martedì 9 febbraio 2010

Uccide la sua ex convivente e poi si impicca. La gelosia alla radice della follia omicida

Uccide e sgozza la sua ex convivente e poi si impicca. Questo l’amaro epilogo della triste storia di Salvatore Canì, 34 anni, piazzese e Dimitri Iacona, rumena, 33 anni. Difficile descrivere lo scenario che si è presentato ai nostri occhi. La donna, priva di vita, e con il volto ricoperto di sangue, seduta con attorno al collo una corda legata ad un l’albero. Lui a pochi metri pendolava senza vita dopo essersi impiccato. Uno strano destino quello di Salvatore Canì, titolare di una masseria in contrada Ciaverini, che l’atro ieri notte, insieme alla sua ex convivente, era giunto nella sua proprietà a bordo di una Fiat Uno rossa. I due iniziano a parlare. Una parola di troppo una storia forse mai chiusa e in un attimo un litigio degenera in tragedia. Salvatore Calì colto da un raptus di follia, probabilmente generato da motivi passionali, ha colpito la donna con un coltello appena fuori dalla macchina, alcune coltellate che hanno con tutta probabilità ferito a morte la rumena. Poi a quanto viene riferito dai Carabinieri, giunti sul posto alla guida del capitano della locale compagnia di Piazza Armerina, Michele Cannizzaro, la donna è stata trascinata vicino ad un albero di fichidindia e dopo essere stata sgozzata è stata legata al collo con una corda e messa seduta come se stesse a guardare l’atto che di li a poco avrebbe compiuto il suo ex convivente. Tutto è accaduto in pochi minuti. Salvatore Canì fa pochi passi e decide di togliersi la vita. Anche lui, come ha sottolineare un comune destino con la sua ex convivente appena uccisa, si lega un corda attorno al collo e si toglie la vita impiccandosi in un albero. Stamani un passante ha dato l’allarme alla stazione dei Carabinieri che recatosi sul posto hanno svolto, sotto il diretto controllo del comandante Michele Cannizzaro, tutti i rilievi del caso. Difficile ancora capire il movente del delitto ma tutta probabilità si tratterebbe di un delitto passionale. I due ex conviventi si erano lasciati e con tutta probabilità la gelosia e la causa scatenate della follia omicida del Calì. “Tutte le ipotesi sono ancora aperte” ci dichiara il capitano dei Carabinieri Michele Cannizzaro a cui non riusciamo a far pronunciare altre parole. Salvatore Calì è conosciuto in città come un ragazzo tranquillo anche se indiscrezioni ci informano che negli anni scorsi fosse stato coinvolto in alcune vicende strane legate al traffico di extracomunitari di cui non abbiamo conferme ufficiali. Titolare di una masseria a pochi chilometri da Piazza Armerina si recava spesso in città conosciuto da parecchi persone visto l’attività che svolgeva ha lasciato sgomenti molti suoi amici. Su posto si è recato per le indagini di rito Marcello Cozzolino sostituto procuratore della repubblica di Enna e il medico legale Ruffino.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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