martedì 30 marzo 2021

RE: Richiesta contatto: articolo aggiornato passaggio mercato libero

Buongiorno, 

Spero di non disturbarla ricontattandola,

Sono Alessia de Angelis e lavoro nella redazione di csttaranto.it, portale di informazione nel mondo dell'energia e della sostenibilità, e sito di Papernest,


Le scrivo perchè ho notato che sul vostro sito è stata trattata la tematica del mercato energetico, e dell'annosa questione riguardante il definitivo passaggio dal mercato tutelato a quello di libera concorrenza. 


La mia redazione ha di recente scritto un articolo interessante riguardante il recente slittamento del mercato tutelato al 1 Gennaio 2023. Trattando la tematica da un punto di vista delle conseguenze che questo porterà e degli interessi insiti dietro a questo slittamento con un dibattito di alcune importanti personalità del mondo energetico in Italia che analizzano lo slittamento e i suoi effetti.

 

Ho pensato che il suo portale ed i suoi lettori potessero essere interessati alla pubblicazione di questo articolo, e per questo la contatto e glielo invio nella presente mail.


Vi chiedo solo di citare la fonte con un link a: https://www.csttaranto.it/slittamento-mercato-tutelato-energia-2023/


Colgo l'occasione per augurarvi una splendida giornata e buon lavoro.

Cordialmente,

Alessia de Angelis

 

PS: Se la mail fosse giunta ad un destinatario che non sia la redazione vi chiedo cortesemente di girarla all'indirizzo corretto.

 

INIZIO ARTICOLO>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

La fine del mercato tutelato slitta al 2023: a chi conviene e come fare il passaggio?

Al momento coesistono in Italia due tipi di mercato per il settore energetico: il mercato tutelato e il mercato libero. Questa differenza doveva cessare il 1 Gennaio 2022, con l'abolizione prevista del mercato tutelato, che invece è slittata ancora una volta, mentre il passaggio al mercato libero passerà al 1 gennaio 2023.

Cosa cambierà il primo Gennaio 2023?

Il mercato tutelato è il mercato dell'energia (luce e gas) controllato dallo Stato tramite ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti. Questo tipo di mercato è stato l'unico sino alla fine degli anni '90 ed è improntato alla tutela verso il consumatore tale per cui il prezzo è controllato dallo Stato per evitare impennate o speculazioni.

In seguito al processo di liberalizzazione e privatizzazione iniziato negli anni '90, si è creato il mercato libero che è andato ad affiancare il mercato tutelato in un'ottica di sinergia in previsione della sostituzione. Nel mercato libero, le aziende e non ARERA controllano il prezzo cosicché la competizione bilanci le condizioni del mercato e permetta ai consumatori di scegliere le tariffe luce più conveniente per loro.

Mentre ARERA è l'ente di controllo per il mercato tutelato, l'Antitrust lo è per quello libero vigilando sulle procedure e sulla loro trasparenza.

Da notare che in entrambi i mercato, i costi di gestione sono gli stessi essendo fissi; è inoltre possibile che vi siano le stesse aziende in entrambi i regimi di mercato, benché sotto diverso nome. Infatti ENEL è Enel Energia nel mercato libero e Enel Servizio Elettrico Nazionale nel mercato tutelato.

Il dibattito sul passaggio al mercato libero e sullo slittamento

Come immaginabile, questo passaggio ha diviso e scatenato dibattiti. Da un lato, i sostenitori del regime di tutela sostengono che questo protegga i consumatori evitando le sperequazioni di mercato. Dall'altro lato, i fautori del regime di mercato libero ribattono che, come sostenuto dal vicepresidente di Gas&Power market Edison Massimo Quaglini, il regime libero non solo porti ad un abbassamento dei prezzi dovuto alla concorrenza ma anche ad un'innovazione dell'efficientamento energetico e delle tecnologie di distribuzione. 

Lo slittamento inoltre provocherebbe, nelle parole di Quaglini, una riduzione ed un ritardo degli investimenti da parte delle grandi aziende. Secondo Péter Ilyés, CEO di E.On Italia, l'ulteriore slittamento al 2023 è sintomo di un'incertezza normativa che non giova né ai consumatori né alle aziende.

Della stessa opinione è Remo Maoli di Sorgenia che esprime la preoccupazione che l'incertezza normativa unita al nuovo rinvio provochi atteggiamenti aggressivi da parte di alcuni attori di mercato limitando i meccanismi concorrenziali (che beneficiano i consumatori) e gli investimenti (che beneficiano l'innovazione).

Sulla scia di queste ultime affermazioni, Giacomo Prennushi di Ènostra, calca ulteriormente la mano ribadendo come i rinvii, l'incertezza e la difficoltà di definire chiaramente l'orizzonte temporale del passaggio spinga alcuni attori commerciali ad operare con messaggi non trasparenti né affidabili.

La transizione da mercato tutelato a mercato libero

Questo regime di affiancamento avrà termine nel gennaio 2023 come stabilito dall'ultimo decreto Milleproroghe.

Al 1° gennaio 2023 scadrà quindi il termine ultimo per il passaggio al mercato libero e tutte le utenze domestiche e micro-aziendali saranno trasferite al regime libero. Il passaggio obbligato interessa 16 milioni di utenze domestiche e oltre 200 mila utenze micro-aziendali

Per i clienti, dovrà essere il loro attuale fornitore di regime tutelato a fornire la nuova offerta in regime libero spettando poi al cliente decidere se accettare oppure se cercare una nuova offerta. È importante ricordare che il recesso si può effettuare:

  • in qualsiasi momento

  • senza costi aggiuntivi

  • senza more o penali

Se a gennaio 2023 non si sarà passati al mercato libero, allora ARERA assegnerà un gestore provvisorio per sei mesi con un'offerta PLACET (Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela). Ciò avverrà senza vincolo di contratto, perciò per 6 mesi il cliente potrà cambiare fornitore senza problemi. Passati questi 6 mesi, verrà stabilito un nuovo fornitore tramite concorso.

L'offerta PLACET è un'offerta di fornitura luce e gas a determinate condizioni dettate da ARERA, in particolare una tariffa standard senza servizi né costi aggiuntivi.

Come passare al mercato libero

Passare al regime di mercato libero è totalmente gratis. Individuato il fornitore più adatto a te e l'offerta più conforme alle tue esigenze, dovrai munirti dell'ultima bolletta in regime tutelato e contattare il fornitore. Il passaggio avrà luogo entro e non oltre i 60 giorni.

È bene ricordare che non ci sarà nessuna interruzione della fornitura e nessuna riduzione della qualità del servizio nell'erogazione della luce e del gas. Cambierà il prezzo a seconda dell'offerta che si è voluto sottoscrivere. Individuata l'offerta, dovrai comunicare al fornitore i seguenti dati:

  • Nome, cognome e codice fiscale dell'intestatario

  • Codice POD per la luce e codice PDR per il gas (i cosiddetti codici identificativi dell'utenza) che troverai nell'ultima bolletta ricevuta

  • Indirizzo fisico di fornitura 

  • Indirizzo di fatturazione se diverso da quello di fornitura

  • Indirizzo email (se ricevi le bollette digitalmente)

  • In caso di offerta sottoscritta online, dovrai fornire l'IBAN per l'addebito automatico su conto corrente

In termini di costi, il passaggio in sé non prevede alcun costo eccetto i € 16  per la marca da bollo e l'eventuale deposito cauzionale (che di solito non si paga addebitando le bollette su conto corrente bancario).

Il passaggio per le imprese

Per tutte le utenze aziendali individuate con questi criteri:

  • tra i 10 e i 50 dipendenti

  • fatturato tra i 2 e i 10 milioni di €

  • Oppure se aventi un punto di prelievo con potenza impegnata >15 kW

Entro i primi 6 mesi del 2021 (1° gennaio - 1° giugno), tutte le aziende ancora in regime di tutela resteranno con il proprio fornitore pagando una tariffa PLACET già esistente, il cui prezzo della componente energia sarà legato alla variazione del Prezzo Unico Nazionale (PUN). Durante questo periodo di transizione, le aziende potranno naturalmente scegliere il fornitore a loro più conveniente.

A partire dal 1° luglio 2021, tutte le imprese passeranno al regime di mercato libero venendo assegnate a fornitori scelti con concorso nazionale per 3 anni con una tariffa legata alle offerte PLACET, il cui prezzo della componente energia sarà ugualmente collegato all'andamento del PUN.

Fonte: https://www.csttaranto.it/slittamento-mercato-tutelato-energia-2023


mercoledì 24 marzo 2021

Richiesta contatto: articolo aggiornato passaggio mercato libero

Buongiorno, 

Sono Alessia de Angelis e lavoro nella redazione di csttaranto.it, portale di informazione nel mondo dell'energia e della sostenibilità, e sito di Papernest,


Le scrivo perchè ho notato che sul vostro sito è stata trattata la tematica del mercato energetico, e dell'annosa questione riguardante il definitivo passaggio dal mercato tutelato a quello di libera concorrenza. 


La mia redazione ha di recente scritto un articolo interessante riguardante il recente slittamento del mercato tutelato al 1 Gennaio 2023. Trattando la tematica da un punto di vista delle conseguenze che questo porterà e degli interessi insiti dietro a questo slittamento con un dibattito di alcune importanti personalità del mondo energetico in Italia che analizzano lo slittamento e i suoi effetti.

 

Ho pensato che il suo portale ed i suoi lettori potessero essere interessati alla pubblicazione di questo articolo, e per questo la contatto e glielo invio nella presente mail.


Vi chiedo solo di citare la fonte con un link a: https://www.csttaranto.it/slittamento-mercato-tutelato-energia-2023/


Colgo l'occasione per augurarvi una splendida giornata e buon lavoro.

Cordialmente,

Alessia de Angelis

 

PS: Se la mail fosse giunta ad un destinatario che non sia la redazione vi chiedo cortesemente di girarla all'indirizzo corretto.

 

INIZIO ARTICOLO>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

La fine del mercato tutelato slitta al 2023: a chi conviene e come fare il passaggio?

Al momento coesistono in Italia due tipi di mercato per il settore energetico: il mercato tutelato e il mercato libero. Questa differenza doveva cessare il 1 Gennaio 2022, con l'abolizione prevista del mercato tutelato, che invece è slittata ancora una volta, mentre il passaggio al mercato libero passerà al 1 gennaio 2023.

Cosa cambierà il primo Gennaio 2023?

Il mercato tutelato è il mercato dell'energia (luce e gas) controllato dallo Stato tramite ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambienti. Questo tipo di mercato è stato l'unico sino alla fine degli anni '90 ed è improntato alla tutela verso il consumatore tale per cui il prezzo è controllato dallo Stato per evitare impennate o speculazioni.

In seguito al processo di liberalizzazione e privatizzazione iniziato negli anni '90, si è creato il mercato libero che è andato ad affiancare il mercato tutelato in un'ottica di sinergia in previsione della sostituzione. Nel mercato libero, le aziende e non ARERA controllano il prezzo cosicché la competizione bilanci le condizioni del mercato e permetta ai consumatori di scegliere le offerte luce più conveniente per loro.

Mentre ARERA è l'ente di controllo per il mercato tutelato, l'Antitrust lo è per quello libero vigilando sulle procedure e sulla loro trasparenza.

Da notare che in entrambi i mercato, i costi di gestione sono gli stessi essendo fissi; è inoltre possibile che vi siano le stesse aziende in entrambi i regimi di mercato, benché sotto diverso nome. Infatti ENEL è Enel Energia nel mercato libero e Enel Servizio Elettrico Nazionale nel mercato tutelato.

Il dibattito sul passaggio al mercato libero e sullo slittamento

Come immaginabile, questo passaggio ha diviso e scatenato dibattiti. Da un lato, i sostenitori del regime di tutela sostengono che questo protegga i consumatori evitando le sperequazioni di mercato. Dall'altro lato, i fautori del regime di mercato libero ribattono che, come sostenuto dal vicepresidente di Gas&Power market Edison Massimo Quaglini, il regime libero non solo porti ad un abbassamento dei prezzi dovuto alla concorrenza ma anche ad un'innovazione dell'efficientamento energetico e delle tecnologie di distribuzione. 

Lo slittamento inoltre provocherebbe, nelle parole di Quaglini, una riduzione ed un ritardo degli investimenti da parte delle grandi aziende. Secondo Péter Ilyés, CEO di E.On Italia, l'ulteriore slittamento al 2023 è sintomo di un'incertezza normativa che non giova né ai consumatori né alle aziende.

Della stessa opinione è Remo Maoli di Sorgenia che esprime la preoccupazione che l'incertezza normativa unita al nuovo rinvio provochi atteggiamenti aggressivi da parte di alcuni attori di mercato limitando i meccanismi concorrenziali (che beneficiano i consumatori) e gli investimenti (che beneficiano l'innovazione).

Sulla scia di queste ultime affermazioni, Giacomo Prennushi di Ènostra, calca ulteriormente la mano ribadendo come i rinvii, l'incertezza e la difficoltà di definire chiaramente l'orizzonte temporale del passaggio spinga alcuni attori commerciali ad operare con messaggi non trasparenti né affidabili.

La transizione da mercato tutelato a mercato libero

Questo regime di affiancamento avrà termine nel gennaio 2023 come stabilito dall'ultimo decreto Milleproroghe.

Al 1° gennaio 2023 scadrà quindi il termine ultimo per il passaggio al mercato libero e tutte le utenze domestiche e micro-aziendali saranno trasferite al regime libero. Il passaggio obbligato interessa 16 milioni di utenze domestiche e oltre 200 mila utenze micro-aziendali

Per i clienti, dovrà essere il loro attuale fornitore di regime tutelato a fornire la nuova offerta in regime libero spettando poi al cliente decidere se accettare oppure se cercare una nuova offerta. È importante ricordare che il recesso si può effettuare:

  • in qualsiasi momento

  • senza costi aggiuntivi

  • senza more o penali

Se a gennaio 2023 non si sarà passati al mercato libero, allora ARERA assegnerà un gestore provvisorio per sei mesi con un'offerta PLACET (Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela). Ciò avverrà senza vincolo di contratto, perciò per 6 mesi il cliente potrà cambiare fornitore senza problemi. Passati questi 6 mesi, verrà stabilito un nuovo fornitore tramite concorso.

L'offerta PLACET è un'offerta di fornitura luce e gas a determinate condizioni dettate da ARERA, in particolare una tariffa standard senza servizi né costi aggiuntivi.

Come passare al mercato libero

Passare al regime di mercato libero è totalmente gratis. Individuato il fornitore più adatto a te e l'offerta più conforme alle tue esigenze, dovrai munirti dell'ultima bolletta in regime tutelato e contattare il fornitore. Il passaggio avrà luogo entro e non oltre i 60 giorni.

È bene ricordare che non ci sarà nessuna interruzione della fornitura e nessuna riduzione della qualità del servizio nell'erogazione della luce e del gas. Cambierà il prezzo a seconda dell'offerta che si è voluto sottoscrivere. Individuata l'offerta, dovrai comunicare al fornitore i seguenti dati:

  • Nome, cognome e codice fiscale dell'intestatario

  • Codice POD per la luce e codice PDR per il gas (i cosiddetti codici identificativi dell'utenza) che troverai nell'ultima bolletta ricevuta

  • Indirizzo fisico di fornitura 

  • Indirizzo di fatturazione se diverso da quello di fornitura

  • Indirizzo email (se ricevi le bollette digitalmente)

  • In caso di offerta sottoscritta online, dovrai fornire l'IBAN per l'addebito automatico su conto corrente

In termini di costi, il passaggio in sé non prevede alcun costo eccetto i € 16  per la marca da bollo e l'eventuale deposito cauzionale (che di solito non si paga addebitando le bollette su conto corrente bancario).

Il passaggio per le imprese

Per tutte le utenze aziendali individuate con questi criteri:

  • tra i 10 e i 50 dipendenti

  • fatturato tra i 2 e i 10 milioni di €

  • Oppure se aventi un punto di prelievo con potenza impegnata >15 kW

Entro i primi 6 mesi del 2021 (1° gennaio - 1° giugno), tutte le aziende ancora in regime di tutela resteranno con il proprio fornitore pagando una tariffa PLACET già esistente, il cui prezzo della componente energia sarà legato alla variazione del Prezzo Unico Nazionale (PUN). Durante questo periodo di transizione, le aziende potranno naturalmente scegliere il fornitore a loro più conveniente.

A partire dal 1° luglio 2021, tutte le imprese passeranno al regime di mercato libero venendo assegnate a fornitori scelti con concorso nazionale per 3 anni con una tariffa legata alle offerte PLACET, il cui prezzo della componente energia sarà ugualmente collegato all'andamento del PUN.


giovedì 11 marzo 2021

Richiesta contatto: privacy e multinazionali tech

Buongiorno,

Sono Alessia di Papernest, 

Spero di non disturbarla se mi permetto di scrivervi in merito ad un articolo da noi redatto che fornisce una panoramica sui dati raccolti e conservati da 6 delle maggiori aziende big tech sul mercato stando a quanto scritto nero su bianco nelle loro politiche sulla privacy. 

 

In particolare, avendo notato come sul vostro sito abbiate già affrontato tematiche simili e vista l'attualità dell'argomento di cui si parla sempre di più, ho pensato potesse interessare i vostri lettori ciò che abbiamo scritto. L'articolo contiene diverse infografiche per illustrare la tematica e ve ne ho allegato la prima perché possiate valutarne la qualità.

 

Ci interessa svolgere della sana informazione e diffondere presso le fonti che riteniamo autorevoli degli articoli e delle notizie rilevanti per i lettori. Avendo elaborato un'infografica semplice e chiara, ci proponiamo quindi di incuriosire e accattivare i lettori. 

 

Questa email è indirizzata alla redazione del vostro sito web, e qualora avessi scritto ad un indirizzo sbagliato, vi pregherei gentilmente di inoltrarla a chi di dovere se possibile, perdonate l'eventuale errore.

 

Nella convinzione quindi che questo articolo possa interessare i vostri lettori, vi propongo di pubblicarlo sul vostro sito. Comprendo che le esigenze editoriali di ogni redazione siano diverse, perciò sentitevi tranquillamente liberi di copiare e incollare l'articolo qui sotto adattandolo come ritenete più opportuno per voi. Se vi è piaciuta l'immagine inviatavi, vi invito a copiare e incollare anche le immagini dell'infografica dall'articolo oppure, se preferite, ve le posso inviare tranquillamente come allegato in una seconda email se preferite. Vi chiedo solo l'accortezza di specificare la nostra fonte: https://internet-casa.com/privacy-dati-big-tech/

 

In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio e vi auguro una splendida giornata.

Cordialmente,

Alessia De Angelis

Responsabile comunicazione e marketing 



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INIZIO ARTICOLO

Vi siete mai chiesti che cosa sanno su di noi le grandi multinazionali della tecnologia che dominano il mercato globale? Scoprite con la nostra infografica tutti i dati che le cosiddette big tech ammettono di sapere su di noi scritto nero su bianco nelle loro politiche di privacy. 

Le big tech e i nostri dati

In un mondo odierno sempre più tecnologico, sempre più interconnesso, sempre più digitalizzato. La stragrande maggioranza delle persone è online e una fetta considerevole della nostra vita ormai è sempre più legata al digitale. Le cosiddette big tech, ovvero quello grandi aziende multinazionali che dominano il mercato della tecnologia, diventano l'interfaccia obbligato con cui interagiamo ogni giorno.

Nell'utilizzare i tanti servizi e le tante offerte internet digitali infatti dobbiamo inevitabilmente fornire tutta una serie di nostri dati  personali che, nelle mani sbagliate, possono avere ripercussioni. Grazie ad uno studio di Papernest scopriamo quali dati precisamente 6 delle maggiori aziende del settore (Google, Amazon, Twitter, Facebook, Apple, e Microsoft) raccolgono e conservano per capire ciò che sanno di noi.

Innanzitutto notiamo che le 6 grandi big tech che andremo ad analizzare per vedere quali dati immagazzinano su noi utenti. Classificheremo dunque le tipologie di dati prese in considerazione.

Le sei grandi aziende tecnologiche che analizzeremo sono in ordine: Google, Amazon, Twitter, Facebook, Apple e Microsoft. Queste 6 imprese big tech sono state scelte nel rapporto per la loro enorme quota di mercato e per l'influenza che esercitano nei rispettivi campi e perché costituiscono dei giganti del mercato digitale mondiale.

Che dati diamo inconsapevolmente alle big tech?

Salvo Twitter, tutte le altre aziende raccolgono i nostri nome e cognome e tutte registrano il nostro n° di telefono quando lo forniamo, mentre il nostro sesso e il nostro compleanno sono di interesse per Google, Facebook e Microsoft.

Altre tre tipologie di dati sono raccolte all'unanimità: email, posizione e indirizzo IP. Il nostro indirizzo fisico viene invece raccolto da Facebook (immesso solitamente nella creazione del profilo), Apple e Microsoft.

Un dato particolarmente sensibile che viene raccolto da tutte le aziende big tech eccetto Google (salvo se si utilizza Google play) è la carta di credito che viene registrata e memorizzata.

Google ugualmente non raccoglie le nostre chat e messaggi a differenza di tutti gli altri attori di mercato. Tuttavia mantiene un elenco dei siti visitati per meglio tracciare il nostro profilo monitorando la nostra ricerca come Amazon e Microsoft. Per lo stesso scopo, Google, Amazon, Facebook e Microsoft immagazzinano la nostra cronologia di ricerca. Al fine di classificarci meglio creando un profilo per ognuno di noi proponendoci annunci e ricerche personalizzate.

Tutte le aziende analizzate mantengono nota delle foto caricate sulle proprie piattaforme così come di quali dispositivi usi, delle cui caratteristiche e informazioni prendono nota. Tramite Android, Google memorizza i documenti che andiamo a caricare su Drive. Così come Microsoft ricorda i documenti posti sul drive. Ben 4 delle 6 big tech (tutte salvo Twitter ed Apple) tengono conto delle pubblicità online su cui fai clic per renderle sempre più completi gli annunci.

Che conclusioni trarne?

Come emerge dall infografica proposta, queste sei grandi aziende della tecnologia fanno largo uso dei nostri dati. Su cui basano i loro strumenti di competizione e mercato e che spesso i consumatori ne sono inconsapevoli.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> FINE ARTICOLO




Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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