giovedì 31 marzo 2016

I comitati dei liberi consorzi chiedono la modifica dei confini territoriali

COMUNICATO STAMPA dei Liberi Consorzi e Città Metropolitane:
ORA NON CI SONO PIÙ SCUSE: GELA, PIAZZA ARMERINA E NISCEMI SUBITO
CON LA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA!
Ieri all’ARS si è conclusa la discussione del DDL 1070 concernente le modifiche che, il Consiglio Dei Ministri a chiesto alla Regione Siciliana, DDL che ha in parte modificato la LR 15/15 ma, non la sostituisce in toto, come qualcuno auspicava, con la L 56/14 (Legge Del Rio).
Cambia poco nella sostanza per i cittadini, i cambiamenti riguardano perlopiù il mondo politico-partitico. Sarà quindi possibile per i Sindaci che hanno meno di 18 mesi di mandato, potersi candidare alla guida dell’ente intermedio, le elezioni di secondo livello terranno conto del “peso” demografico dei comuni, perdurano i commissariamenti sino a settembre, resta confermata invece l’elezione di II livello per i sindaci metropolitani.
La cosa che viene sottaciuta che invece noi riteniamo la più importante è il passaggio territoriale dei comuni di Gela e Niscemi, che dal Libero Consorzio di Caltanissetta hanno deciso di migrare alla Città Metropolitana di Catania, Piazza Armerina che dal Libero Consorzio di Enna ha deciso di migrare alla Città Metropolitana di Catania e Licodia Eubea che, dalla Città Metropolitana di Catania ha deciso di migrare al Libero Consorzio di Ragusa.
L’importanza sta nel fatto che queste comunità, sfidando le volontà di un Parlamento regionale “conservatore” e contrario ad ogni forma di cambiamento, soprattutto se questo cambiamento influisce sulla suddivisione dei collegi elettorali, hanno nel più democratico dei modi, scelto di cambiare ente intermedio, superando le difficilissime prove poste dalle Leggi Regionali siciliane (LR 8/14 e LR 15/15).
Qualche redazione giornalistica regionale si affanna a dire che la riforma è conclusa, niente di più falso! La riforma si conclude quando si applicano gli articoli delle Leggi vigenti, e qualcuno, in ambito regionale, appositamente non vuol tener conto di ciò che è già avvenuto e di quello che deve avvenire per completare la riforma. Restano tuttora nel limbo i 4 coraggiosi comuni che hanno osato scegliere, perché manca l’applicazione dell’Art. 44 comma 2 della LR 15/15:
“Nell’ipotesi di variazione territoriale ai sensi del comma 1, il Governo della Regione presenta all’Assemblea regionale siciliana il disegno di legge che prevede le modifiche territoriali ai liberi Consorzi comunali ed alle Città metropolitane.”
Quindi la riforma non è completa, manca la parte dove i cittadini hanno manifestato maggiore interesse, il cambiamento dei confini territoriali. E mentre le riforme sulle province ci sono sempre state e ce ne saranno ancora, l’ultimo cambiamento territoriale in Sicilia risale a quasi 90 anni fa, con l’istituzione delle province di Enna e Ragusa.
Quindi possiamo affermare che la parte più importante di questa riforma, è la modifica dei confini territoriali, che è di rilevanza storica.
Doverosamente ringraziamo i parlamentari Francesco Cappello, Antonio Malafarina e Nello Musumeci, per i loro apprezzati interventi a favore del rispetto della democrazia e delle scelte democratiche effettuate da 4 comuni siciliani, chiedendo l’applicazione dell’Art. 44 della LR 15/15 e pungolando il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta a produrre celermente il DDL con le modifiche territoriali avvenute. Essi hanno mantenuto la parola data ai componenti dei comitati ufficiali di Gela, Niscemi e Piazza Armerina.
Da questi territori sono partite più iniziative democratiche per cambiare la geografia (antiquata) siciliana, ci sono già atti di diffida eseguiti, ci fermeremo soltanto a pubblicazione in GURS avvenuta. Pertanto, stiamo organizzando nuove azioni affinchè si acceleri l’iter.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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