mercoledì 14 gennaio 2009

Santo Stefano e San Filippo. Un prete due parrocchie.

Piazza Armerina. Due parrocchie diverse con un solo prete in comune. L’esperimento dell’accorpamento delle parrocchie è un fatto ormai assodato. L’ultimo unione è quelle delle parrocchie di San Filippo e Santo Stefano. Negli ultimi giorni, per celebrare il cammino comune ed il nuovo anno, le comunità parrocchiali delle due chiese si sono dati appuntamento nella vecchia commenda dei Cavalieri di Malta. A celebrare la messa, il parroco, Nino Rivoli, che ha voluto sottolineare l’importanza del nuovo cammino in comune. La messa, è stata celebrata in uno dei monumenti più antichi della città dei mosaici, la commenda dei Cavalieri di Malta risalente al 1200 dopo Cristo. “Siamo contenti di aver celebrato la messa insieme ai fedeli della parrocchia di San Filippo – dice Rosa Marino – dimostra come il nostro cammino va al di la dei singoli territori e che Cristo è l’unica cosa che ci lega tutti”. Entusiasta il parroco Nino Rivoli “La commenda è una bellissima chiesa dove è possibile leggere una parte della storia del cristianesimo piazzese che in questo monumento ha lasciato un grande segno. Ma – ha continuato Rivoli – la chiesa non rappresenta solo una architettura di pregevole fattura ma anche un simbolo ecclesiale importante”. Poi il parroco parla dell’esperienza delle due parrocchie. “Quella di Santo Stefano e di San Filippo non è una fusione – continua Nino Rivoli – ognuna di loro rimane parrocchia. Hanno in comune solo Gesù ed in questo caso il parroco. Non c’è l’unione ma la comunione”. Insomma una nuova esperienza che mira ad ottimizzare le risorse. La cosa positiva è anche quella che spesso si assiste a celebrazioni molto affollata piena di devozione come quella che si è tenuta alla Commenda con l’animazione del coro delle famiglie di Santo Stefano. Una esperienza simile di comunione parrocchiale è stata anche quella che si è realizzata nella chiesa del Carmine, appartenente alla parrocchia di San Filippo, animata dai fedeli della parrocchia del Casalotto.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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