sabato 12 settembre 2015

Benito Rausa sull'adesione a Catania: manca chiarezza

La questione sui liberi consorzi, dopo un anno di svariate peripezie volge ad un bivio, è giunta l'ora delle decisioni irrevocabili avrebbe detto un mio carissimo amico. La questione rispetto ad un anno fa è cambiata, è cambiata nel senso che oggi aleggia ancora più confusione: lo scorso anno vi era la sola certezza che la normativa presentava diverse gravi lacune che non avrebbero permesso la sua reale attuazione, ciò nonostante è stato fatto,giustamente, un referendum. Vinse di gran lunga l'adesione al libero consorzio di Catania (nonostante non vi sia stata un grandissima affluenza e il referendum inoltre non prevedeva un quorum) da quel momento in poi nei cittadini piazzesi si è insinuata quella voglia di rivalsa nei confronti di una città, quella di Enna, vista come Mordor (per gli amanti del Signore degli Anelli) vista come una città morta, che ci ha nei decenni passati depredato di tutto ciò che arricchiva il territorio piazzese. Questa storiella è in parte vera ed in parte no, il perché è molto semplice, mediante elezioni provinciali e non solo abbiamo sempre legittimato personaggi che avrebbero fatto solo gli interessi della loro città di provenienza, in più noi piazzesi notoriamente non siamo mai uniti. Lo siamo solamente quando oramai è troppo tardi, bisogna recitare il “mea culpa” abbiamo scelto le persone sbagliate e ne paghiamo le conseguenze, ma torniamo alla questione liberi consorzi. Oggi la legge a riguardo è cambiata, in parte è stata recepita la legge statale Del Rio ed in parte è stata integrata con la legge regionale, tale operazione ha modificato la situazione: al momento non stiamo aderendo al libero consorzio di Catania bensì alla città metropolitana di Catania, questo comporterebbe diversi cambiamenti, quali? Positivi o negativi? Francamente mi viene difficile da comprendere, troppa disinformazione, troppa confusione. I sostenitori del consorzio ennese sostengono che aderendo alla città metropolitana di Catania, Piazza Armerina diverrebbe “uno dei tanti comuni del catanese” mentre restando con Enna potrebbe invece diventare protagonista di tale consorzio, il condizionale in questi casi è d'obbligo. E con la città di Catania invece? Pare che vi sia la possibilità di ottenere più risorse che permetterebbero alla nostra città uno maggiore sviluppo, ma anche qui il condizionale è d'obbligo. Quindi chi dice la verità? Chi sostiene Enna o chi sostiene Catania? Forse nessuno, forse entrambi, nella vita però ho capito che assai spesso la verità sta nel mezzo e raramente la si trova da una sola parte. Non voglio assolutamente influenzare nessuno, voglio solo far capire a chi oggi porta queste due verità di non giocare col futuro di una città, col futuro di intere generazioni, che sia Enna o che sia Catania bisogna scegliere assolutamente con raziocinio, senza scadere in inutili baruffe da tifosi. Sia Enna che Catania hanno i loro limiti: quelli di Enna li sappiamo benissimo, quelli di Catania un po' meno, vi assicuro però che il comune di Catania non naviga nell'oro ed Enzo Bianco non è cosi amato (un po' come Miroddi!), quindi di che parliamo? Parliamo del fatto che se non c'è un cambio di marcia a livello nazionale e regionale si potrebbe aderire anche al consorzio di Parigi per noi non cambierebbe nulla, ed ecco il Gattopardo siciliano che si palesa a noi, puntuale come la morte, tutto cambia affinché nulla cambi, che sia Enna, che sia Catania o che sia New York non importa, deve esserci in primis una reale volontà di cambiare altrimenti tutto si trasforma in chiacchiere da bar. Seguiranno aggiornamenti, ricordo che chiunque voglia può mandarmi le proprie ragioni per andare con Enna o con Catania, facciamo chiarezza, dato che attualmente manca.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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