lunedì 10 gennaio 2011

Un prete polacco protagonista a Piazza Armerina

Piazza Armerina.Un prete polacco diventa il punto di riferimento della comunità del quartiere Monte. E’ quello che avviene nella città dei mosaici con don Miroslaw Janiak, che dalla terra di Govanni Paolo II dopo una ventennale esperienza pastorale acquisita in Polonia, nella Repubblica Ceca, in Russia, in Irlanda del Nord ed in altre zone di Italia sta arricchendo di giorno in giorno la Comunità piazzese, con profonde catechesi rivolte a tutte le realtà pastorali ma in modo speciale alle famiglie che accorrono nemerose ai suoi incontri formativi nella parrocchia del SS. Crocifisso. Il prete polacco è diventato un punto di riferimento per molte famiglie della nostra città grazie alla sua esperienza internazionale ed alla specializzazione conseguita nell’Irlanda del Nord in “Psicoanalisi nel rapporto di coppia e guarigione delle ferite dell’infanzia”.

Dice don Miroslaw Janiak, conosciuto da tutti come don Mirco: “la famiglia è vera e propria “palestra” di vita in cui si cresce nel dialogo. Purtroppo sempre più questa istituzione come “pensiero di Dio”, suo progetto naturale, è insediata da ideologie maldestre che tendono a svuotarla di ruoli e di significati. Si assiste alla disgregazione della famiglia là dove si allarga il fossato della incomunicabilità, dell’insofferenza e la divaricazione dell’intesa educativa. I genitori vengono insidiati dalla cultura edonistica che spinge ad un falso ideale di libertà per arrivare alla rinuncia del sacrificio consumato per amore”. Durante quest’anno le catechesi avranno l’obiettivo di cogliere la bellezza, l’unicità, la grandezza della coppia e la gioia di dirsi la verità con amore e di volta in volta rendere il rapporto più libero e dinamico. Durante gli incontri ci saranno anche degli animatori per tutti i figli delle coppie partecipanti a tale cammino. “Mai come oggi – conclude Don Mirco - in un’epoca in cui altri valori, altri modelli stanno distruggendo l’unità della famiglia è necessario riscoprire nell’esempio della Santa Famiglia la sacralità di una istituzione che trova in Cristo l’unico Maestro, il legame profondo di ogni famiglia che si professa cristiana. È strano come in un tempo in cui si difendono con forza i diritti del fanciullo, i bambini spesso restano ai margini di una vita familiare convulsa, disordinata, dove non c’è tempo per loro. O peggio, in famiglie dilaniate da separazioni laceranti, diventano vittime  innocenti delle decisioni degli adulti”.
Agostino Sella

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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