sabato 9 aprile 2011

I piazzesi difendono il Chiello. Cronaca di un giovedì di passione

Piazza Armerina. “Non permetto a nessuno di giocare con la dignità dei piazzesi. Adesso basta. Mercoledì protesteremo in massa a Palermo. Visto che l’assessore Russo non viene da noi, saremo noi ad andare da
lui”. Il sindaco della città dei mosaici ieri, Fausto Carmelo Nigrelli, dopo un diktat di notizie confermate e poi smentite, manda un sms per chiamare a raccolta la società civile piazzese a difesa del Chiello
. Dice Nigrelli nel messaggio: “L’assessore Russo doveva essere lunedì a Leonforte. Ma ho saputo che non ci sarà. Adesso basta. Poiché non è consentito a nessuno giocare con la dignità dei piazzesi, nemmeno alle autorità regionali, proporrò al consiglio comunale ed ai comitati di quartiere di organizzare un sit in di protesta davanti all’assessorato regionale alla sanità per mercoledì prossimo. Intanto per quella mattina, fin da oggi chiedo un incontro urgente all’assessore regionale e con i capigruppo dell’Ars”. Questo è il risultato di due giorni di incontri, tavoli tecnici e manifestazioni che hanno riempito le giornate piazzesi. L’altro ieri, oltre 300 piazzesi hanno aspettato, per cinque ore, fino alle 10 di sera in un salone del Chiello il risultato del tavolo tecnico che si è svolto ad Enna. Un tavolo indetto dal prefetto Giuliana Perrotta ed a cui hanno partecipato il presidente della Provincia Pippo Monaco, il sindaco di Piazza Armerina Carmelo Nigrelli, il manager Baldari e il capo di gabinetto dell’assessorato regionale alla sanità Lia Murè. Una riunione lunghissima a cui hanno partecipato anche altri sindaci del comprensorio ed altri esponenti importanti della sanità ennese. Grande assente l’assessore alla sanità Massimo Russo, assenza che ha provocato l’ira dei cittadini piazzesi. Si comincia alle 17. Davanti la sede del corpo F del Chiello cominciano ad arrivare in centinaria per dare vita ad un sit in pacifico in attesa dei risultati del tavolo ennese. Iniziano continue telefonate tra Enna e Piazza Armerina per
capire lo stato di avanzamento dei lavori. Nel frattempo nello spiazzo del Chiello si installano casse e microfoni per una vera e propria assemblea democratica in cui in tantissimi hanno preso la parola: semplici cittadini, rappresentanti dei comitati di quartiere, consiglieri comunali, medici. Le ore passano ma da Enna nessuna notizia. “Sono ancora seduti mentre discutono – dice Massimo Di Seri, uno dei leader della protesta – dobbiamo aspettare ancora”. Nel frattempo il sole tramonta e l’area fresca di primavera comincia a dare un poco di fastidio. “Trasferiamoci in un salone dell’ospedale – dice sempre Di Seri – di qua non si va via se non abbiamo risposte. Il sindaco ci raggiungerà appena finisce la riunione”. Nel frattempo si fanno le 9 di sera e arriva la notizia che al tavolo manca l’assessore regionale. “L’assessore ci prende in giro – dice un cittadino – non la vedo bene questa situazione. Ma senza l’assessore di che cosa stanno parlando?”. Sono le 9 di sera ma il cellulare del sindaco è ancora spento. Mannaggia sono ancora in riunione”. Poi, alle nove e 30 uno squillo. E’ il sindaco. “E’ partito da Enna sta arrivando da noi”, dice un assessore della giunta che aspetta con i cittadini. Alle 10 in punto arriva il sindaco Nigrelli con l’assessore Di Carlo. Si toglie gli occhiali. E’ provato in viso dopo le 4 ore di riunione. Prende il microfono e parla mentre tutti lo ascontano in religioso silenzio. “E’ stato difficile - dice – ad un certo punto stavamo abbandonando il tavolo” e spiega l’accordo che in mancanza di Russo è stato raggiunto. Dalla folla parte un po’ di tensione. C’è chi interviene e racconta
metafore. Chi urla contro i tagli della sanità. Chi approva. Dopo il sindaco parla Innocenzo Di Carlo. Il problema è quello del punto nascite. La soluzione trovata piace a qualcuno, altri non sono d’accordo. L’assemblea si scioglie e finalmente tutti a casa, dopo 5 ore di attesa. Poi ieri pomeriggio l’sms del sindaco Nigrelli che suona la carica. “Andremo tutti a Palermo”.
Agostino Sella

Chi sono

Qualcuno, di cui non ho molta stima, mi chiama "Architetto di Dio". La cosa, però, mi piace. Dicono che sono un architetto eclettico ed un pò anomalo. Il mio lavoro è a metà tra i restauri ed il turismo. Sono cooperatore salesiano e amo Don Bosco. Sono sposato con Cinzia che amo. Abbiamo tre figli, Gabriele Samuele e Gaia. Se vuoi scrivermi ecco la mail architettodidio@gmail.com


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"Il senso di inquietudine mi insegue sempre e quando mi pare di aver colto una certezza ricado nell'assoluto smarrimento. Mi chiedo: sono al posto giusto, al momento giusto? Boh! che casino è la VITA e quanto doloroso è questo cammino di scoperta dell'Assoluto che c'è in noi!"

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