giovedì 5 agosto 2010

Una tegola per salvare il Gran Priorato di Sant'Andrea

Una tegola per Sant’ Andrea. Questo lo slogan lanciato da padre Salvatore, rettore della chiesa, per salvare una delle strutture più importante della città di Piazza Armerina. “La chiesa che fu del Gran Priorato necessita di interventi di manutenzione e di restauro” conferma il parroco don Salvatore “dal tetto ci sono diverse infiltrazioni di acqua che danneggiano la struttura portante, l’umidità corrode la pietra arenaria che si sbriciola indebolendo così le pareti dell’abside.” Lanciato l’allarme su una delle chiese più importanti della città. Sant’Andrea era la chiesa del Gran Priorato, fondata, probabilmente, nel 1100 che insieme alla chiesa dei Teatini, ne fanno uno dei più antichi esempi di architettura del periodo normanno. Sita alla periferia nord-ovest della città essa si presenta con la sua tipica struttura medievale. Posta fuori dall’abitato e simbolo della storia millenaria di Piazza Armerina. Sede dei templari, fu devoluta da Simone Aleramico, nel 1148, all’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il venerdì santo possono ancora lucrarsi le indulgenze che si impartiscono nella chiesa madre di Gerusalemme. Sede di numerosi pellegrini che dalla terra Santa tornavano a casa o andavano verso le terre di battaglia famose con il nome di crociate. Oggi la chiesa è in serio pericolo come ci dichiara padre Salvatore “Oggi il simbolo della storia della città, il simbolo del potere economico, culturale e spirituale della vecchia Piazza è in pericolo. Abbiamo bisogno dell’aiuto di chi crede ancora che si possa salvare il nostro patrimonio artistico e culturale. Un’offerta al costo di una tegola – chiede padre Salvatore rettore della chiesa – un’offerta per custodire la nostra storia e per continuare a guardare un’opera d’arte.”

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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