domenica 8 gennaio 2012

Abbiamo battezzato Emmanuel, primo bambino battezzato figlio di profughi africani


Quello di Emmanuel, è il primo battesimo dei migrantiprovenienti da Lampedusa che avviene in Sicilia. Emmanuel,ospitato nella comunità piazzese gestita dall’associazione Don Bosco 2000, è nato a Palermo dove la mamma era stata trasferita inelicottero da Lampedusa dopo essere sbarcata con un barcone in pericolo divita.  A battezzare il neonato è stato ilvescovo della diocesi monsignor Michele Pennisi che durante l’omelia haricordato la strage dei cristiani che in questo periodo sta avvenendo in Nigeria per opera della setta integralista dei Boko Haram



“Oggi vogliamo ricordarele vittime degli attentati terroristici contro i cristiani in Nigeria e  esprimere la nostra solidarietà ai cristianiperseguitati in  Nigeria e in altri paesidel mondo.  I cristiani nigeriani – comeha detto il cardinale Anthony Okogie, arcivescovo di Lagos- non si piegherannodi fronte al diktat dei terroristi di Boko Haram, che non hanno il diritto difare certe affermazioni, dal momento che è stato Dio ad averci messi insieme inun’unica nazione, sotto un unico ombrello, in un’unica Nigeria. I cristianinigeriani amano Gesù Cristo, che ci ha insegnato a non rispondere alla violenzacon la violenza. Ci guida l’amore di Gesù Cristo, e se i kamikaze accettano diuccidersi per uno scopo sbagliato, noi cristiani siamo pronti a morire per unfine giusto”. A battezzare il piccolo Emmanuel sono stati il presidente dell’associazionedon Bosco 2000 Agostino Sella e la moglie Cinzia Vella che ha detto: “Per noioggi è un giorno molto importante. E’ un segno di come le culture del mondo possonoconvivere. La convivenza è l’integrazione sono cose difficili da realizzare. Ilbattesimo rappresenta l’accoglienza della vita. Quello di Emmanuel per noi haun doppio significato. Infatti significa anche accogliere un bambino africanoche proviene da una storia ed una cultura diversa dalla nostra nella società incui noi viviamo. Troppo spesso gli immigrati si sentono emarginati e noi questolo dobbiamo evitare”. Nella comunità dell’associazione Don Bosco 2000 sonopresenti altri 6 neonati figli di migranti provenienti dall’Africa, mentre due donneincinta aspettano di partorire.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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