martedì 13 marzo 2012

Piazza. Arrestato Alfonso Palermo. Violenza su moglie e figlio.


TITOLO: “Aveva maltrattato per anni la moglie ed i figli, arrivando, persino a picchiarli di fronte a parenti ed amici; inoltre, aveva tentato di indurre un giovane amico a rendere false dichiarazioni, al fine di calunniare un amico della coppia, che aveva aiutato la vittima: piazzese arrestato.”
Nella giornata di ieri, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina - diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti – hanno eseguito l’arresto di un PALERMO Alfonso, classe 1981, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. c/o il Tribunale di Enna, dott.ssa Bruno, su proposta del Sostituto Procuratore ,Dott. Francesco Rio, poiché gravemente indiziato dei reati previsti dagli artt. 572 – 612bis – 368 - ovvero - maltrattamenti in famiglia, stalking, consumati in pregiudizio della moglie - e di calunnia verso un amico della coppia, in quanto, pur sapendolo innocente, lo incolpava falsamente di grave minaccia aggravata, procurandosi anche un finto testimone.


In particolare, la giovane donna, si era rivolta agli agenti del Commissariato armerino, denunciando – temendo per la sua incolumità e quella dei figli minorenni – maltrattamenti e percosse ripetuti, ad opera del marito. L’uomo infatti, fin dall’inizio del matrimonio, aveva messo in atto atteggiamenti aggressivi, sfociati con quasi quotidiani maltrattamenti, continuati persino durante le sue gravidanze, consistiti in percosse violente e minacce, anche ai danni dei figli della coppia.

In un’occasione, recente, per futili motivi, il PALERMO tentava di colpire la moglie con una porta sganciandola dalla naturale sede, provocando uno stato di terrore alla donna ed ai bambini che, loro malgrado, assistevano all’episodio.

Inoltre, il PALERMO non si sarebbe limitato ad usare violenza solo nei confronti della denunciante, ma spesso avrebbe riversato la sua aggressività sui bambini, percuotendoli in modo selvaggio, infastidito dai loro normali comportamenti vivaci. Infatti, in un’occasione scatenava l’ira improvvisa del PALERMO, che come una furia si scagliava contro il figlio prendendolo a calci e pugni, davanti anche a persone estranee alla famiglia, e solamente grazie all’intervento di alcuni presenti, con non poca fatica, si riusciva a bloccare l’uomo, e si riusciva ad evitare che lo stesso provocasse lesioni gravi al bambino.

Proprio in tali occasioni, la moglie si era resa conto dell’assoluta incapacità del marito di controllare la sua ira, prendendo la sofferta decisione di separarsene.

Ma proprio a partire dalla loro separazione, il PALERMO iniziava a compiere atti persecutori nei confronti della moglie, appostandosi e seguendola in ogni suo spostamento, ingenerando nella donna uno stato di ansia e timore, e portando la denunciante ad aver paura di uscire di casa. La denunciante riferiva ancora, che da qualche tempo lo stesso PALERMO poneva in essere anche ripetute molestie telefoniche.

Inoltre, non pago delle ritorsioni messe in atto nei confronti della donna, il PALERMO, di recente, denunciava, a sua volta, inesistenti minacce da lui sofferte da parte di un amico della coppia, indicando un proprio parente come persona che avrebbe assistito alle minacce rivoltegli. Convocato tempestivamente il testimone, al fine di verificare quanto raccontato dall’odierno indagato, lo stesso sin dalle prime battute appariva impreciso e spaventato tanto che, ben presto, si determinava a dire la verità, cioè ad ammettere di non aver mai assistito a nessuna minaccia posta in essere nei confronti del PALERMO.

Visti i gravi fatti di cui si era reso responsabile l’odierno indagato, suffragati da numerosi accertamenti, i poliziotti denunciavano l’uomo per i reati di maltrattamenti in famiglia – stalking - calunnia.

Le positive risultanze acquisite dai poliziotti armerini, venivano rassegnate alla Procura presso il Tribunale di Enna, che, valutata la fondatezza de fatti, proponeva il PALERMO per la misura cautelare della custodia cautelare in carcere. Proposta questa accolta dal G.I.P. che disponeva la misura anzidetta. Misura oggi eseguita dagli agenti armerini che, ultimati gli atti di rito, ponevano il PALERMO agli arresti domiciliari.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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