venerdì 3 dicembre 2010

Continua la guerra nel PD. Ribilotta su Ferrara "Ha una logica aziendalista"

Le recenti dichiarazioni del sig. Ranieri Luca Ferrara, non meriterebbero alcuna replica, ma in questa fase di massimo sforzo amministrativo non ci si può sottrarre dal rispondere al fine di far conoscere a chi non è all’interno delle dinamiche del partito e dell’amministrazione cosa avviene e perché avviene. Il sig. Ferrara nonostante sia stato eletto da un numero esiguo di iscritti la cui maggioranza appartiene ad una logica di collaborazione aziendale, non perde tempo ad avviare azioni che tendono a demolire un lavoro di costruzione e realizzazione di ciò che gli elettori hanno votato premiando il sindaco Nigrelli, valutando la bontà della proposta, la fattibilità e la credibilità del proponente.
Certo l’ego del sig. Ferrara, la scarsa preparazione politica,  non gli permettono di capire che sta per portare oggi il partito,  che potrebbe contare su dieci consiglieri e una amministrazione che si riconosce in toto nel PD, ad una posizione subalterna ai partiti che hanno perso le elezioni e che oggi grazie al suo talento utilizzato al meglio dal segretario UDC Lantieri e dal segretario MPA Mattia, ha permesso la non approvazione dell’assestamento del bilancio 2010 con relativi danni per la Città e la non accensione di un mutuo e la conseguente perdita del finanziamento di oltre 2 milioni di contributo a fondo perduto pari al 70% del costo totale per la realizzazione del parcheggio in Piazza Falcone e Borsellino. Ora probabilmente la sua logica aziendalista e l’atteggiamento che tiene nei confronti dei subalterni gli confondono le idee in merito alla proprietà della casa del PD come lui la definisce, avanzando anche l’ipotesi di uno sfratto a chi non si piega alla volontà di un “proprietario” che a malapena rappresenta con tutto il rispetto una maggioranza di chiaro stampo aziendale. Se  ritiene utile per il  bene della città attivare le procedure di sfratto non perda tempo perché è di questo che si vuole occupare fin dalla lettura del suo documento programmatico e a cui gli utilizzatori del suo talento mirano. Certamente non si permetterà assolutamente che il programma votato dagli elettori e la volontà di mantenere pur tra mille difficoltà gli impegni presi, siano vanificati da personaggi che non hanno il senso delle istituzioni, che tramano con imboscate, e che pur di evitare una crescita politica e amministrativa non esitano a minare nelle fondamenta la crescità della nostra Città.

Teodoro Ribilotta

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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