lunedì 18 agosto 2008

L'omelia del Vescovo per il pontificale di Maria SS delle Vittorie

Carissimi confratelli, distinte autorità civili e militari, Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Rappresentanti del Magistrato dei quartieri, cavalieri dei quartieri Casalotto, Canali, Castellina e Monte ,sorelle e fratelli amati dal Signore,

la festa di Maria SS. delle Vittorie , patrona della città e della Diocesi di Piazza Armerina, costituisce uno dei momenti più espressivi della identità storica, culturale e religiosa di questa città .

Oggi non è facile gestire una città per una serie di difficoltà di natura culturale, sociale, economica che sembrano indurre ad un senso di sgomento chi è stato chiamato a prestare il proprio servizio alla comunità dei cittadini

La città è un patrimonio importante per ogni uomo e ogni donna perché serve a dare loro una identità civile e culturale. Nella città il cittadino è chiamato ad educarsi alla fedeltà alla tradizione, alla legalità, alla responsabilità, all'accoglienza, alla partecipazione, alla solidarietà, al bene comune, in una parola ad una cittadinanza attiva e responsabile.

I cristiani nella città , hanno il compito di creare un tessuto comune di valori per la costruzione di una città a servizio di ogni uomini e soprattutto dei più deboli a partire dai quali si misura la civiltà di una città.

I cristiani in collaborazione con tutti gli altri uomini di buona volontà sono chiamati a testimoniare che una vita rispettosa delle leggi ed estranea alle furberie , ai ricatti e alle prepotenze non è un atteggiamento proprio degli imbelli, ma delle persone libere e forti, oneste e sensibili al bene comune.

Non basta produrre maggior benessere economico a vantaggio di tutti è necessario che ognuno trovi un senso positivo alla propria vita.

La cartina al tornasole di una vera civiltà è la modalità con cui un popolo vive, in se stessi e nella loro stretta interconnessione, gli affetti, il lavoro ed il riposo, che sono le manifestazioni essenziali dell’universale esperienza umana.

La Chiesa desidera offrire a tutti – credenti e non credenti – il suo contributo alla concordia e alla pace, accompagnando i suoi figli, rigenerati dalla grazia sacramentale, in famiglia, sul lavoro e nel riposo per dare un significato pieno alla propria esistenza, che ultimamente può scaturire dalla certezza della nostra vittoria sul male e sulla morte.

Non si vive senza una ricerca anche se confusa e una speranza in questa vittoria, certamente più importante delle tante vittorie effimere , rese amare dalla certezza di una inesorabile definitiva sconfitta.

Per questo non c’è male più grande che concepire la vita come una partita truccata, un teatro dell’assurdo , in cui nulla ha senso.

La festa della nostra patrona Maria SS. delle Vittorie , che coincide con la solennità dell'Assunzione , ci dice invece che la nostra vita ha un senso ed è degna di essere vissuta perché questa vittoria più importante di tutte sulla morte si è già verificata in Gesù Cristo Risorto ed in Maria SS.

Maria assunta in corpo e anima in cielo ci dice che anche per il corpo c’è posto in Dio. Il cielo non è più per noi una sfera molto lontana e sconosciuta , ma è aperto, ha un cuore perché nel cielo abbiamo una madre.

Questa donna é il segno più luminoso della vittoria di Dio sul male e sulla morte, é la prima creatura del mondo nuovo inaugurato da Cristo risorto, Signore della vita. Questa vittoria è frutto di una lotta.

Sant’Agostino nella sua opera "La Città di Dio", dice che tutta la storia umana è una lotta tra due amori: l’amore di Dio fino al dono di se stesso, e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio e all’odio degli altri.

Questa interpretazione della storia come lotta tra due amori, tra l’amore e l’egoismo, si basa sulla lettura dall’Apocalisse, che abbiamo ascoltato .

Questi due amori appaiono in due grandi figure.

La prima figura è il dragone rosso simbolo dell’egoismo assoluto e di un potere dittatoriale senza amore che si manifesta attraverso la sopraffazione , il terrore e la violenza.

La seconda figura è la “donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi, circondata da dodici stelle”. Questa donna è simbolo della Madonna, vestita di sole totalmente, circondata e penetrata dalla luce di Dio. Circondata dalle dodici stelle, da tutto il Popolo di Dio, da tutta la comunione dei santi, che ha ai suoi piedi la luna, immagine della morte e della mortalità.

Maria SS. è totalmente vestita di vita, è posta nella gloria, avendo superato la morte, è segno della vittoria dell’amore, che è benigno, paziente, rispettoso , umile ,disinteressato, gratuito.

Questa donna che soffre, che deve fuggire, che partorisce con un grido di dolore, è anche la Chiesa pellegrina di tutti i tempi che vive nel deserto del mondo perseguitata dal dragone. In tutte le generazioni di nuovo essa deve partorire Cristo con grande dolore , ma nutrita del pane di vita essa soffrendo vince contro tutte le ideologie fondate sull’odio e sull’egoismo.

Oggi noi facciamo festa perché celebriamo il destino glorioso di una donna che , in una vita umile e nascosta, ha realizzato pienamente sé stessa ed è capace di venirci in aiuto. Francesco Petrarca esclama, nell'ultima canzone del suo Canzoniere (CCCLXVI):

"Vergine santa, d'ogni gratia piena, / che per vera et altissima humiltate /salisti al ciel onde miei preghi ascolti".

Nel Vangelo abbiamo sentito il cantico di Maria che comincia con la parola “Magnificat”: la mia anima “magnifica” il Signore, cioè “proclama grande” il Signore. Maria desidera che Dio sia grande nel mondo, sia grande nella sua vita, sia presente tra tutti noi. Non ha paura che Dio possa essere un “concorrente” nella nostra vita, che possa toglierci qualcosa della nostra libertà, del nostro spazio vitale con la sua grandezza. Ella sa che, se Dio è grande, anche noi siamo grandi. La nostra vita non viene oppressa, ma viene elevata e allargata: proprio allora diventa grande nello splendore di Dio. Solo se Dio è grande, anche l’uomo è grande. Soltanto attraverso l'incontro con il Dio vivente , sorgente di quella speranza che ci cambia di dentro e che non delude (Rm 5,5), è possibile ritrovare una forte e sicura fiducia nella vita e dare consistenza e vigore ai nostri progetti di bene.

Maria profetizza “tutte le generazioni mi chiameranno beata” .

In comunione profonda con tutte le generazioni cristiane del passato e con quelle che verranno, noi oggi - attuando il suo annuncio profetico - proclamiamo beata Maria e facciamo nostro il suo cantico di lode.

Il canto di Maria, pone in bocca della Vergine espressioni forti e rivoluzionarie. Vi si parla dell'intervento di Dio nella storia.

La Madonna ci dice che l'avvenire non sarà dei prepotenti, ma di coloro che vorranno attuare il regno di Dio che è regno di santità e di grazia, di giustizia, di pace e di amore.

Per noi cristiani spesso sfiduciati e scoraggiati per l'apparente prevalere del male Cristo risorto ed asceso al cielo e la Madonna assunta sono fonte di speranza e di impegno per costruire una società più fraterna, più giusta, più riconciliata.

La speranza cristiana , che ha in Maria come dice Dante “una fontana vivace”, non è solo un pio desiderio: è una realtà già presente che plasma la nostra esistenza quotidiana, riportando le attese degli uomini e delle donne a contatto con l’origine stessa della vita e della giustizia, dell’amore e della pace.

Per questo noi pur guardando il cielo non possiamo dimenticare la terra.

E in questa festa non possiamo dimenticare i problemi della nostra città e diocesi: la diminuita fiducia nel futuro accompagnata dalla crescita del senso di insicurezza per le condizioni di povertà di tante famiglie e per il disordine sociale, la disoccupazione e la mancanza di una cultura del lavoro e della cooperazione, l’emigrazione forzata di tanti giovani, la morte di tanti immigrati che trovano nel Mediterraneo la loro tomba, gli atti di illegalità e di violenza da parte di pochi che danneggiano tutta la comunità, la presenza dei tristi fenomeni dalla mafia, dell’usura e del pizzo, lo sfruttamento dei lavoratori, le varie forme di abuso sui minori e il turpe fenomeno della pedofilia, l’emergenza educativa che coinvolge le famiglie, le scuole e le parrocchie, la diffusione di alcol e droghe che interessano anche gli adolescenti, l’abuso del denaro pubblico e i carrozzoni clientelari che gestiscono alcuni servizi pubblici facendo lievitare i costi per i cittadini che vi trovano un troppo comodo alibi per non pagare le giuste tasse, le divisioni e le contrapposizioni sterili che non guardano al bene comune, le lungaggini burocratiche che ostacolano un ordinato sviluppo, i gesti demagogici di chi strumentalizza i bisogni della gente per i propri interessi meschini, la situazione di crisi della casa di riposo “San Giuseppe” già da me denunziata lo scorso anno e i cui dipendenti non hanno ricevuto lo stipendio da molti mesi..

Noi cristiani , non ostante questi fenomeni negativi , siamo chiamati ad essere testimoni della speranza guardando a Maria SS. che per noi, popolo di Dio pellegrinante verso la patria eterna, è “segno di sicura speranza e di consolazione”. A noi cristiani è chiesto attraverso la nostra testimonianza di essere portatori di speranza ad un mondo disperato ed annoiato, ad essere costruttori di pace e di riconciliazione in un mondo dove continuano ad essere presenti guerre e assurdi atti di terrorismo e di violenza, e collaboratori della civiltà dell'amore ad un mondo egoista e tornacontista, mostrando con i fatti la bellezza e la bontà che l'incontro con Cristo e l'imitazione della fede di Maria possono realizzare oggi nella nostra vita terrena.

Affidiamo alla Madonna, che veneriamo sotto il titolo di Maria Ss. delle Vittorie la nostra città i suoi abitanti , perché viva nella concordia e nella pace, preghiamo per coloro che sono chiamati a vario titolo al servizio di questa città , dei comuni della nostra diocesi perché orientino ogni loro sforzo nella ricerca del bene comune.

Affidiamo alla Madonna la Regina della Pace le sorti della nostra patria, del mondo intero perché ci aiuti per la vittoria di una pace fondata sulla giustizia , sul dialogo e sulla cooperazione internazionale nella quale siano rispettati la dignità e i diritti di ciascuno .

L`intercessione di Maria SS. delle Vittorie corrobori la nostra fede illanguidita che ci rende certi della vittoria del Bene, sostenga la nostra debole speranza sulla via che porta alla gloria del cielo , ci rafforzi nel nostro impegno quotidiano animato dall’amore verso Dio e il prossimo .

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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