sabato 15 gennaio 2011

Ancora sul campetto Sant'Antonio.

Piazza Armerina. Due anni fa, all’apertura era fiammante e nuovo di zecca, adesso è già distrutto. E’ la storia del campetto di calcetto vicino la chiesa di Sant’Antonio di proprietà del comune piazzese. Una bellissima struttura realizzata con fondi regionali, dotata di prato in erba sintetica, reti, porte spogliatoi. Nel giro di pochi mesi, le porte del calcetto sono distrutte, le recinzione sfondate, gli spogliatoi inutilizzabili. Una struttura sportiva costata più di 200 mila euro che già ha almeno 30 mila euro di danni. Il tutto per la mancanza di custodia. Il comune, non avendo custodi, lo scorso mese di settembre lo ha ufficialmente chiuso vietandolo alle decine di ragazzi che ogni giorno lo affollano. Ma di fatto, nonostante il divieto, ogni giorno il campetto è una sorta di eroina per decine di ragazzi che scavalcano le recinzione e giocano sull’invitante manto erboso.
Dice Peppe Diana, uno degli animatori dello sport piazzese. “Purtroppo il comune non mette molta attenzione nelle politiche sportive. E’ una bellissima struttura e ogni giorno i ragazzi vanno ad utilizzarla. Ci vorrebbe un custode e certamente i ragazzi che la occupano farebbero maggiore attenzione”. Il dirigente del settore sportivo Francesco Galati dice: “Non ci sono custodi e quindi non possiamo tenerlo aperto. Abbiamo messo affisso dei piccoli manifesti per comunicarne la chiusura. Ma sistematicamente i ragazzi li strappano e scavalcano la recinzione per andare a giocare”. Insomma in effetti è un peccato che una struttura come questa venga lasciata nell’incuria più totale con il risultato di distruggerla nel giro di pochi mesi. Peraltro, ogni giorno sono decine, i ragazzi che anche sotto la pioggia sono dentro il rettangolo di gioco. E’ ancor più grave che in questo momento, nel campo ci sono pezzi di ferro che fuoriescono essendosi dissaldati dalla recinzione che rappresentano un vero e proprio pericolo per i bambini che tutte le ore del giorno vi giocano a calcetto.



Agostino Sella

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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