giovedì 26 luglio 2012

Mazzette per gli elicotteri antincendio indagato un dirigente della Regione

MERCOLEDÌ scorso, di buon mattino, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Palermo hanno bussato alla porta di casa di Francesco Sgueglia, il direttore del Servizio antincendi boschivi del Corpo forestale della Regione siciliana. Avevano in mano un decreto di perquisizione firmato dalla Procura di Perugia. Nello stesso momento, altri finanzieri aprivano la porta dell'ufficio di Sgueglia, al comando del Corpo forestale, in via del Duca, a Palermo. Così Sgueglia ha scoperto di essere indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.



Risultano sotto inchiesta anche tre imprenditori: Davide Floresta, di Catania; Luciano Villani, di Castelletto di Branduzzo, Pavia; e Claudio Scopece, di Roma.
La Procura di Perugia sospetta gravi irregolarità nella gestione di una gara d'appalto della Regione siciliana, quella per l'assegnazione del servizio aereo antincendio.

Nell'aprile 2011 il comando del Corpo forestale ha ingaggiato un raggruppamento temporaneo di imprese per avere a disposizione una squadra di elicotteri. Adesso, i pm di Perugia ritengono di avere la prova che per l'aggiudicazione dell'appalto e per la gestione del servizio, sarebbero state pagate laute mazzette a Sgueglia.

COME NASCE L'INDAGINE. I magistrati di Perugia si sono imbattuti quasi per caso in questa storia siciliana. Stavano indagando su alcune società che avrebbero brigato per ottenere gli appalti milionari dell'Enav, l'ente nazionale di assistenza al volo. Seguendo le tracce di alcuni imprenditori, i magistrati umbri sono arrivati a Palermo.

I contorni dell'indagine restano segreti. Non resta che analizzare la lista degli imprenditori indagati e anche loro perquisiti, la settimana scorsa. L'unico siciliano è Davide Floresta, amministratore delegato della ditta "Be-on", una società ultraspecializzata con sede a Catania che offre servizi informatici a diversi illustri clienti: dall'Università degli studi all'Autorità portuale di Catania, alla società "Sicilia eservizi". Anche la "Heliwest srl", che si è aggiudicata il servizio di elicotteri anticendio della Regione Sicilia, ha affidato alcuni compiti alla "Be-on".

Davide Floresta è figlio di Ilario, componente del consiglio di amministrazione dell'Enav ed ex parlamentare di Forza Italia, di recente coinvolto nell'inchiesta della Procura di Roma sulle mazzette che ruotavano attorno agli appalti Enav. Ilario Floresta è accusato di aver intascato 250 mila euro da un imprenditore, che poi ha deciso di denunciare tutto. Dalle indagini è emerso pure il suo tentativo di imporre ad alcune aziende i subappalti gestiti dal figlio.

LA GARA PER GLI ELICOTTERI. Il 19 aprile 2011, il comando del Corpo forestale aggiudica il "servizio aereo per la prevenzione, ricognizione ed estinzione
degli incendi boschivi ed altri interventi tecnici connessi con l'attività del corpo forestale della Regione siciliana, per il triennio 2011-2013". La base d'asta è di 11 milioni e 88 mila euro. Non c'è grande concorrenza. Arriva una sola offerta all'Area 3 "Sicurezza e logistica" del comando Corpo forestale, quella di un raggruppamento temporaneo di imprese formato da quattro società e guidato dalla "Heliwest" con sede in provincia di Asti, il cui amministratore è Luciano Villani, anche lui fra i quattro indagati dell'ultima indagine della Guardia di finanza.

Il raggruppamento offre un ribasso dello 0,84 per cento, che corrisponde a 93 mila di euro. E l'appalto viene aggiudicato senza problemi. I magistrati di Perugia hanno già esaminato alcuni documenti e hanno verificato che Sgueglia è "responsabile unico del procedimento" per la gestione del servizio anticendio aereo.

LE PERQUISIZIONI. I militari del nucleo di polizia tributaria di Palermo stanno adesso inviando alla Procura di Perugia i computer sequestrati nelle abitazioni e negli uffici degli indagati. L'inchiesta resta al momento ancorata saldamente a Perugia: la vicenda siciliana sarebbe infatti solo un capitolo di un'indagine molto più ampia sui fondi neri costituiti da alcune società per pagare mazzette a funzionari pubblici corrotti.

Da Asti a Palermo, gli appalti iperspecializzati  -  nel settore informatico o in quello aeronautico o della sicurezza  -  sono ormai diventati un business a tantissimi zeri. Il sospetto dei magistrati perugini è che alcuni imprenditori spregiudicati abbiano costituito una vera e propria regia unica della corruzione, per aggiudicarsi e spartirsi più velocemente gli appalti banditi da enti pubblici sparsi per l'Italia.

Anche per le mazzette ci sarebbe una gestione unica: i soldi arriverebbero da un unico canale. Per questa ragione, la settimana scorsa, le perquisizioni sono scattate pure nelle sedi di alcune società che non fanno capo agli indagati.


INVIATO DA REPUBBLICA MOBILE
Visita m.repubblica.it dal tuo telefonino o se hai un iPhone scarica gratis da iTunes l'applicazione di Repubblica Mobile.


Agostino da iPhone

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


___________


"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

TUTTI GLI ARTICOLI