lunedì 23 agosto 2010

Pagano la bolletta ma l'acqua non arriva.

Pagano la bolletta dell’acqua ma il servizio non è efficiente. Numerosi famiglie costrette a comprare un bene primario per la vita. Questa è la storia di numerosi residenti della contrada Gruppazzi, sita lungo la ex statale Piazza Armerina – Gela, lasciati a secco per quasi tutto il periodo estivo. “E’ vergognoso che si faccia pagare l’acqua a caro prezzo per poi lasciare numerose famiglie senza un servizio essenziale” questi i toni della missiva di protesta di cui si fa portavoce Michele Giarratana “Siamo più di una decine le famiglie che per tutto l’estate ci siamo rivolti agli uffici di AcquaEnna e nonostante le promesse di interventi solleciti alla fine di agosto siamo qui ad attendere delle risposte concrete. Abbiamo regolari contatori – continua il portavoce della famiglie protestatarie - paghiamo l’acqua più cara rispetto al paese, essendo residenti fuori città, e alla fine si lasciano decine di persone e famiglie intere senza un bene essenziale qual’e l’acqua. Vorrei capire – aggiunge il signor Giarratana - se tale comportamento non configuri un reato da parte dell’azienda che si occupa di gestire il servizio idrico nella nostra città.” Il prezzo che viene pagato da coloro che siano utenti non residenziali si dovrebbe aggirare intorno a 1,60 euro a metro cubo “Per tutto l’estate abbiamo provato a farci sentite chiamando il numero verde o recandoci negli uffici in contrada bellia, da almeno tre mesi che ci è stato detto domani interveremo ma mai nessuno ha fatto niente. Ci sentiamo presi in giro e la favola che ci è stata raccontata che chi vive in campagna non ha diritto all’acqua e una delle fantasie più nefande visto che una buona parte delle famiglie residenti in contrada Gruppazzi, hanno stipulato dei regolari contratti con AcquaEnna prova ne è l’esistenza di regolari contatori.” La missiva si chiude con un appello alle istituzioni e al sindaco Carmelo Nigrelli “Chiediamo all’amministrazione che si faccia avanti per aiutare le numerose famiglie che vivono sul territorio della città e sono onesti contribuenti che pagano un servizio che dovrebbe essere costituzionalmente garantito a tutti.”

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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