domenica 13 aprile 2008

Domani, lunedì, messa per Chiara Lubich

Piazza Armerina. Domani alle 18,30 nella chiesa di Sant’Antonio messa in onore di Chiara Lubich, la fondatrice dei Focolarini che un mese addietro si è spenta all’età di 88 anni. A celebrare l’eucaristia sarà il vescovo di Piazza Armerina Michele Pennisi “Ho conosciuto Chiara negli anni in cui era a Roma – ha detto Pennisi – una donna straordinaria che ha avuto un ruolo fondamentale proprio nel periodo in cui il ruolo della donna nella chiesa non era di primo piano. Lei invece – continua Pennisi – è riuscita ad affermarsi progressivamente come una donna carismatica ed ha assunto un ruolo importantissimo fondando un movimento che oggi ha seguaci in tutto il mondo. Un movimento ed una spiritualità – continua Pennisi – caratterizzata da ciò che ci unisce piuttosto che da quello che ci divide. Il suo carisma ed il suo messaggio – continua il vescovo – hanno attirato tantissime persone, in particolare giovani, in tutto il mondo. Inoltre, grazie al suo messaggio di unità, ha coinvolto anche tantissime persone lontane dalla fede. Nelle scorse settimane – ha detto Pennisi – mi trovavo a Roma per un incontro di alcuni vescovi vicini al movimento dei focolari. In quell’occasione – ha concluso Pennisi – mi hanno riferito che Chiara ha detto di pregare per il vescovo della diocesi quando ha saputo dei fatti di Gela”. In occasione del trigesimo arriva anche il messaggio di Silvano Pintus, uno degli rappresentanti del movimento nell’ennese. “Chiara – dice Pintus – è stata una donna tutta donata a Dio che ha illuminato del suo carisma il secolo scorso. Ella lascia alla sua famiglia spirituale, i focolari sparsi in tutto il mondo ed alla Chiesa da lui indicata come “casa e scuola della comunione il messaggio dell’unità per il tempo avvenire”. Oltre ai Focolarini parteciperanno al ricordo della Lubich tutti i movimenti e le associazioni cona le quali dalla Pentecoste del 1998 è stato intrapreso un fruttuoso commino di fraterna comunione nello spirito di unità e fraternità.

Agostino Sella