sabato 15 gennaio 2011

Giuseppe Diana sul campetto di S. Antonio. Appello a Nigrelli

Ciao Agostino,


ho visto il risultato della pubblicazione del post e purtroppo stavolta il “miracolo” non è accaduto. Mi riferisco al fatto che quando hai pubblicato il post relativo all’immondezzaio nel quale era stato ridotto e lasciato il Palasport Provinciale ad otto giorni dall’accoglienza dei bambini bosniaci, l’indomani lo stesso è stato immediatamente pulito da personale apparso miracolosamente dal nulla, oggi invece, all’indomani della pubblicazione del post sul Campetto di S. Antonio sono miracolosamente apparsi dei volantini affissi dall’ Ufficio Sport nel quale – cito testualmente – “si informa il gentile pubblico che il Campetto S. Antonio resterà chiuso da giovedì 16 settembre 2010 per lavori straordinari di manutenzione interna”.

Ora, se l’effetto della notizia deve essere esclusivamente l’avere le carte a posto, facendo finta che niente stia accadendo bhé, francamente mi lascia alquanto perplesso. Anzitutto mi chiedo di quali lavori di manutenzione straordinaria si parla, dov’è il progetto, chi lo ha approvato, quant’è l’importo? Ma soprattutto quando è entrato veramente in funzione l’impianto, visto che addirittura c’è chi dice che ad oggi non sia stato fatto un collaudo con relativo verbale di consegna!!!

In ogni caso, aldilà delle responsabilità dell’uno e degli altri, bisogna rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione e questo mi aspetterei dal dirigente allo sport Dott. Galati il quale nel tempo – e non lo dico per piacioneria o altro – ha sempre mostrato una grande sensibilità riguardo alle problematiche relative allo sport e soprattutto dall’Assessore allo Sport Dott. Innocenzo Di Carlo il quale, pur essendo stato appena investito della carica si è subito buttato a capofitto per cercare di trovare delle soluzioni utili a tutti.

Anzitutto chiamerei immediatamente in causa la ditta che si è occupata dei lavori in quanto l’erbetta del campo è praticamente sparita in tutte le zone di gioco, è rimasta solo aldilà delle linee laterali e questo è impossibile a neanche 18 mesi dalla fine dei lavori visto che esiste una garanzia di almeno 5 anni. Inoltre sulle recinzioni staccate i punti sono 2: o qualcuno si è divertito a fare arrampicate sportive e ha utilizzato dei cannoni per sparare i palloni, oppure i materiali utilizzati erano scadenti o quantomeno non conformi in quanto le recinzioni dietro le porte sono state divelte da semplici pallonate, quindi avrebbero dovuto resistere se sono state ideate, create e utilizzate a tale scopo. Secondariamente cercherei di salvare il salvabile, chiudendo non a parole ma sigillando come un cantiere l’impianto sportivo denunciando chiunque violi gli ingressi, così come farebbe chiunque per salvaguardare un proprio bene che in questo case è un bene di tutti. A questo punto, visto che i lavori si dovranno fare, ne approfitterei per rendere l’impianto omologabile e quindi realizzerei anche le panchine per le squadre e renderei fruibili gli spogliatoi.

Infine, è da quando questa amministrazione si è insediata che si promettono i bandi di gestione, siamo quasi a metà mandato e tutto questo è rimasta solo una promessa. Probabilmente se ci fosse stato un gestore pubblico o privato, tutto questo scempio non sarebbe successo. Sig Sindaco, la prego pubblicamente di voler mantenere quanto promesso in campagna elettorale, faccia di Piazza Armerina la città dei bambini o dello sport ma faccia qualcosa e soprattutto in tempi brevi, qui rischiamo seriamente di chiudere baracche e burattini.

Giuseppe Diana

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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