martedì 15 gennaio 2008

Che bella sinistra!!! A Enna l'Ato in Campania Bassolino. Ed i cittadini pagano!!!

Rifiuti, sinonimo di affari e n’drangheta. Almeno così è in Campania. Ad Enna la n’drangeta non c’entra, la mafia, forse neanche, però possiamo dire, senza passare per dissennati, che nell’ennese “rifiuti” sono sinonimo di “casta politica”, sprechi e clientela. Da qualche anno, da quanto poi sono state inventate le Ato, ossia le società territoriali che gestiscono i rifiuti, il rapporto tra rifiuti e politica, intesa non come servizio ma come gestione del potere per fini personali, è diventato molto più stretto. Insomma da quanto la politica è entrata in maniera preponderante nella gestione dei rifiuti sono aumentati gli sprechi. Adesso ci spieghiamo meglio. Fino a qualche anno addietro, erano i comuni a gestire la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Davano in appalto il servizio a ditte private e pagavano ogni anno il conto. Magari qualche politico tirava la giacca all’impresa di turno, però non vedevamo strade sommerse dai rifiuti, come spesso avviene adesso. Poi la politica ha inventato le Ato. Niente più ditte, ma una grande società pubblico-privato che gestisce i rifiuti. Ecco i risultati. Pessimi per i cittadini: bollette raddoppiate, servizio carente, strade sporche. Ottimi per la politica: creazione di posti di sottogoverno e di lavoro, pagati con i soldi delle bollette raddoppiante cittadini. Alcune cifre: Ad Enna tra Ato e Sicilia Ambiente, una società parallela all’Ato, lavorano ben 552 dipendenti. Significa che per smaltire i rifiuti in provincia di Enna occorre in media 1 persona ogni 320 cittadini. Insomma… non poco. Peraltro, ai vertici dell’Ato, fino a qualche settimana addietro c’erano i nostri amati deputati, nazionali e regionali Crisafulli, Tumino, Grimaldi e compagnia bella. Dopo aver amministrato peggio di un condominio l’ente hanno lasciato il testimone ai sindaci che se la devono vedere con un debito già contratto di oltre 60 milioni di euro (pari a circa 116 miliardi di vecchie lire). Pare che entro la fine del 2008 si dovrebbe arrivare a 80 milioni di euro. Debiti che sono sulla pelle dei circa 180 mila abitanti della provincia ennese, che a fine anno si ritroveranno ad avere circa 450 euro a testa di debito per la spazzatura. Debiti contratti, però, non tanto e non solo per il costo del servizio che occorre svolgere per tenere pulite le strade ma piuttosto dalla necessità di garantire i livelli occupazionali. E i livelli occupazionali di chi?!? Ma dei partiti, di centro destra e di centro sinistra, che hanno messo negli uffici i loro “amici più fedeli” con lauti stipendi e rimborsi. Qualche mese addietro in un convegno organizzato da un partito è emerso che dibattito è emerso chiaramente che l'organico dell'ATO è sovradimensionato, ed è venuto fuori altrettanto chiaramente che le assunzioni sono state fatte senza alcun criterio di evidenza pubblica ma solo ed esclusivamente in base a bieche logiche clientelari. Niente concorsi pubblici, ma solo chiamate dirette. Tutto alla faccia dei cittadini poveretti che pagano le bollette. Ma insomma ci rendiamo conto! Ma miei cari politici alzate le testa e volate alti!!! Se si guardano con attenzione i dipendenti della grosso carrozzone si vede come quasi tutti siano riconducibili, per legami di parentela, di partito o di altro tipo, ad esponenti politici, in particolare dell’amministrazione provinciale. Così questa provincia non va avanti. Sarà un provincia con l’università, ma che avrà poco a vedere con la dignità politica. Poi ci sarebbe tanto da dire sul versante della qualità della raccolta, in cui i dati per fortuna non sono quelli della Campania. La produzione di rifiuti ad Enna nel 2006 ha registrato un incremento pari allo 0,1 %, passando dalle 13.937 tonnellate del 2005 alle 13.948 tonnellate del 2006. Nel 2006 sono state raccolte in modo differenziato 1.208 tonnellate, pari all’8%. Certamente si potrebbe fare di più. La produzione media nazionale di rifiuti è di 1,5 kg/giorno/ab. Ad Enna è di 1,35 kg per abitante pari a circa 494,6 chilogrammi abitante all’anno; 1,35 chilogrammi abitante al giorno. Per raggiungere gli obiettivi di legge sarebbe necessario aumentare la raccolta differenziata a 0,5 kg/ab/giorno. Ogni famiglia di 4 persone dovrebbe raccogliere separatamente circa 2 chili di rifiuti al giorno. Ci si può riuscire anche con qualche “raccomandato” in meno che negli uffici dell’Ato con i soldi dei cittadini sbriga le faccende del suo politico di riferimento.
Agostino Sella

lunedì 14 gennaio 2008

Ancora su Libertà di coscienza e libertà di mandato.

Di Alessia Di Giorgio. Ringrazio il consigliere Paternicò per la replica alle mie riflessioni sul rapporto fra la libertà di mandato e la libertà di coscienza, in quanto mi offre l’occasione per ritornare su un così delicato problema e, al tempo stesso, promuove un dialogo che spero possa avere l’effetto di iniziare un dibattito civile e costruttivo.
In questa esigenza io credo risieda l’essenza stessa della democrazia: nel confronto libero e rispettoso delle opinioni, e nella crescita umana, sociale e culturale che inevitabilmente ne consegue.
Mi auguro, anzi, che anche gli altri consiglieri comunali chiamati in causa possano aderire a questa discussione, che in tal caso sarebbe sicuramente ricca di altri fruttuosi sviluppi.
Esaurita questa doverosa premessa, però, non posso non rilevare senza rammarico che la reazione del Consigliere Paternicò è stata sin troppo risentita, manifestando un’acredine personale che non pensavo lui covasse nei miei confronti e della mia famiglia.
Io e la mia famiglia, invece, continueremo a rispettarlo profondamente sul piano umano e a tutelarlo in ogni sede, ove possibile, quali che siano le sue scelte professionali e politiche.

Entrando nel merito delle accuse lanciatemi, e rivolgendomi direttamente al Consigliere Paternicò, ritengo che neanche questa volta egli sia riuscito a chiarire né le ragioni dell’ennesima fuoriuscita da un partito, né, soprattutto, le motivazioni dell’appoggio ad un Sindaco che non era quello che aveva sostenuto nel 2004.


Non ha senso, a mio modesto parere, dire alla scrivente di essere disposto a spiegare le ragioni del dissenso dall’UDEUR “previo appuntamento” e cioè privatamente, e non farlo, invece, pubblicamente, affinchè l’opinione pubblica sappia e possa giudicare.
Ma c’è un’altra circostanza che mi ha colpito.


In un singolare passaggio delle sue riflessioni lei, caro sig. Paternicò, ha affermato che se oggi è consigliere comunale “…debbo dire grazie ai miei concittadini che mi hanno votato…..”.
Un’affermazione del genere pone un rilevante problema di fondo: crede davvero di essere divenuto consigliere comunale solo grazie alle preferenze individuali?
Piuttosto, non crede che in realtà a fare scattare il suo seggio abbiano contribuito anche altri elettori che avevano suffragato la stessa lista, votando per altri candidati o addirittura solo per il partito UDEUR?
In altri termini, anche ammesso che tutti i cittadini che l’hanno votata siano d’accordo con lei, come si pone in relazione agli altri elettori dell’UDEUR i quali, facendo ancora parte della coalizione di centrosinistra, avrebbero voluto la sfiducia al Sindaco Prestifilippo?
Per queste ragioni era nata la mia riflessione, come chiunque può constatare leggendo il mio intervento sui siti web, e non certo per stigmatizzare la sua persona ovvero per lanciare inutili invettive contro le istituzioni.
Quanto poi alla mia critica sul fatto di non avere constatato, durante questi 13 anni della sua attività politica, un atto amministrativo che possa aver risolto i problemi della città, nella sua replica lei stesso ha confermato implicitamente la veridicità delle mie convinzioni.


Ed infatti, nell’esibire il suo curriculum, ha affermato di essere stato eletto per due volte al civico consesso, di esserne divenuto vicepresidente, di avere composto numerose commissioni consiliari, ma non ha indicato, nemmeno questa volta, un solo provvedimento concreto che abbia risolto uno dei tanti problemi del Paese.


Per tale ragione vorrei oggi chiederle: cosa ha fatto lei per la comunità piazzese quando è stata vessata con delle tariffe dei rifiuti illegittime ed esose, che hanno messo in ginocchio i bilanci familiari di pensionati ed operai?


Ma ancora, visto che lei è in carica dal 1999, e considerato inoltre che fa parte di un sindacato che tutela i lavoratori, cosa ha fatto di concreto per promuovere in favore dei dipendenti comunali turnisti le 35 ore settimanali in luogo delle attuali 36 ore, un diritto riconosciuto proprio fin dal mese di Aprile del 1999?


Questi sono solo alcuni (e nemmeno i più gravi) dei tanti motivi che mi spingono a ritenere la sua esperienza politica priva di ogni incisività, tanto che se lei non si fosse mai seduto su quelle poltrone che ha menzionato nessuno, e sottolineo nessuno, si sarebbe accorto della sua assenza.
Invece la sottoscritta, ed i membri dell’Associazione Notarbartolo, hanno già agito in difesa di quelle istituzioni e di quei diritti che qualche rappresentante della comunità armerina omette costantemente di tutelare.


Se la mozione di sfiducia fosse passata, caro consigliere Paternicò, contrariamente a quanto lei crede, si sarebbe aperta una nuova fase amministrativa, grazie alla quale la nostra comunità avrebbe potuto recitare un ruolo da protagonista nella dinamiche politiche regionali.
Ma sappia, e non so se ciò la potrà consolare, che i rappresentanti di questa associazione hanno tante volte anticipato eventi e attività poi concretamente verificatesi, e non certo perché in possesso di doti divinatorie, quanto piuttosto per un attenta valutazione delle esigenze e dei bisogni dell’opinione pubblica armerina.
Per questa ragione, da un lato la voglio rassicurare, essendo pronta sin da adesso a scommettere qualsiasi cifra sul fatto che, nel Giugno del 2009, lei siederà nuovamente sugli scranni di Palazzo di Città.
Ma sono altrettanto sicura di un’altra circostanza, che avrà rilevanza ben più grande della sua elezione, e che non credo le farà un grande piacere: nel mese di Maggio del 2009 la Giunta Prestifilippo sarà spazzata via dagli elettori, alla stessa stregua delle palme frantumate dagli uragani che si abbattono sulla Florida.


Questo fatto costituirà, in re ipsa, un notevole miglioramento per la vita dei cittadini.


Infine mi permetto di cogliere l’occasione per rivolgerle un invito: credo lei sappia che l’Associazione cui mi onoro di appartenere ha indirizzato, in data 02/01/2008, mediante deposito protocollare, una proposta al Sindaco con la quale ha chiesto il riconoscimento delle 35 ore in favore dei dipendenti comunali turnisti, nonché il pagamento di tutte le ore di straordinario pregresso non retribuito.


Non sarebbe male se anche lei chiedesse al Sindaco Prestifilippo, che con il suo voto ha salvato dalla sfiducia e con il quale ha sottoscritto un programma di fine (in tutti i sensi!) mandato, di riconoscere un diritto sacrosanto a questi lavoratori.


Se lo facesse, avrebbe finalmente compiuto un atto concreto per ripristinare la legalità tante volte violata in questi anni dalla Giunta in carica.
Questa è la politica che vogliamo, questa è la Piazza Armerina che continuiamo a sognare.




Alessia Di Giorgio
Associazione “Emanuele e Leopoldo Notarbartolo”

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


___________


"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

TUTTI GLI ARTICOLI