelli, sia provinciale che comunale”.
Agostino Sella

L'Ucim apre l'anno sociale con il vescovo Pennisi


Piazza Armerina. E’ stata una celebrazione liturgica nella splendida chiesa di San Giovanni presieduta dal Vescovo Michele Pennisi, ad aprire l’anno sociale dell’UCIIM, l’unione cattolica italiana degli insegnanti medi. Numerosi sono stati gli educatori presenti che hanno ascoltato le riflessioni suggerite dal Vescovo durante l’omelia, sul ruolo dell’educatore nella società contemporanea. “Oggi più che mai – ha ribadito Monsignor Michele Pennisi - in un momento di crisi di valori e certezze, di diffuso relativismo culturale, diventa centrale la figura e il ruolo dell’educatore, al quale viene affidato un compito delicato, estremamente difficile, ma nello stesso tempo significativo, perché ai giovani è affidata la nostra storia. La lezione di Don Bosco e il suo grande amore per i giovani dovrebbe guidare ogni educatore nel compito da assolvere non con autorità, ma con grande autorevolezza. I docenti – ha continuato il Vescovo - dovranno essere testimoni credibili del loro impegno agli occhi degli studenti, sempre più alla ricerca di modelli significativi da seguire”. Il vescovo si è soffermato anche sulla grave crisi della famiglia, incapace di dimostrare fermezza nell’indicare valori e priorità, incapace di riscoprire la valenza educativa del no alle innumerevoli richieste dei figli, pronta invece ad adire le vie legali per una valutazione del figlio non ottimale o per una bocciatura indesiderata. “Oggi la scuola italiana si trova sul banco degli imputati – hanno detto gli insegnati presenti - fa notizia più l’errore dell’insegnante, invece non trova adeguato rilievo il quotidiano lavoro di quanti con responsabilità e dedizione affrontano la sfida educativa”. La Presidente prof.ssa Mirella Calcagno ha ringraziato il nostro Vescovo per gli spunti di riflessione offerti che saranno sviluppati negli incontri formativi dell’Uciim e ha comunicato ai presenti che nella settimana di Pasqua la associazione ospiterà don Carlo Nanni, consulente ecclesiale nazionale.
Agostino Sella

mercoledì 7 novembre 2007

Maratone di New York. Ottimo piazzamento di Ettore Rivoli e Enzo Lo Presti

Piazza Armerina. Da Piazza Armerina a New York per fare un ottima prestazione alla maratona più famosa del mondo. I due piazzesi sono Ettori Rivoli classe 58, decano dell’atletica armerina e leader della società sportiva Libertas Bellia e Vincenzo Lo Presti di qualche anno più giovane. Alla prestigiosa gara podistica internazionale hanno partecipato oltre 40.000 atleti provenienti da ogni parte del mondo. Vincenzo Lo Presti e arrivato al 252° posto con il tempo di 2:45:50, 112° nella sua fascia d'età che aveva 12.658 partecipanti e 31° assoluto tra gli italiani. Ettore Rivoli, ha ottenuto il 469 posto con il tempo di 2:54:12, ad appena venti secondi dal suo personale, classificandosi 29° nella sua fascia d'età: Rivoli, a qualche chilometro dall’arrivo, ha avuto qualche problema ed è dovuto fermarsi per una cinquantina di secondi. Soddisfatto della prestazione dei due piazzesi l’assessore allo sport Fabrizio Tudisco che ha donato agli atleti piazzesi due magliette con i colori della Città e la scritta " Piazza Armerina Città dei Mosaici e del Palio" che i due maratoneti hanno indossato durante la gara. “Sono felice – dice Tudisco – che anche quest’anno di un gruppo di atleti abbia partecipato alla più nota maratona del mondo, peraltro con un ottimo piazzamento. E’ la dimostrazione di come lo sport a Piazza sia vivo, soprattutto grazie a persone come Ettore Rivoli, che da una sempre dedica parte della propria vita all’atletica con dedizione e spirito di servizio. Un plauso anche a Vincenzo Lo Presti che rappresenta uno dei nostri uomini migliori nell’atletica”.
Agostino Sella

Leggiamo le carte al PD

Oggi leggiamo le carte al PD
Ranieri Ferrara vuole fare il segretario del PD, sponsorizzato da chi dentro i DS piazzesi da le carte, Pino Strazzanti. Lo aiuterebbero quasi tutti gli ex diessini. Ma deve trovare l’accordo con Ribilotta (che potrebbe essere candidato alla provincia dove, però, già è stato trombato assieme a Sella che sono io. E, dipende come sono le liste, Ribilitta potrebbe essere ritrombato). Ferrara sarebbe aiutato dall’ex sindaco Ivan Velardita e la sua combriccola, compresi i miei amici Cimino e Renzo Amore. Se ci sono le primarie sono il gruppo più forte, ma nel PD figuratevi se fanno le primarie!!! Hanno preso, come dice il mio amico Nigrelli, tutti per i fondelli (bella la rima!).
I tuminiani sono nel pallone.
Non sanno che pesci prendere anche perché nel PD piazzese sono in minoranza come hanno dimostrato le primarie.
Per questo cercano tutte le scuse per ritardare la sfiducia perché se questa arrivasse in primavera si dovrebbe votare contemporaneamente per le provinciali e le amministrative. E i tuminiani, a corto di uomini, sarebbero con il fondoschiena a terra.
Infatti, ancora non sanno se ricandidare alle provinciali La Malfa perché nel nuovo PD ci vogliono tanti voti per essere rieletto e il buon Massimiliano, ahime… non ne ha molti.
Potrebbero candidare Lina Grillo che di voti ne avrebbe.
Ma Lina forse vorrebbe fare il sindaco. Però dopo il casino che hanno combinato per la mozione dovrebbe fare pace con i diessini. Cosa un po’ difficile e per cui ci vuole tempo. Dovrebbero cercare volti nuovi. Hanno dentro professionisti interessanti che però con la politica ci azzeccano poco.
Peraltro scalpita il mio amico Daniele La Delia, considerato dai suoi amici di partito un figura di secondo piano. E per questo si dovrebbe incavolare perché la politica ha bisogno di gente semplice come lui e non di “marpioncini” che fanno stufare la gente.

martedì 6 novembre 2007

Ebbravo Prestifilippo. Si dimette dall'Ato e spiazza l'Mpa. Tumino e Colianni si parlano

Piazza Armerina. Prestifilippo si dimette dall'Ato e spiazza l'Mpa. Le inaspettate dimissioni rimescolano le carte in tavola sulla questione della sfiducia. Il primo cittadino ha, con questo atto, spiazzato tutti e messo in difficoltà soprattutto l’Mpa, che con forza gli aveva chiesto di abbandonare la poltrona della società d’ambito. Adesso, i consiglieri che nel movimento di Lombardo non vedono di buon occhio la sfiducia, come Scollo, Lo Verme e Volturo, hanno carne al fuoco portare avanti le loro istanze dentro il partito. Rimane ancora aperta la questione della giunta, dove pare che Prestifilippo, non cede alle richieste della corazzata lombardiana che da sola conta ben 6 consiglieri comunali, un numero maggiore di quelli che ufficialmente stanno dalla parte del sindaco. Intanto duello a distanza è tra il deputato piazzese Carmelo Tumino e l’assessore regionale Paolo Colianni leader dell’Mpa ennese. Ieri Tumino aveva detto che toccava all’Mpa firmare per primo la mozione di sfiducia. “Se il centro sinistra – dice Colianni – si vuole tirare indietro dalla mozione di sfiducia dopo quello che ha fatto ed ha detto lo deve spiegare alla gente. Cerchi invece di essere coerente con il suo percorso politico. Noi un percorso c’è l’abbiamo. Abbiamo interrotto il tavolo di centro destra quando Prestifilippo ha avuto la vice presidenza dell’Ato. Poi abbiamo chiesto un programma di fine legislatura ed un vice sindaco e due assessorati. Ricordo – continua Colianni – che non si tratta di manuale Cancelli perché altrimenti dovevamo chiedere molto di più considerato che l’Mpa ha 6 consiglieri comunali. Poi – continua l’assessore alla Famiglia – vorrei sottolineare che tutti consiglieri del Mpa sono uniti dal progetto ed io che sono il leader della provincia di Enna sono il garante delle loro posizioni. Venerdì avremo una assemblea in cui parleremo della questione e decideremo con tutti i consiglieri comunali. Certo di fronte all’antipolitica di Prestifilippo, avremo le mani libere”. Tumino, da parte sua, cerca di chiarire la sua posizione. “La sfiducia – dice Tumino - è un atto che a questo punto deve andare in aula. Con l’Mpa c’è un percorso parallelo. Dobbiamo percorrere insieme una strada senza che nessuno stia davanti all’altro. Poi la sfiducia arriverà in aula dove si vedrà se passerà oppure no”.
Agostino Sella

Casa di riposo: finalmente buone notizie.

Piazza Armerina. “Alla fine c’è l’abbiamo fatta. Abbiamo aspettato un’intera giornata ma è stata una grande vittoria per i lavoratori che hanno ricevuto tante buone notizie”. Sono le parole di Maurizio Prestifilippo che ieri con una folta delegazione (nella foto) della Casa di Riposo San Giuseppe, che si è recato a Palermo per incontrare l’assessore alle politiche familiari Paolo Colianni. Nell’incontro i lavoratori che da ben 11 mesi sono senza stipendio hanno avuto garantito il pagamento di tutti gli arretrati entro il 31 dicembre 2007. “E’ una vera boccata d’ossigeno per le nostre famiglie” dicono stanchi ma soddisfatti i lavoratori. Nell’incontro avuto con la delegazione, composta oltre che dal primo cittadino dal vice sindaco Fabrizio Tudisco, dall’assessore alle politiche sociali Carmelo Gagliano e dal consigliere comunale Benito Anzaldi, Colianni ha anche affermato che a breve sarà nella città dei Mosaici per dimostrare a tutti come la casa di risposo San Giuseppe sia stata gestita malissimo negli ultimi anni. Addirittura l’assessore regionale ha anche fatto intendere di chiedere l’intervento della corte dei conti ed il risarcimento agli amministratori dell’ente degli scorsi anni, che a suo parere, hanno amministrato facendo spese ridondanti e superiori alle reali necessità. Colianni, ha anche assicurato che il commissario Pappalardo realizzerà a breve il pareggio di bilancio che ad oggi ha un buco di oltre 600 mila euro. Per ripianare il debito l’ente chiederà un mutuo ipotecario impegnando i beni immobili, in cui oggi è allocata la casa di riposo. Colianni ha anche sottolineato come in relazione al numero degli attuali assistiti il numero di dipendenti dovrà ridursi da 39 a 25. Occorrerà anche bloccare le assunzioni temporanee ed evitare le malattie del personale che sono ricorrenti. L’assessore ha evidenziato come la Casa di Riposo, per evitare il licenziamento del personale in esubero, potrà erogare altri servizi come l’assistenza domiciliare agli anziani. Una recente nota dell’assessore ai sindaci invita le amministrazione a preferire le Ipab agli enti esterni per l’erogazione dei servizi. Insomma alla fine tutti contenti. “Dopo una giornata siamo riusciti a convincere Colianni a riceverci – dice Gagliano – non avevo dubbi che sentisse le nostre ragioni”. Il vice sindaco Tudisco è soddisfatto: “è stata un odissea farci ricevere. Ma alla fine c’è l’abbiamo fatta ed abbiamo avuto ottime notizie. E’ la dimostrazione questa giunta sia una squadra compatta e vincente che risolve i problemi”.
Agostino Sella

La Delia risponde a Cammarata. I soldi presi per il 1° maggio dal comune erano legittimi

Piazza Armerina. Francesco La Delia (nella foto) segretario della sinistra giovanile, non ci sta e risponde all’attacco del consigliere comunale Nino Cammarata che lo aveva trovato con “le mani nella marmellata” accusandolo di aver accettato un contributo dall’amministrazione di centro destra per l’organizzazione del concerto del primo maggio tradizionalmente di centro sinistra. “In merito all’attacco al mio partito dal consigliere Cammarata - dice La Delia – per il concerto organizzato il primo maggio in piazza Boris Giuliano voglio ricordare che i 2.500 Euro sono serviti per l’organizzazione di una manifestazione che non era un concerto partitico né a livello locale né a quello nazionale, ma un concerto fatto per festeggiare la festa dei lavoratori. In particolar modo – continua il giovane La Delia – a Piazza Armerina è stato organizzato negli ultimi 2 anni dal mio gruppo per dare la possibilità ai giovani piazzesi e ai giovani dei paesi limitrofi di passare una serata piacevole e “diversa”. Per questo non vedo il motivo – continua La Delia – perché in una festa come quella del primo maggio ci debbano essere per forza militanti di partito. Invece sono stati invitati i rappresentati provinciali dei maggiori sindacati quali CGIL, CISL e UIL i quali hanno rilasciato un comunicato congiunto che abbiamo letto durante il concerto. È vero – continua La Delia - lo spettacolo è stato organizzato dalla Sinistra Giovanile, ma nessun logo politico compare nel manifesto, solo quello del comune, che ci ha finanziato con contributi che non venivano dalla parte di bilancio relativa alle politiche giovanili, il logo della provincia e i tre loghi dei sindacati. Inoltre – conclude il segretario della Sinistra Giovanile - i gruppi che si sono esibiti in questi due anni, non fanno parte dello schieramento politico del mio partito se non in piccola minoranza. Infine – dice La Delia - chiedo al consigliere Cammarata e al suo partito di aprire un dialogo tra i giovani del centro sinistra e quelli del centro destra, perché l’intento di tutti noi giovani è portare avanti la nostra città e cercare di cambiare questa classe politica che molto spesso ci delude”.
Agostino Sella

domenica 4 novembre 2007

Sfiducia: il centro sinistra rilancia con la benedizione dei "capi". Lo Verme "faccio quello che dice il partito"

Piazza Armerina. Il centro sinistra rilancia la mozione di sfiducia dopo l’annullamento della prima. Ieri mattina in un albergo della città un summit con tutti i “pezzi grossi” della sinistra ennese - i deputati Crisafulli, Galvagno, Termine e Tumino - ha emesso il nuovo verdetto: “subito una nuova mozione di sfiducia, Prestifilippo deve andare a casa. Dopo la presa di posizione del Movimento per l’autonomia ci sono tutte le condizioni. Non perdiamo più tempo”. Alla riunione erano presenti i consiglieri del centro sinistra ed una delegazione di Forza Italia composta da Mattia e Falcone, che per essersi schierati per la sfiducia hanno in atto un provvedimento di espulsione. “non ci buttano fuori, sono solo chiacchiere – dice Mattia – abbiamo le nostra ragioni”. Soddisfatto del summit Tumino “Tutto è andato serenamente – dice Tumino – adesso, probabilmente martedì, ci incontreremo con il Mpa e FI e faremo un documento unico”. Comincia a muoversi la macchina organizzativa: domenica prossima tutti i promotori della mozione scenderanno in piazza per una manifestazione pubblica e lunedì prossimo dovrebbe avvenire il protocollo dela nuova sfiducia firmata da centro sinistra, Mpa e Falcone. “Questa volta non ci dovrebbero essere difficoltà – dicono dal Pd – il percorso è quello giusto e condiviso da tutti”. Prestifilippo nonostante la mobilitazione pare tranquillo. “Se presenteranno una nuova mozione - dice il primo cittadino – la affronteremo con la stessa dignità e serenità con la quale abbiamo affrontato la prima”. Nonostante il pericolo di perdere la poltrona di Sala delle Luci pare che Prestifilippo non azzeri la giunta come chiesto dal Mpa. “Dobbiamo prendere atto che l’interruzione dei rapporti con l’Mpa sembra irrecuperabile, ma adesso cambieranno gli equilibri del centro destra nella provincia” dice Prestifilippo alludendo alle amministrazioni in cui FI appoggia sindaci dell’Mpa come Barrafranca. Ma l’Mpa non demorde e le indicazioni di Colianni per votare la mozione di sfiducia sembrano chiare. Della corazzata lombardiana dopo Trebastoni, Fioriglio e Manuella esce allo scoperto anche Vittorio Lo Verme che dichiara: “io sulla sfiducia seguirò senz’altro le indicazioni del mio partito”. E’ probabile che sulla stessa linea di Lo Verme sia anche la giovane consigliera del Mpa Elisa Volturo. Se è così la sfiducia passerà raggiungendo i 13 voti necessari, altrimenti Prestifilippo ne uscirà rafforzato nella sua azione amministrativa.
Agostino Sella

Il Vescovo: no ai criminali stranieri e neanche ai gesti di vendetta squadrista di stampo razzista

Enna. “No ai gesti violenti di criminali venuti da paese stranieri ma anche ad inammissibili gesti di vendette squadriste di stampo razzista che non sono degni della tradizione italiana”. Dopo ultime questioni sulla vicenda dei romeni in Italia, è questo l’appello del vescovo Michele Pennisi, che ieri ad Enna ha celebrato la Festa dell'Unità nazionale e delle Forze Armate. “Questa festa – dice Pennisi - ci offre l'occasione per festeggiare l'unità nazionale raggiunta a prezzo di sacrifici di tante persone che rimane un bene da salvaguardare , nel rispetto delle legittime autonomie locali. L’unità nazionale per essere effettiva deve affrontare con decisione le questioni irrisolte del divario tra nord e sud del Paese a partire dalla questione cruciale dell’occupazione e delle reti di comunicazione che rischiano di aumentare l’isolamento delle regioni meridionali e di pregiudicare il loro sviluppo futuro in vista dell’allargamento dell’area di libero scambio. La questione meridionale rimane ancora, una “questione nazionale” e “una questione etica” che implica la responsabilità di tutto il Paese. In questa giornata – ha detto ancora Pennisi - oltre a pregare per il bene comune della nostra Patria e commemorare i tutti i caduti di tutte le guerre e degli atti di violenza, vogliamo esprimere la nostra riconoscenza a quanti, militando nelle forze armate e di polizia affrontano ogni giorno il pericolo per difendere la legalità, garantire la sicurezza dei cittadini, tutelare la giustizia e la pace. Questo compito – continua Pennisi - è più urgente nei nostri giorni in cui assistiamo a gesti di inaudita violenza da parte di criminali venuti anche da paesi stranieri, ma anche a inammissibili gesti di vendette squadriste di stampo razzista da parte di alcuni che non sono degni della tradizione dell’Italia patria del diritto aperta all’accoglienza e alla solidarietà verso gli immigrati che sono rispettosi delle legalità a partire dall’esperienza di tanti nostri connazionali emigrati all’estero. La giustizia e la sicurezza di tutti i cittadini – conclude il Vescovo - deve essere garantita non da vendette private ma di chi è preposto a garantire l’ordine pubblico ed amministrare la giustizia contando nella collaborazione e nella stima di tutti i cittadini onesti”.
Agostino Sella

Il sindaco dopo la mozione sfumata.


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sabato 3 novembre 2007

Sfiducia: nulla di fatto. Scintille tra Prestifilippo e Colianni

Piazza Armerina. Nulla di fatto sulla mozione di sfiducia. Il presidente del consiglio Miroddi, prende atto dei pareri del segretario che ha giudicato non valido il documento presentato dal centro sinistra e chiude il punto. In sostanza, è come se la mozione non fosse arrivata mai in aula. Ma il centro sinistra non demorde e si muove per presentarne un’altra insieme al Mpa. Oggi i consiglieri della coalizione prodiana si incontreranno per discutere un nuovo documento che dovrebbe mettere fine ai dissidi dentro il Pd. Poi in settimana centro sinistra, Mpa e Falcone dovrebbero incontrarsi per fondere tutti i singoli documenti e presentarne uno solo. Se tutti i consiglieri seguiranno le indicazioni dei loro partiti le firme dovrebbero essere 14, una in più delle 13 necessarie per mandare a casa il sindaco. “Dicono che hanno 14 firme – dice il consigliere Cursale – ma è una balla. Li sfido a trovare 14 coraggiosi che firmeranno il documento”. Per l’Mpa parla Trebastoni: “Abbiamo avuto mandato dal partito di votare la sfiducia. Poichè sono assenti Scollo e Lo Verme chiediamo di rinviare la discussione». Intanto fuori dal consiglio capannelli con decine di cittadini supporters dell’’una e dell’altra fazione tirano in ballo anche la religione “questa sfiducia prima o poi andrà in porto” dicono i tifosi del centro sinistra. “Aspetteranno invano – dice Marcello Scarantino, uno dei delfini di Prestifilippo – in sindaco è protetto dal manto di Maria Santissima delle Vittorie”. La questione sfiducia piazzese rischia di provocare un terremoto sul piano provinciale. “adesso le amministrazione in cui Forza Italia appoggia i lombardiani come quelle di Barrafranca possono cominciare a tremare – dice Prestifilippo - A questo punto c’è da rivedere tutto l’assetto del centro destra in provincia e le gerarchie per le provinciali”. L’assessore Colianni leader massimo dell’ Mpa ennese non ci sta: “Prestifilippo fa solo antipolitica. Per cominciare finisca di fare “inciuci” con il centro sinistra e si dimetta dall’Ato. Gli abbiamo chiesto da mesi alcuni segnali politici come l’azzeramento della giunta e un programma di fine legislatura. Ma finora non ha fatto nulla di tutto questo. Lo faccia immediatamente e potremmo anche non votare la sfiducia”. Risponde Prestifilippo “Per me non è un problema dimettermi dall’Ato. Colianni ne parli con i vertici provinciali di Forza Italia. Io faccio cosa mi dice il mio partito”.
Agostino Sella

Fioriglio: l'Mpa è pronto a votare la sfiducia

Piazza Armerina. “L’Mpa è pronto a votare la sfiducia” dice Fioriglio. “E’ un passo avanti verso la chiarezza. Firmiamo un nuovo documento” dice La Malfa. Le dichiarazioni di La Malfa del PD e Fioriglio del Mpa sembrano semplificare la strada verso la sfiducia proprio nel giorno in cui l’argomento verrà trattato in consiglio comunale. Le dichiarazioni dell’ex Presidente del Consiglio, sgombrano il campo da possibili malintesi: “Il partito del Movimento per l’Autonomia ha deciso di votare la mozione di sfiducia al primo cittadino. Se oggi l’atto presentato il 4 ottobre non può essere votato per le questioni procedurali che si sono susseguite a causa dei problemi verificatisi dentro il PD – dice Fioriglio – i sei consiglieri del Mpa hanno avuto mandato dal partito a definire nell’immediatezza un nuovo documento che contenga tutte le firme dei consiglieri che vogliono sfiduciare Prestifilippo”. Poi l’ex presidente del consiglio traccia la strada per il futuro. “Per sgombrare il campo dagli equivoci – continua Fioriglio - l’atto della sfiducia si deve portare a termine per chiudere una fase politica. Così se passa si apre una nuova stagione, se non possa il sindaco potrà governare con più tranquillità ed i partiti che l’hanno votata dovranno fare l’opposizione, cosa che non hanno fatto fino ad oggi”. L’ex segretario della Margherita apprende con soddisfazione le dichiarazioni di Fioriglio “prendiamo atto delle parole di Fioriglio – dice La Malfa - è un ulteriore chiarimento della politica locale ed un importante contributo alla trasparenza. E’ chiaro che il documento attuale non è valido. Noi siamo disponibili a firmare un nuovo documento che può essere subito ripresentato”. Insomma oggi in aula dovrebbe presentarsi una situazione abbastanza delineata. Per avere un esito positivo la sfiducia deve essere votata da 13 consiglieri comunali su 20. Per adesso sono disponibili i sei consiglieri del partito democratico, il socialista Miroddi, ed il forzista Falcone. Con le dichiarazioni di Fioriglio si è appreso che i consiglieri del Mpa hanno avuto mandato dal partito di votare la mozione. Se i sei consiglieri autonomisti rispetteranno le indicazioni della direzione provinciale la sfiducia andrà in porto con 14 voti. Però, che tutti i sei consiglieri della corazzata Mpa votino le sfiducia non sembra ancora assodato. Le sorprese, a Piazza, sono sempre dietro l’angolo.
Agostino Sella

Dorin: i romeni non siamo tutti assassini

Piazza Armerina. “I romeni non siamo tutti assassini”. Cimpanu Dorin (nella foto) è piuttosto triste dopo aver sentito del macabro omicidio romano. Lui è in Italia da 11 mesi e lavora duro per mantenere la sua famiglia che si trova in Romania. “Mio padre – dice Dorin – è vecchio e mio fratello ha una malattia al braccio. Con 100 euro di pensione al mese non possono vivere. Io ogni tanto mando qualcosa quanto posso e con quei soldi riescono almeno a fare una vita un poco dignitosa”. Dorin c’è l’ha con i romeni che delinquono. “Per me quelli che rubano ed ammazzano li dovrebbero mandare fuori dall’Italia a calci nel sedere. Ai romeni onesti farebbero un gran piacere. Perché non tutti i romeni sono disonesti. C’è gente che lavora onestamente e ha voglia di vivere in tranquillità per costruirsi un futuro. Io con mia moglie sono venuto qui perché voglio comprarmi una casa nel mio paese. In Romania le case li comprano solo i parlamentari che sono padroni di intere palazzine. I poveri per comprarsi un appartamento con gli stipendi che ci sono dovrebbero lavorare due vite”. Cimpanu Dorin abita da solo in una vecchia casa del quartiere Castellina dove paga puntualmente l’affitto. Sua moglie lavora come badante “in regola”, tiene a sottolineare il 28enne rumeno. “Siamo sposati da 5 anni ma per adesso non possiamo permetterci dei figli. Verrà anche quel tempo”. Dorin è un tuttofare. In Romania lavorava da carrozziere, ma in Italia si adatta a fare tutto. In 11 mesi ha collezionato una decina di lavori. “ho raccolto olive, fatto il pittore, il lavapiatti, sono stato custode di animali, ho fatto il muratore. Non è vero che non c’è lavoro in Sicilia. Rispetto alla Romania sembra di stare in America. Certo, bisogna fare dei sacrifici, ma è il destino di ogni uomo”. Per Natale Dorin tornerà in Romania “la tua terra è sempre la tua terra. E’ da 11 mesi che manco dal mio paese e non vedo l’ora di tornarci. Passerò il Natale con mio padre e poi tornerò per lavorare. Ma tra qualche anno spero di tornare per sempre in Romania”. A Piazza Armerina i romeni sono qualche centinaio. Quasi tutti abitano nel quartiere della Castellina. “Siamo gente tranquilla. Se qualcuno di noi si comporta male siamo noi stessi che con le buone gli facciamo capire che si deve dare una calmata. Per il bene di tutti”.
Agostino Sella

Incontro tra università e amministrazione comunale

Piazza Armerina. Nei giorni scorsi, si è tenuto presso la sede dell’università, un intenso incontro coordinato dal consigliere di corso di laurea Guido Milazzo. L'incontro ha visto la partecipazione dell’amministrazione comunale piazzese, rappresentata dall’assessore alle politiche universitarie Enzo Cammarata, degli studenti e dei docenti del corso di laurea in scienze turistiche guidati dal professore Palermo, Nino Cammarata (nella foto) rappresentante degli studenti al C.A.R.S. dell’Ateneo di Catania e consigliere comunale di AS-la destra. Gli studenti, dopo aver manifestato uno stato di preoccupazione dovuto anche alle recenti dichiarazioni del ministro dell’università, hanno rivendicato il loro diritto ad usufruire di tutti i servizi garantiti dall’ateneo catanese, dove regolarmente versano le tasse. Si è discusso sul ruolo e sull’importanza strategica che tale facoltà deve rivestire nel rilancio dell’intero territorio, ma anche dei legittimi sbocchi professionali che il titolo di studio deve garantire. “Verificherò quanto prima – ha affermato Nino Cammarata – che sia rispettato lo schema di convenzione che venne stipulata anni addietro con il consorzio universitario ennese, al quale il comune versa circa 160 mila euro all’anno. Tutto questo - continua Nino Cammarata - al fine di verificare ed eventualmente far rilevare inadempienze. Inoltre verificherò la possibilità che parte delle attività che organizza il comitato per le attività sportive e ricreative dell’università di Catania possano essere realizzate nella sede decentrata della nostra città,come il cineforum o spettacoli in genere.” L’assessore Enzo Cammarata, dal canto suo, ha indicato i provvedimenti adottati da quando insediato a favore del mondo universitario come l’apertura dello sportello Ersu, la richiesta di intervento immediato per la ristrutturazione di alcune parti dell’edificio che ospita l’università, l’istituzione di un apposito capitolo di spesa a favore degli universitari. Poi Enzo Cammarata ha auspicato inoltre la possibilità di ulteriori e frequenti confronti, volti all’insegna di una proficua collaborazione. In conclusione l'assessore alle politiche universitarie, accogliendo una proposta avanzata dagli studenti, ha auspicato ”la necessità di iniziare un politica di promozione sul territorio della facoltà di scienze turistiche, partendo magari con la partecipazione di una delegazione di studenti alla Borsa Internazionale del Turismo”.
Agostino Sella

venerdì 2 novembre 2007

Mattia al centro sinistra ed al Mpa: firmiamo in aula un nuovo documento sulla sfiducia

Piazza Armerina. “Questo documento sulla sfiducia è inficiato, rischiamo di fare una favore a Prestifilippo. Se non ci vogliamo prendere in giro facciamo un nuovo documento e raccogliamo le firme domani stesso durante la seduta consiliare”. Giuseppe Mattia (nella foto), consigliere provinciale di Forza Italia, esce allo scoperto ed invita il centro sinistra a firmare domani in aula un nuovo documento. “E’ inutile prenderci in giro. Quel documento non funziona. Posso capire che il partito democratico possa avere avuto qualche piccolo problema. Però se vogliono veramente la sfiducia facciamo insieme un nuovo documento e firmiamolo in aula per evitare di perderci in inutili riunioni – dice ancora Mattia – Peraltro sono convinto che in questo percorso possa essere con noi anche il Movimento per l’Autonomia”. Poi Giuseppe Mattia si rivolge al centro sinistra “Dico chiaramente una cosa: la Forza Italia che rappresento fino ad oggi si è dimostrata corretta. Ha intrapreso una linea molto coraggiosa firmando la mozione di sfiducia. Insieme a Falcone abbiamo preso un impegno è lo vogliamo portato a termine. Voglio anche ricordare al centro sinistra – continua Mattia – che per questa presa di posizione vorrebbero buttarci fuori dal nostro partito. Per fortuna, in Forza Italia – continua Mattia - non c’è solo Grimaldi che pensa ai fatti suoi, ma ci sono anche persone che sanno fare politica e capiscono che la nostra è una scelta cristallina. Tanto è vero che ad oggi nessuno ci ha messo alla porta. Lo stesso coraggio che abbiamo avuto noi – continua Mattia - lo chiedo al centro sinistra. Il coraggio di dire chiaramente come la pensa. Se vuole mandare a casa Prestifilippo nei fatti e non a parole firmiamo domani stesso un nuovo documento”. Infine Mattia lancia un appello anche ai consiglieri del Mpa. “credo che abbiamo capito con le vicende delle ultime settimane di che pasta è fatto Prestifilippo. Prende tempo sempre per portare acqua solo al suo mulino. Ha lui in mano le carte e gioca sempre da “asso piglia tutto”. Allora dico agli amici lombardiani – dice Mattia – costruiamo insieme un progetto alternativo che credo possa solo portare un gran bene alla nostra città. Il punto di partenza di questo progetto è la mozione di sfiducia che potremmo tranquillamente portare a compimento insieme al centro sinistra seppur ognuno nell’autonomia del proprio progetto politico”.
Agostino Sella