giovedì 6 agosto 2009

Ieri, altro suggestivo momento di Teatri di Pietra.

Ieri sera , mercoledì 5 agosto, grande e suggestivo spettacolo di danza contemporanea di altissimo livello per il quarto appuntamento della rassegna Teatri di Pietra presso la ex chiesa di S. Ippolito.
La compagnia Zappalà danza di Catania, da vent'anni una delle più interessanti realtà italiane nel settore della danza contemporanea ha lascito a bocca aperta il pubblico, che gli ha corrisposto, alla fine, un lunghissimo applauso richiamando i ballerini più volte sul palco.

Lo spettacolo è stato diviso in due tempi.

Nel primo Adriano Coletta, bravissimo primo ballerino, e Daniela Bendini hanno interpretato con i loro corpi la storia di Romeo e Giulietta su musiche di Sergei Prokofief.

Nel secondo, intitolato Instrument 1, un lunghissimo assolo di marranzano durato più di mezz'ora ed eseguito da Puccio Castogiovanni dei Lautari, ha fatto da accompagnamento musicale della performance di sei balleri di estrazione internazionale: ancora il bravo Coletta, poi Alain El Sakhawi, Fernando Roldan Ferrer, Fabien Pinot, Antoine Roux-Briffaud e Alessandro Vacca.
La musica di marranzano utilizzata si è spinta fino alla sperimentazione più avanzata, mentre i ballerini interpretavano alcuni caratteri salienti della sicilianità, utilizzando anche gesti di uso quotidiano.

La chiesa di S. Ippolito con il suo tetto di stelle, vera grande scoperta di questa estate piazzese 2009, ha fatto da splendida cornice allo spettacolo.

Giorno 7 , sabato, penultimo appuntamento per questa edizione di Teatri di Pietra con ARSURA D'AMURI, I poeti siciliani, i versi, i canti,antiche e nuove storiedi Carlo MURATORI, canto, chitarre e voce recitantecon Maria Teresa ARTURIA, fisarmonica e Francesco BAZZANO, percussioni
Tra le poesie utilizzate, quelle di Ignazio Buttitta, sicuramente il più noto tra i contemporanei che hanno scritto in siciliano e il più apprezzato, non soltanto nella sua terra.
Non è un caso infatti che nel 1972 gli sia stato assegnato il Premio Viareggio per il volume "Io faccio il poeta".
Tra i temi più ricorrenti dei suoi versi, quelli delle lotte contadine e della conservazione della propria cultura.
Una delle sue liriche più famose è "Lingua e dialetto", dove implora i siciliani affinché conservino la propria lingua. Molto significativi sono già i primi versi: Un populu / mittìtilu a catina / spugghiàtilu /attuppàtici a vucca, / è ancora riccu.Si parla dei "dolori vecchi e nuovi della Sicilia, rinnovando i modi della lirica dialettale, con la convinzione che il poeta deve essere partecipe della lotta di tutti gli uomini per affrancarsi soprattutto della miseria". Proponiamo uno spettacolo musicale, condotto magistralmente dalla carica interpretativa di Carlo Muratori, voce e chitarra, che preveda l’esecuzione delle storie più famose scritte da Buttitta per i cantastorie dell’epoca (Il lamento ppi la morti di Turiddu Carnivali, Lu trenu du suli), alcune fra le canzoni più celebri eseguite da Rosa Balistreri, Otello Profazio, Nonò Salomone … (la Sicilia havi un patruni, Li pirati a Palermu, Amuri e dinaru…) intervallate dalla recitazione di alcune poesie.In contemporanea, sempre il 7 agosto, venerdì, per il teatro classico presso il l'atrio Biblioteca la commedia di Luigi Pirandello "L'Uomo la bestia e la virtù", organizzato dalla compagnia teatrale Aquarius.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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