mercoledì 18 gennaio 2012

Al Chiello calci e pugni ai sanitari che cercano di medicarlo

TITOLO: “accusa un malore, viene trasferito al pronto soccorso con ambulanza; giunto lì, và in escandescenza, e pretende di superare altri pazienti, colpendo con pugni e calci i sanitari, e danneggiando le attrezzature mediche; piazzese bloccato dai poliziotti, e denunciato”



Nella serata scorsa, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina - diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti – hanno denunciato un piazzese, L. M. F., classe 1968, indagato, in stato di libertà, per i reati di cui agli artt. 81 c.p., 336 c.p., 337 c.p., 635 c.p., poiché pervenuto presso il Pronto Soccorso del presidio ospedaliero “Chiello”, dapprima - sulla scorta di un preteso diritto di precedenza - aggrediva fisicamente due infermieri, colpendo uno di essi al viso con un pugno, e, allo scopo di sottrarsi alle cure che i sanitari si apprestavano a somministrargli, si alzava dalla barella e, nel tentativo di lasciare la sala medica, tirava la maniglia della porta con una tal virulenza che questa si staccava, nonché danneggiando alcune attrezzature mediche.

In particolare, nella serata in argomento, al numero “113”, giungeva una concitata richiesta di intervento immediato, da parte del de Pronto Soccorso dell’ospedale armerino, che segnalava che ivi si trovava un soggetto, che – dando in escandescenza - aveva aggredito violentemente personale medico e paramedico, creando anche danni alle cose. Il soggetto in argomento non accennava a calmarsi, nonostante i tentativi di ricondurlo alla calma. I poliziotti armerini, pertanto, si recavano prontamente sul posto, trovando l’odierno indagato all’esterno del presidio, provvedendo, immediatamente, a bloccarlo. Gli agenti accertavano, altresì, che il L. M. F. - pervenuto al presidio a mezzo di ambulanza del 118 per asserito malore- collocato in una delle sale mediche per la successiva visita, dava in escandescenze. Il predetto, avanzando un preteso diritto di precedenza rispetto ad altri pazienti, aggredendo fisicamente alcuni sanitari, colpendoli con calci e pugni, riusceva ad attingere al volto, con un pugno, uno di essi. Gli investigatori armerini, inoltre appuravano che la condotta di violenza e minaccia dell’odierno indagato era ulteriormente degenerata, allorché egli, divincolandosi e aggredendo fisicamente un infermiere che tentava di somministrargli le cure, si alzava dalla barella e raggiungeva la porta della sala, cercando di aprirla nel tentativo, di aggredire altri sanitari allontanatisi. La condotta dell’odierno indagato era così virulenta che la maniglia della porta, tirata con forza, gli restava nelle mani, e continuando nell’opera violenta, danneggiava alcune attrezzature mediche. Uscito dalla sala medica, il predetto tirava calci e pugni alla porta che accede al pronto soccorso, pretendendo di rientrarvi, e veniva allontanato e bloccato, a cagione della virulenza, dai poliziotti operanti intervenuti.

Le positive risultanze sui fatti sopra descritti, raccolte dagli investigatori armerini, venivano rassegnate alla procura della repubblica presso il Tribunale di Enna, deferendo l’uomo, per i reati di cui agli artt. 81 c.p., 336 c.p., 337 c.p., 635 c.p., ovvero, resistenza e violenza a PP.UU., e danneggiamento aggravato di cose destinate ad una pubblica funzione.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


___________


"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

TUTTI GLI ARTICOLI