venerdì 24 dicembre 2010

Corriere: I ragazzi dell'82 riuniti per l'ultimo saluto al grande ct Enzo Bearzot

I ragazzi dell'82 riuniti per l'ultimo saluto al grande ct Enzo Bearzot
i funerali nella parrocchia di Santa Maria al Paradiso, a Milano
MILANO - I ragazzi del Mondiale '82 hanno salutato per l'ultima volta il loro commissario tecnico Enzo Bearzot a Milano, deceduto martedì all'età di 83 anni. Alla cerimonia funebre, che si è tenuta nella parrocchia di Santa Maria al Paradiso nel quartiere Vigentino di Milano, era schierata quasi al completo la formazione che 28 anni fa vinse i mondiali di Spagna.
Presenti, oltre al presidente della figc Giancarlo Abete e a Cesare Maldini, Dino Zoff, Antonio Cabrini, Beppe Bergomi, Giampiero Marini, Fulvio Collovati, Franco Baresi, Gabriele Oriali, Marco Tardelli, Bruno Conti, Alessandro Altobelli e Paolo Rossi. Sono arrivati poi anche Giancarlo Antognoni e Francesco Graziani. I campioni del mondo, mischiati a tante persone, sono arrivati alla spicciolata, sotto la pioggia battente di Milano, per dare l'ultimo saluto all'allenatore che li ha condotti sul tetto del mondo in Spagna nel 1982. Il feretro ha fatto il suo ingresso in chiesa coperto da un cuscino di rose rosse. Fuori dalla chiesa diverse corone di fiori, tra cui quella del settore tecnico della Figc, quella dell'Associazione italiana calciatori e, soprattutto, quella bianca, rossa e verde della squadra campione a Madrid listata, con un tricolore con una scritta dorata: «I tuoi ragazzi dell'82». A campeggiare all'interno della basilica, il gonfalone bianco della federazione con lo scudetto tricolore e le quattro stelle dei quattro mondiali vinti dalla nazionale nella sua lunga storia.
CERIMONIA SEMPLICE - Alla cerimonia, nella piccola chiesa affollata anche da gente comune che ha voluto dare l'ultimo saluto al grande ct, erano presenti accanto alla signora Luisa e ai familiari di Bearzot anche il responsabile delle competizioni Uefa Giorgio Marchetti, l'ex collaboratore di Bearzot Brighenti, e ancora Casarin, Braida e alcuni giornalisti sportivi che hanno seguito la carriera del «Vecio». Berazot che verrà seppellito a Paderno D'Adda, il paese della moglie. Il parroco ha celebrato una funzione delicata e discreta, tenera come l'ex ct della Nazionale, conosciuto e molto amato dagli abitanti del quartiere. «È una celebrazione semplice - ha spiegato nell'omelia - familiare, come sarebbe piaciuta ad Enzo. Le celebrazioni le lasciamo alle colonne dei giornali - ha proseguito - qui ricordiamo l'uomo, il marito sposato per 63 anni, il padre, il maestro, l'amico». Questa zona di Milano, pur essendo centrale, ha scandito il parroco, «ha mantenuto una dinamica di quartiere, molti conoscevano Enzo, lo si incontrava al bar, alla messa». «Enzo - ha chiosato - nella sua semplicità ci ha ricordato che i successi non valgono più degli affetti, della propria famiglia e degli amici».
IL RICORDO DI BERGOMI E ROSSI - «Bearzot mi ha insegnato ad avere rispetto per gli avversari». Beppe Bergomi, 18enne ai Mondiali dell'82, ricorda come il suo commissario tecnico gli avesse ricordato ad avere sempre rispetto per gli avversari. «Ricordo un mio gol all'Ascoli, l'ultimo di un 5-0. Fare gol per me non era facilissimo ed esultai in maniera un po' esagerata. Bearzot , quando lo incontrai alcuni giorni dopo, mi ricordò che quella squadra stava retrocedendo e quindi che c'era modo e modo per esultare perché meritava rispetto. L'insegnamento dei suoi valori - ha concluso Bergomi - è stato fondamentale per me e per la mia carriera». Unanime tra i giocatori il ricordo di Bearzot come una sorta di  «secondo papà». Lo ha sottolineato Francesco Graziani, così come Paolo Rossi, che proprio al commissario tecnico deve molto della sua carriera: «Solo un uomo come lui - ha ricordato Rossi - avrebbe ancora creduto nelle mie capacità e avrebbe insistito come ha fatto lui. Poi è stato fortemente ripagato, ma è a lui che devo gran parte dei miei  successi sportivi. Era una persona straordinaria, unica e non riesco a trovare nessuno con le sue caratteristiche. Un uomo di una semplicità e di una bontà unica pur nella sua rudezza. Era protettivo con noi  come lo sarebbe stato un padre e sono sicuro che il rivederci qui  tutti riuniti oggi per lui gli avrebbe fatto un immenso piacere».
ZOFF: ERA UN UOMO - Per il capitano di quella nazionale Dino Zoff, Bearzot rappresenta l'esempio di una «persona straordinaria. Di lui ho un ricordo costante soprattutto come un uomo che si può considerare  davvero tale». Per Fulvio Collovati invece «Bearzot è stato un maestro di vita e un precursore per molti versi del calcio moderno. Forse - ha sottolineato - avrebbe meritato più riconoscimenti e l'Italia l'ha un po' dimenticato».
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Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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