venerdì 18 febbraio 2011

Palazzo di città illuminato col tricolore.

Piazza Armerina. Palazzo di città illuminato con il tricolore in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. A partire dalla serata di San Valentino l’Amministrazione Comunale di Piazza Armerina ha deciso di illuminare il bellissimo prospetto tardo barocco di Palazzo di Città con i colori della bandiera nazionale. Ogni sera la facciata principale del Palazzo si vestirà di verde bianco e rosso, e questo fino al 31 dicembre del 2011 per celebrare e simboleggiare l’unità d’Italia. “
È il primo dei segnali che, durante tutto l’anno in cui si celebra questo importante anniversario,- dichiara il Sindaco della Città dei Mosaici, Fausto Carmelo Nigrelli - ricorderanno a cittadini e ospiti della città che 150 anni fa si coronava il progetto politico dell’Unità d’Italia. Per questo motivo e con questa intenzione l’amministrazione comunale ha predisposto un fitto programma di iniziative che si concentreranno soprattutto nel mese di marzo. Gli eventi si susseguiranno anche in occasione della festa della Repubblica, il 2 giugno e durante tutta l’estate per ricordare la ricorrenza e come Piazza vi partecipò”. Infatti Piazza, assieme ad altre città della Sicilia partecipò con trepidazione agli avvenimenti che preparavano a Garibaldi la liberazione dell’Isola dai Borboni. I patrioti piazzesi, che si riunivano in segreto, scoperti, venivano arrestati e torturati dai gendarmi borbonici affinché confessassero le relazioni con gli altri patrioti siciliani. Il passaggio di Garibaldi a Piazza Armerina avvenne il 14 agosto 1860, per l’arruolamento di volontari che poi lo seguirono a Roma. Tale avvenimento è ricordato con una lapide di marmo apposta sulla facciata di palazzo Capodarso, nel quale fu ospitato dal Barone Giuseppe Crescimanno. L’illuminazione con il tricolore del Palazzo di Città è stata realizzata dalla Ditta Luxor secondo le disposizioni del direttore del settore Beni e Politiche culturali del Comune di Piazza, dott. Francesco Galati.
Agostino Sella

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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