venerdì 16 luglio 2010

Ore interminabili di fila alla posta e momenti di forte tensione si sono registrati tra utenti e impiegati

Ore interminabili di fila, pochi impiegati, disservizi, la succursale della posta sita in via Crescimanno, nel cuore del quartiere Monte, chiusa, il caldo asfissiante, sono solo alcuni degli elementi di un cocktail esplosivo che stanno rendendo la vita impossibile agli utenti, specialmente quelli anziani, che si recano alla posta della città a ritirare le pensioni. Ai disagi si aggiunge che la posta rimane aperta solo per mezza giornata visto che è entrato in vigore l’orario estivo. “E’ vergognoso sono qui da tre ore e chissà quando dovrò aspettare – commenta l’anziana signora Anna Maria Galletti in attesa di ritirare la pensione – siamo tenuti dentro un recinto come delle bestie e all’esiguo numero di impiegati si aggiunge anche l’atteggiamento di alcuni operatori che fanno perdere le staffe.” I momenti di tensione, che ieri mattina si sono registrati all’interno della posta centrale della città, sita in via Salvatore La Malfa, hanno raggiunto livelli altissimi e ogni giorno le cose sembrano peggiorare ulteriormente. Ad aggravare lo stato di cose la chiusura temporanea della succursale della posta sita nel quartiere Monte a causa della caduta di qualche calcinaccio nel controsoffitto ricadente nelle stanze in uso agli impiegati. Tutta l’utenza, quindi, ricade sulla sede centrale che non sembra adeguatamente attrezzata, in termini di risorse umane, a ricevere migliaia di cittadini che giornalmente si recano all’interno delle sede postale. “Non capisco perché l’amministrazione o il consiglio comunale – aggiunge un signore anziano anch’esso in attesa di ritirare la pensione - non si faccia carico, in queste occasioni, delle nostre esigenze. Per esempio qualcuno dei nostri amministratori potrebbe chiedere al direttore della Posta una deroga degli orari di apertura. La solo mezza giornata di mattina non è sufficiente a smaltire l’oceanica folla che si presenta ogni giorno dinnanzi gli sportelli della posta e i momenti di tensione potrebbe sfociare in qualcosa di peggiore.“

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


___________


"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

TUTTI GLI ARTICOLI