domenica 8 agosto 2004

A Brolo: “Indietro nel tempo per conoscere Mario Sturzo”. Premiato il vescovo Michele Pennisi

Comunicato Stampa
Brolo –
Al castello dei Principi Lancia, lunedì 8 agosto, alle ore 21:00, Medievalia in collaborazione con l’Associazione culturale “L’Elefantino” organizza:
“Indietro nel tempo per conoscere Mario Sturzo”.
Mons. Mario Sturzo(1861 – 1941) fu vescovo di Piazza Armerina (1903-1941). Quest’anno ricorre il 150° dalla nascita e il 70° dalla morte del vescovo fratello maggiore di don Luigi Sturzo.


L’originale incontro culturale comprende: proiezioni d’immagini e filmati a tema. A inizio di serata sara presentato dal prof. Angelo Consolo il volume, patrocinato dalla Provincia di Catania, dedicato a mons.Santo Bellia,
L'uomo che superò i confini della politica -intervista immaginaria a don Luigi Sturzo.
Nel corso dell’evento un riconoscimento sarà dato a personalità che agiscono concretamente nella pastorale, nel progresso dell’umanità e nella ricerca storica.
Saranno premiati:
-Prof. Piero Airaghi (storico dell'arte)
- Sac. Pasquale Buscemi (teologo moralista)
-Mons.Michele Pennisi (vescovo di Piazza Armerina)
-Dott.ssa Maria Vitale (cronista televisiva)
-On.Giuseppe Laccoto (deputato alla Regione) .

Per ulteriori notizie cfr.
www.lelefantino.altervista.org ;
www.sizilien-in-der-hu.de
e-mail elefantino_ms@libero.it
tel.3479093750

MARIO STURZO







             

Mons. Mario Sturzo  (1861-1941) di cui quest’anno ricorre il 150° della nascita e il 70° della morte e che  fu vescovo di Piazza Armerina dal 1903 al 1941,  è stato una figura poliedrica di  vescovo, filosofo, poeta, maestro di spiritualità, uomo di profonda cultura , radicato nella tradizione ecclesiale ma anche aperto al dialogo con la società contemporanea.

A partire dagli anni Venti cercò di favorire un rinnovamento della filosofia cristiana,ma dopo un ‘ammonizione da parte della Congregazione del S. Ufficio, cessò di occuparsi di filosofia e si dedicò a studi di ascetica, mistica,psicologia religiosa e  ad una intensa attività pastorale di cui ci offrono una testimonianza le  numerose  lettere pastorali  in cui tratta vari temi fra cui l’educazione, la conversione, la conoscenza di Dio, la vita in Dio, la preghiera.

 Un tratto tipico della spiritualità di Mario Sturzo , che fu una spiritualità dell’azione ,  fu la sua ansia per la conversione delle anime, che si tradusse in un attivismo apostolico animato dalla carità pastorale. Egli concepì  il suo ministero come esercizio di un compito di educazione alla santità.



      I fratelli Mario e Luigi Sturzo si scambiarono moltissime lettere che si incrementeranno, allorquando Luigi in esilio a Londra e Mario vescovo di Piazza Armerina, tra il 1924 e il 1940, si terranno in corrispondenza disputando su interessanti questioni di teologia, di spiritualità e di filosofia.[1]       Da queste lettere emerge, pur nella differenza delle loro personalità e delle loro storie personali , la loro profonda spiritualità  ,   la  comune ansia di santità , la grande apertura intellettuale e la carità pastorale che li portò ad approfondire la rilevanza culturale e sociale della fede vissuta all’interno della Chiesa.

       Mario  più grande del fratello  Luigi di dieci anni ebbe un influsso particolare nella maturazione della vocazione sacerdotale  e sulla formazione intellettuale e spirituale del fratello minore, di cui durante il periodo seminaristico a Caltagirone fu  professore, rettore del Seminario nell’anno scolastico 1890-91 e Direttore degli Studi.

         Fu Mario a tenere il panegirico per l’ordinazione presbiterale di Luigi il 19 maggio 1894 sottolineando la missione pastorale del prete soprattutto nei confronti dei giovani indicandogli come modello san Filippo Neri.  Mario  suggerì al fratello di andare a completare gli studi teologici a Roma  e lo avviò all’impegno nell’Azione cattolica , essendo egli stato primo presidente del locale circolo della Gioventù Cattolica intitolato a San Tommaso d’Acquino  .  Mario  inoltre collaborò con il fratello minore scrivendo  bozzetti e romanzi a puntate di ispirazione democratico cristiana sul periodico “La Croce di Costantino”  fondato e diretto da Luigi.

I due fratelli ritennero che il compito più importante della loro prima attività pastorale fosse quello di insi­stere sulla formazione spirituale, culturale e pastorale del clero e sull'educazione religiosa e civile del popolo incoraggiando i laici ad impegnarsi nell’Azione Cattolica. 

Mons. Mario Sturzo per la formazione permanente del clero fondò nella  diocesi di Piazza Armerina la Congregazione sacerdotale degli Oblati di Maria, sull'esempio di quella voluta da S. Carlo Borromeo,  per la quale stese le costituzioni e della quale organizzò la vita comune  guidando personalmente  nella formazione spirituale i suoi membri. I sacerdoti diocesani che aderivano alla congregazione si legavano al vescovo con il voto di obbedienza. 

            Ad ambedue  i fratelli fu chiesta in varie circostanze un’obbedienza  non facile, che accettarono nell’adesione alla volontà di Dio  con una  fede  profonda e  una libertà tutta interiore, che restituì loro l’ impulso ad affrontare nuove situazioni di vita. Mario quanto fu obbligato a ritrattare le sue opinioni in campo filosofico  e a cessare le pubblicazioni della “Rivista di autoformazione” da lui fondata accantonò ogni interesse filosofico per dedicarsi interamente alla cura d’anime dove ritrovò tutto sé stesso.  

        



          

                                                     

                                                 





                  

                           



[1] LUIGI e MARIO STURZO, Carteggio, voll, I-IV, Ed. Storia e Letteratura, Roma 1985; e Vol. V, Appendice, Rubettino Soveria Mannelli 2006.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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