lunedì 31 gennaio 2011

Aspettando la Villa. Il sindaco intervistato da Tony Zermo

da La Sicilia del 30/11/2011, pag 24

Tony Zermo

Piazza Armerina ha un aspetto monumentale, con decine di grandi palazzi settecenteschi dalle volte affrescate. Questo perché era una delle 44 «città demaniali», cioè non appartenenti a baroni, ma direttamente dipendenti dal governo spagnolo del tempo. Ed è per questo che, nonostante si trovi al centro della Sicilia, riesce ad attirare turisti, oltre ai giovani che arrivano anche da Gela o da Enna per ascoltare musica dal vivo nei pub. Ovviamente i turisti non arrivano solo per vedere i palazzi del 700, ma soprattutto per la Villa romana del Casale con i suoi splendidi mosaici noti in tutto il mondo e che testimoniano come anche al tempo dei romani la zona armerina fosse sede di lussuose residenze.
 «Purtroppo la Villa è stata chiusa tre anni per i lavori di ristrutturazione e questo ha frenato il flusso turistico», dice il sindaco Carmelo Nigrelli, 49 anni, ordinario di Urbanistica all'Università di Catania.

Piazza Armerina è l'esempio di come in molte zone della Sicilia si trovino meraviglie archeologiche. La Villa romana è tra le più visitate dai turisti assieme ai teatri antichi di Taormina e Siracusa, i Templi di Agrigento e quelli di Segesta e Selinunte. «Penso che questo sarà un anno importante per la città perché i lavori alla Villa, grazie a un gennaio dalla temperatura mite, sono andati avanti. Il direttore dei lavori ha detto che il 18 aprile si potrebbe aprire il 40% della Villa. Io cerco di anticipare di un mese in modo da intercettare le tradizionali gite scolastiche che ospitiamo in città. Spero che nei prossimi giorni mi possano comunicare che l'anticipazione al 20 marzo è possibile».

E il resto dei lavori?

«Continueranno per parti: mentre sarà visitabile una parte della Villa già sistemata, i lavori continueranno senza l'uso della gru. Per fine settembre dovrebbe essere tutto completato per fare una inaugurazione in grande stile. Un dato che mi sembra confortante è che per la prima volta la comunità di Piazza Armerina non considera più la Villa romana una perla separata dal resto del territorio, perché già da qualche tempo, con molta più forza negli ultimi anni si è lavorato per creare un legame tra questo grande magnete e il resto del territorio, in particolare il centro storico».

In che modo la comunità armerina ha «abbracciato» la Villa romana?

«Nelle direttive che furono date nel piano regolatore del 1995 redatto dal compianto professore Giuseppe Dato e approvato dopo 15 anni nel settembre 2010, il Consiglio comunale all'unanimità disse che bisognava puntare sulla valorizzazione del centro storico e sulle aree archeologiche del territorio creando un sistema di collegamenti tra questi beni. In questi anni c'è stata una consapevolezza che è andata crescendo. L'altra cosa interessante è una concorrenza di attività da parte delle Istituzioni, mi riferisco alla Regione, al Comune e alla Diocesi, proprietaria di gran parte del patrimonio storico-artistico della città. Il museo diocesano ospitato nel palazzo antico accanto alla Cattedrale, che è stato chiuso per lavori, riaprirà il prossimo mese. Il Comune da parte sua ha puntato tutti gli investimenti principali sul centro storico. Nella primavera di quest'anno inaugureremo un cosa chiamata "Simpa", che significa "sistema museale di Piazza Armerina", e che mette assieme cinque luoghi che possono essere di interesse turistico».

Quali sono?

«Il teatro comunale costruito nel 1700 è il secondo teatro pubblico della storia della Sicilia, un gioiellino da 306 posti. Poi nell'antica sede del circolo degli zolfatai risalente al 1903 sono in mostra le foto d'epoca e gli ultimi 17 zolfatai rimasti raccontano ai visitatori le loro storie di vita nelle miniere. Stiamo anche completando l'allestimento della pinacoteca comunale dove per la prima volta verranno esposte opere di grande valore come l'affresco della Madonna in trono del 1425. Anche una Via Crucis straordinaria di Carmelo Giarrizzo che risale al 1800. Poi stiamo preparando la mostra permanente del libro antico perché la biblioteca comunale conta alcune opere quasi uniche, decine di incunaboli, centinaia di libri del 1500 e stiamo preparando il coro del collegio dei gesuiti per ospitare queste rarità, dalle pergamene ai codici miniati, al libro dei privilegi della città di Piazza Armerina. C'è anche la prima traduzione di Confucio dal cinese fatta da Prospero Intorcetta, gesuita di Piazza Armerina morto a Pechino nel 1600. A breve inaugureremo anche la mostra delle foto di Antonino Balbo, un fotografo armerino del 1900, in un palazzo del centro storico a pochi metri dal Municipio. Come vede, c'è un sistema del quale abbiamo parlato con le guide autorizzate della provincia che consentirà ai turisti, dopo la visita alla Villa romana, di venire nel centro storico per passare mezza giornata e poi potersi fermare. A Piazza abbiamo 1300 posti letto. Questo darà modo ai turisti di dormire a Piazza e di andare poi a visitare anche Aidone-Morgantina. L'anno scorso abbiamo avuto un incremento del 5% del flusso turistico. Abbiamo tre alberghi a 4 stelle, altri a 3 stelle, oltre a numerosi B&B e agriturismo anche di lusso».

Ma la Villa romana dista 4 chilometri a mezzo dal centro storico. Come fanno i turisti a coprire questa distanza ragguardevole?

«In genere vengono con i pullman o con le auto, ma poi c'è la linea urbana degli autobus e ci sono anche i tassì. Hanno solo la difficoltà della scelta».

La popolazione quant'è?

«Appena sotto i 21 mila abitante, in aumento rispetto all'ultimo censimento. L'emigrazione intellettuale resta sempre forte, è un depauperamento, ma dà anche soddisfazioni. Ad esempio c'è un mio compagno di studi che è diventato preside della facoltà di Scienze umanistiche alla Duke University negli Stati Uniti. Certo i problemi di lavoro non mancano e tra l'altro i tagli ai finanziamenti impediscono di aiutare adeguatamente le fasce più deboli. La popolazione è cresciuta anche perché abbiamo le scuole superiori e adesso anche la facoltà universitaria di Infermeria con 90 iscritti di tutte le province. Parecchie famiglie hanno lasciato i paesi vicini per venire a vivere a Piazza».

Quando in aprile arriverà ad Aidone la Venere di Morgantina, che tipo di sinergie si possono creare?

«Vogliamo realizzare un Distretto turistico che la Regione condivide in via informale. Si chiama "Distretto per la valorizzazione della Venere di Morgantina", ma spero che si aggiunga anche la valorizzazione della Villa romana del Casale, che è patrimonio dell'Umanità. Secondo me, il Distretto dovrebbe comprendere i siti turistici del centro della Sicilia, che sono nell'ordine, Piazza, Aidone, Caltagirone ed Enna, con tre Comuni meno importanti, ma che creano sistema, e sono Centuripe, Leonforte e San Michele di Ganzeria. Un Distretto turistico piccolo, snello, ma in grado di competere come un vascello corsaro nel panorama turistico internazionale».



Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


___________


"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

TUTTI GLI ARTICOLI