martedì 4 gennaio 2011

Camionista aggredito da pregiuducato

TITOLO: “Segue i movimenti di un camionista – di passaggio in questo centro - intento a scaricare la merce, allacciando una futile discussione fino ad aggredirlo violentemente: pregiudicato armerino denunciato”.

Nel serata scorsa, gli uomini del Commissariato di Piazza Armerina - diretti dal Commissario Capo Gabriele Presti –, hanno proceduto alla denuncia di un pregiudicato armerino, classe ‘77, , poiché resosi responsabile del reato di lesioni, per aver aggredito un camionista, che si trovava in questo centro per consegnare della merce.

In particolare, nella serata scorsa, perveniva presso la linea telefonica 113, una telefonata da parte di un camionista, originario di altro centro, il quale richiedeva il soccorso da parte dei poliziotti perché era stato aggredito, poco prima, da parte di uno sconosciuto.

Il medesimo camionista aggredito, dopo aver telefonato al 113, insieme ad un’automobilista che lo aveva soccorso poco dopo l’aggressione, si recava presso il Commissariato armerino per riferire l’accaduto.

Successivamente, su indicazione dello stesso poliziotto, il camionista vittima dell’aggressione, si recava nel luogo ove si erano verificati i fatti, per prendere contatti con gli agenti della volante armerina, già sulle tracce dell’aggressore, secondo le descrizioni telefoniche della vittima.

Il camionista, giunto sul luogo, descriveva ai poliziotti sia i particolari dell’accaduto, che lo stesso aggressore e l’auto su cui viaggiava, un’utilitaria di colore scuro.

La volante armerina, messasi immediatamente sulle tracce dell’aggressore, dopo poche centinaia di metri, individuava un’autovettura corrispondente alla descrizione, procedendo, prontamente, controllo del guidatore, identificandolo, nell’autore delle lesioni procurate al camionista.

In tale frangente, gli operatori della Volante, a motivo delle circostanze di tempo (ora notturna) e luogo (strada poco frequentata) procedevano alla perquisizione personale e veicolare a carico dell’uomo.

Ultimato l’atto, i poliziotti armerini provvedevano ad accompagnare l’individuo – riconosciuto come l’autore dell’aggressione in argomento - presso gli uffici del Commissariato per le contestazioni di rito.-

Il camionista, a questo punto, formalizzava la querela nei confronti dell’aggressore, dichiarando di essere dipendente di una ditta di trasporti che si occupa della fornitura di frutta in genere ai rivenditori al dettaglio.

Nella tarda serata di quel giorno, alla guida dell’autocarro, di proprietà della suddetta ditta, si era recato presso un supermercato del centro armerino al fine di consegnare della frutta.

Mentre scaricava i prodotti, notava, fermarsi in mezzo alla strada, un’autovettura, un’utilitaria di colore scuro, con a bordo un uomo a lui sconosciuto, il quale, apparentemente incuriosito dalla scena, si soffermava a guardarlo con insistenza.

Il camionista, non ritenendo di avere alcunché da nascondere, continuava l’operazione di scarico, conclusa la quale, chiudeva l’autocarro, allontanandosi nel vicino bar per consumare un caffè. Nel frattempo, lo sconosciuto, a bordo della sua auto, effettuava alcuni passaggi nel punto ove si trovava parcheggiato il camion.

La vittima, appena uscita dal bar, notava l’individuo – sempre a bordo della suddetta auto - fermarsi accanto l’autocarro, spegnere il motore ed uscire dall’auto. Nel frattempo il camionista, insospettito, aveva aperto lo sportello dell’autocarro allo scopo di allontanarsi.

Sennonché, lo strano individuo che l’aveva seguito con lo sguardo, iniziava a inveire contro di lui, con tono di minaccia, interrogandolo se fosse di Caltagirone. La vittima replicava allo sconosciuto di non essere Caltagirone, ed, in ogni caso di non vedere ragione alcuna per farglielo sapere, nel caso fosse stato originario o comunque proveniente dal centro calatino.

A questo punto, il pregiudicato, senza alcuna ragione, afferrava il camionista, staccandogli il cappuccio del giubbotto indossato, fino a trascinare il malcapitato fuori dall’autocarro, dove avrebbe proseguito colpendolo con ceffoni sulla testa e sul viso.

Dopo qualche minuto, la vittima riusciva a svincolarsi dalla presa del predetto e, correndo via dal luogo dell’aggressione, notava un’autovettura di passaggio con a bordo un giovane, al quale richiedeva aiuto, chiedendo di essere accompagnato in Commissariato, ove veniva soccorso dai poliziotti armerini.

Attraverso il racconto della vittima, l’aggressore, dunque, veniva individuato e rintracciato, dagli agenti armerini, che, nella considerazione: dalla dinamica dei fatti, e dei precedenti dell’uomo – quali reati contro la persone, reati inerente detenzione, spaccio di sostanze stupefacenti, truffe -, si determinavano a denunciare il pregiudicato armerino.

Una volta identificato l’aggressore, veniva appurato che il luogo della aggressione si trovava nelle vicinanze della precedente abitazione del denunciato.

Il pregiudicato armerino, veniva, pertanto, deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Enna, il reato di lesioni personali.

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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